Composto da suggestioni di Lui Besson, G.B. Shaw, Andrew Birkin, Matteo Fasanella firma adattamento e regia di “Giovanna Dark“, dal 9 al 12 e dal 16 al 19 Aprile presso il Teatrosophia di Roma. Ce la racconta la sua interprete: Sabrina Sacchelli, nel difficile ruolo di una donna scissa tra beatitudine e tormento.

D’Arco o Dark la tua Giovanna? 
La mia Giovanna sta esattamente nel punto d’incontro tra le due. È D’Arco, icona storica e leggendaria, perché porta una direzione, una luce, una fede incrollabile. Ma è anche profondamente Dark, perché attraversa il dubbio, la solitudine e il peso di una missione che la consuma.  In linea con la visione della mia compagnia, Darkside LabTheatre Company, cerco di tenere insieme entrambe le dimensioni: la luce e l’ombra, la forza e la fragilità.

Quanto c’entra Luc Besson nella tua ispirazione? 
C’entra, in parte perché Il testo prende spunto anche dalla sua versione. Tuttavia, il mio lavoro non è stato quello di replicare o inseguire quella visione, bensì di intraprendere un percorso, insieme al mio regista, Matteo Fasanella, più profondo: dare corpo e voce a una Giovanna che non fosse soltanto simbolo o mito, ma una ragazza vera, fragile, imperfetta. 

Ho cercato di ascoltarla, più che interpretarla. Di lasciare emergere il suo coraggio, così come la sua solitudine. È lì che nasce la mia Giovanna: nello spazio vulnerabile tra ciò che conosciamo di lei e ciò che, forse, non sapremo mai. 

Quale passione le hai regalato come primo motore di esistenza?
Penso di essere partita dalla sua urgenza di agire per uno scopo più grande di lei. Guidata dalla fede, Giovanna si sente instancabile ed inarrestabile nel compiere la sua missione, anche quando tutto intorno a lei sembra ostacolarla. 

Aggiungerei che forse è stata lei a regalare qualcosa a me: attraverso un incontro rivelatore, mi ha fatto capire che dentro di me esiste una luce simile. 

È quella “chiamata” che ci tiene svegli la notte e che non si lascia ignorare. 

Citando il testo: “anche voi potreste sentirla, se ascoltaste con attenzione”. 

Esistono oggi le Giovanne d’Arco e chi sono? 
Sì, esistono. Sono tutte quelle persone che scelgono di esporsi, di credere fermamente in qualcosa e di percorrere il proprio cammino, nonostante tutto e tutti. Portano avanti le loro battaglie senza fare rumore, talvolta con grande difficoltà e sofferenza, ma con una luce inconfondibile negli occhi, una guida silenziosa—come le voci e le visioni di Giovanna d’Arco—che suggerisce loro la direzione. Non sempre sono eroi o leggende riconosciute: a volte restano invisibili. Ed è nostra responsabilità riconoscerli. 

Raccontaci il gruppo di lavoro… come si è fatto incendiare! 
È stato un processo molto naturale, nato proprio grazie a “Giovanna Dark”. Era il 2020, stavamo partecipando a un laboratorio diretto dal regista Matteo Fasanella e abbiamo capito di essere uniti dalla stessa fame di creare arte e bellezza, in un mondo che stava affrontando difficoltà che sembravano insormontabili. Da lì è nata una fiducia autentica e la voglia di rischiare, di esporci davvero. Possiamo dire che l’“incendio” è partito da una scintilla condivisa, che ancora oggi arde alimentando il nostro percorso e la nostra ricerca.

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