(English translation below)
Esiste un piccolo borgo di rara bellezza, nel centro Italia, che da molti anni è meta di orde di turisti orientali, giapponesi in particolare. Il suo nome è Civita di Bagnoregio. Intendiamoci, è un luogo amato e frequentato da turisti di ogni provenienza, italiani ed esteri. E non potrebbe essere altrimenti visto che è un borgo unico al mondo per le sue caratteristiche geomorfologiche, naturalistiche e storico-architettoniche. Non a caso è in lista per diventare patrimonio dell’Unesco. Eppure per gli orientali Civita rappresenta molto di più di una bellissima destinazione. Simboleggia la realizzazione di un sogno, l’avverarsi di un desiderio, per alcuni il viaggio della vita. Perché a portarli fin sulla cima di questo piccolo borgo arroccato su una rupe tufacea, nella lontanissima Europa, è un film dalle ambientazioni fantastiche.

In realtà i film sono da sempre motivo d’ispirazione per nuovi viaggi, e ne ho già parlato raccontando un mio splendido viaggio in Nuova Aquitania fatto proprio grazie ad alcune bellissime pellicole cinematografiche. E la seduzione cinematografica tocca tutti noi, in un modo o nell’altro, spingendoci a raggiungere quella meta di cui non conoscevamo nemmeno l’esistenza fino a quando quel film, o anche quella singola scena, non ci ha aperto gli occhi su una realtà nuova.

Ma il film di cui parlo è un capolavoro del cinema d’animazione giapponese: Làputa – Castello nel cielo, di Hayao Miyazaki. Ma attenzione, non commettiamo l’errore di credere che sia un film per bambini. Nella sua animazione, realizzata tutta a mano senza l’uso di computer, Miyazaki crea un film metafisico per adulti, in cui affronta temi profondi come il rapporto tra natura e umanità, tra essere umano e scienza, tra tecnologia e spirito. La storia è ambientata a Làputa, una misteriosa isola che fluttua nel cielo, proprio come Civita nelle fredde giornate invernali in cui il borgo sembra sospeso su una coltre di nuvole e nebbia come se fosse staccato dal resto del mondo.

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E infatti fu proprio così che Hayao Miyazaki la vide per la prima volta, durante un suo viaggio in Italia, e ne rimase talmente affascinato da volervi ambientare la storia di uno dei film più rappresentativi della sua arte. Hayao Miyazaki oggi è considerato uno degli animatori più influenti della storia del cinema, in grado di creare visioni oniriche di rara bellezza e suggestioni fantastiche di pontente seduzione. Ed è stato il regista che ha saputo restituire al film d’animazione quella legittimazione che prima di lui non era mai stata riconosciuta ad un genere da sempre considerato minore.

L’incomparabile natura di
Civita di Bagnoregio

Ma perché Civita di Bagnoregio ha questo aspetto così unico ed inconfondibile, isolata dal resto del mondo? Perché giace su uno sperone tufaceo creatosi, nel tempo, sopra uno strato di argille pleistoceniche lasciate dal mare quando, scoprendo i fondali, si ritirò. Su queste argille friabili si andarono poi a depositare, circa seicentomila anni fa, i materiali vulcanici del complesso vulcanico dei Monti Vulsinii, creando un territorio quanto mai fragile, instabile e sgretolabile che viene continuamente eroso dalla forza dei venti e dalle acque piovane.

E così Civita oggi giace in una valle di calanchi spettrali, dalle creste affilate, appuntite e taglienti come lame, che sembrano evocare paesaggi lunari di livida bellezza. Una terra che la natura ha disegnato seguendo un senso estetico di rara perfezione nella sua pur estrema fugacità. Non a caso Civita è chiamata La città che muore, e nessun altro luogo più di Civita sa essere espressione così alta dell’effimero. Quell’effimero di cui Hayao Miyazaki si innamorò perdutamente la prima volta che la vide.

ENGLISH VERSION

Civita di Bagnoregio in the dreamlike cinematography of Hayao Miyazaki

There is a small village of rare beauty, in central Italy, which for many years has been a destination for hordes of oriental tourists, especially Japanese. Its name is Civita di Bagnoregio. Mind you, it is a place loved and frequented by tourists from all backgrounds, Italians, and foreigners. And it could not be otherwise given that it is a unique village in the world for its geomorphological, naturalistic, and historical-architectural characteristics. It is no coincidence that it is on the list to become a UNESCO heritage site. Yet for the Orientals Civita represents much more than a beautiful destination. It symbolizes the fulfillment of a dream, the fulfillment of a wish, for some the journey of life. Because to bring them to the top of this small village perched on a tufaceous cliff, in far-away Europe, is a film with fantastic settings.

In reality, films have always been a source of inspiration for new travels, and I have already talked about it when I described a wonderful trip to New Aquitaine made thanks to some beautiful films. And cinematic seduction touches all of us, in one way or another, pushing us to reach that destination we didn’t even know existed until that film, or even that single scene, opened our eyes to a new reality.

But the film I’m talking about is a masterpiece of Japanese animation cinema: Làputa – Castle in the sky, by Hayao Miyazaki. But beware, let’s not make the mistake of believing it’s a children’s film. In his animation, made entirely by hand without the use of computers, Miyazaki creates a metaphysical film for adults, in which he deals with profound themes such as the relationship between nature and humanity, between human beings and science, between technology and spirit. The story is set in Làputa, a mysterious island that floats in the sky, just like Civita in the cold winter days when the village seems suspended on a blanket of clouds and fog as if it were detached from the rest of the world.

And in fact, it was precisely in this way that Hayao Miyazaki saw it for the first time, during a trip to Italy, and he was so fascinated by it that he wanted to set the story of one of the most representative films of his art. Today Hayao Miyazaki is considered one of the most influential animators in the history of cinema, able to create dreamlike visions of rare beauty and fantastic suggestions of powerful seduction. And it was the director who was able to give back to the animated film the legitimacy that, before him, had never been recognized to a genre always considered minor.

The incomparable nature of
Civita di Bagnoregio

But why does Civita di Bagnoregio has this unique and unmistakable aspect, isolated from the rest of the world? Because it lies on a tuffaceous spur created overtime on a layer of Pleistocene clays left by the sea when, discovering the seabed, it withdrew. About six hundred thousand years ago, the volcanic materials of the volcanic complex of the Vulsinii Mountains were then deposited on these friable clays, creating a very fragile, unstable, and crumbling territory that is continually eroded by the force of the winds and rainwater.

And so Civita today lies in a valley of ghostly gullies, with sharp ridges, pointed and sharp as blades, which seem to evoke lunar landscapes of livid beauty. A land that nature has designed following an aesthetic sense of rare perfection in its extreme fleetingness. It is no coincidence that Civita is called The city that dies, and no other place more than Civita can be such a high expression of the ephemeral. That ephemeral that Hayao Miyazaki fell madly in love with, the first time he saw Civita.

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