Settembre, tempo di raccolta e rinnovamento in vista dell’Autunno. Il Sole si trova nel Segno della Vergine dal 23 Agosto fino al 22 Settembre e Mercurio lo accompagna fino alla notte del 6 Settembre. In posizione opposta e complementare, Nettuno in Pesci e Venere in armonioso Sestile in Cancro ci dicono che non dobbiamo rinunciare ai nostri sogni.

Saturno, Plutone e Giove, a braccetto nel Segno del Capricorno, continuano a far crollare ogni struttura ormai vetusta, mentre Urano nel segno del Toro ci guida, rapido e rivoluzionario, verso una nuova economia.

È un tempo importante per i segni che appartengono all’elemento Terra, in cui si fa più urgente il bisogno di confrontarsi con le parti più profonde del proprio sé, alle soglie dell’ultima stagione 2020.

Chi è nato sotto il Segno della Vergine o ne ha l’Ascendente o altri Pianeti, si presenta al mondo come un tipo perfettamente ordinato, analitico, chirurgico nel suo approccio a tutte le cose della vita.

Dal tipo Vergine non si può sfuggire perché in un tempo inifinitamente piccolo riesce a fare uno screening di ogni movimento che osserva, di ogni parola che ascolta.

È infallibile in tutte le attività mentali e intellettuali. Infallibile e rapido come Mercurio, suo pianeta Maestro, che nel Mito è il messaggero degli Dèi, dio dell’intelletto scaltro e colto, dedito alle arti e alla letteratura.

Siamo a Settembre. Lasciandoci alle spalle il Segno del Leone, legato all’abbondanza e alla sfrenatezza estiva, cambiamo rotta per raccogliere, riordinare, purificare, economizzare energie e risorse, abbandonando per un po’emozioni e sregolatezze. Per fare questo ci vuole metodicità, pazienza e un grande amore per la natura.

Il segno della Vergine è rappresentato da una fanciulla che tiene in mano una spiga di grano, e infatti questo è il tempo della mietitura del grano e della raccolta dei frutti della terra.

Il bisogno di purezza del tipo Vergine è sia intellettuale che fisico, e può esprimersi in diversi modi: dalla strenua dedizione al lavoro, al purismo nello stile di vita, sul piano dell’alimentazione o del gusto estetico, del rispetto dell’ambiente e del mondo animale.

A differenza del suo opposto e complementare compagno dei Pesci, la Vergine non vuole certo perdere la testa. Quindi controlla le proprie emozioni, percepite come la minaccia che irrompe a spezzare quiete, sensibilità, senso estetico, e il suo proverbiale senso dell’ordine e dell’efficienza.

Dietro questo atteggiamento che lo rende forse il segno più pudico dello zodiaco, troviamo un altro Mito antico, quello di Demetra e Persefone.
Mentre madre e figlia camminano per i campi, Persefone viene rapita da Plutone, dio dell’Ade. Profondamente e perdutamente invaghito della fanciulla, Plutone la strappa quindi alla madre Demetra, per portarla con sé nelle parti più profonde della terra, che simbolicamente corrispondono all’inconscio, all’Io profondo. Solo grazie a un patto con Giove, Dio dell’Olimpo, Demetra riesce a raggiungere un compromesso: rivedere la figlia sei mesi l’anno, nelle stagioni calde, quelle della fioritura e dei raccolti, mentre nelle stagioni fredde Persefone rimane preda del passionale e oscuro Plutone. È qui che si crea una frattura, uno strappo che produce un vuoto nell’anima di Demetra, un vuoto affettivo difficile da colmare.

Il segno della Vergine si fonda dunque su questo vuoto doloroso provocato dal rapimento, che produce sfiducia e scetticismo nei confronti delle emozioni e passioni, vissute come una minaccia alla propria e altrui integrità e purezza. È per questo che la Vergine stenta ad innamorarsi, e dimostra un certo pudore anche nell’espressione delle proprie emozioni: ha paura di perdere se stessa, di essere rapita, di subire un danno, e dunque per proteggersi usa l’ arma più potente ed efficace che ha: l’intelletto, la razionalità, lo spirito analitico.

Ma come nel tempo lungo e pacato della raccolta dei frutti della terra, libero da ogni sfrenato egoismo e smania di possesso, nel momento in cui la Vergine sente di potersi prendere cura della Madre Terra, di riflesso si prende cura di sé, ed è qui che la sua caparbia tendenza a difendersi e la sua pragmaticità si allentano, lasciando il posto all’altro lato di sé, quello fatto di accoglienza e amore, di senso materno, di accudimento.

L’amore per l’intelletto e il bisogno di aggrapparsi ad esso apre la porta alle emozioni e agli istinti solo quando capisce che può fidarsi e quindi affidarsi. È qui che cervello fisico e cervello emotivo si uniscono, e la Vergine ricompone quel vuoto, quella frattura ancestrale che le permette di vivere anche sentimenti d’amore, non guidata dal coup de foudre, bensì da una comunione di idee, interessi e progetti che sono per lei l’unico veicolo verso l’espressione delle emozioni. Non è raro che alla Vergine appartengano persone dedite alle professioni sanitarie, al personale medico e infermieristico, ma anche erboristi e naturopati. Proprio per quell’amore per la terra, per i suoi frutti e le sue erbe, e per le loro imperiture capacità di curare e guarire le ferite del corpo e dell’anima.