Il Segno dei Pesci conclude la fascia dell’eclittica zodiacale, indicando la fine di un ciclo prima di un nuovo inizio, nell’eterno movimento della vita e dell’Universo. Nelle tradizioni filosofico-esoteriche questo è un concetto che ricorda sia l’Uroboro, il serpente che si morde la coda formando un cerchio senza inizio né fine, che il Tao, simbolo cinese di yin e yang, che realizza in sé l’unione di tutte le dicotomie. Come dire che l’energia universale ha quel potere inesauribile che si distrugge e si ricrea di continuo.

I Pesci non chiudono solo il cerchio zodiacale, ma sono anche l’ultimo dei segni d’Acqua. Non più l’acqua sorgiva del Cancro che crea la vita, né l’acqua stagnante dello Scorpione dal cui pantano si realizza la trasformazione del frutto. L’acqua dei Pesci è l’acqua di tutti i mari e degli oceani che ci circondano e dove tutto va a finire. E in quell’immenso tutto, fatto di onde che si accavallano, ci sono tutti i perché che costellano la nostra vita. Per questo, il segno dei Pesci rappresenta il mondo delle prove.

I nativi dei Pesci sono a proprio agio nel misticismo, nella filosofia e in tutte le forme d’arte. Fantasiosi, creativi, dotati di una sensibilità ai limiti della sensitività, sono talmente capaci di captare ogni vibrazione e di entrare in empatia, che corrono il rischio di essere fagogitati dalla fusione tra la propria e l’altrui emotività, tanto da non distinguere più il confine tra sé e gli altri.

Dominato da Nettuno, pianeta della spiritualità e del misticismo, e da Giove, re dell’Olimpo, nel Segno dei Pesci anche Venere, dea dell’amore, si trova in esaltazione. Come icona del segno ho scelto Anaïs Nin, per la sua figura agile e eterea, il temperamento eccentrico, la femminilità camaleontica uniti all’innata tendenza a sperimentare il superamento di ogni confine, sia nella vita che nella scrittura.

Nel saggio La relazione d’amore in Astrologia da me tradotto, l’autrice Lianella Livaldi Laun, analizzando la relazione tra Anais Nin e Henry Miller, si sofferma su uno dei tratti fondamentali del segno dei Pesci: la sensibilità sentimentale e la predisposizione alle emozioni erotiche e sensuali, li rendono capaci di amare più persone, variando intensità e tipo di sentimenti, così come Anais Nin ci racconta nel suo Henry & June:Nel 1921, quando ero ancora in corrispondenza con Eduardo, ero già innamorata di Hugo. Se Hugo sapesse che all’Havana, mentre ci scambiavamo lettere d’amore, io ero attratta da Ramiro Collazo… se Henry sapesse che amo i baci di Allendy, e se Allendy sapesse com’è profondo il mio desiderio di vivere con Henry”.

La spinta all’infinito e al surreale, la tendenza all’estasi e alla fusione nel Tutto rendono impossibile per il nativo del segno dei Pesci, scindere l’amore fisico dall’intesa spirituale e sentimentale. L’intelligenza può essere disordinata, irrazionale, incline all’illusione, ma può diventare sia intuitiva che logica. Una logica che riunisce e integra in sé il caos, per poi disciplinarlo e trasformarlo in eclettismo. Tra i Pesci troviamo l’anima sofferente che cerca nell’alcool e nelle droghe l’oblio ai suoi dolori, ma anche mistici tra cui S. Francesco d’Assisi, artisti come Michelangelo, scienziati come Einstein, filosofi come Schopenauer, musicisti come Bach e rivoluzionarie come Rosa Luxemburg.

E il filo rosso che li lega è l’idealismo, lo strenuo spirito di ricerca e la tendenza visionaria. Il mito dei Pesci si ricollega alla storia del mostro Tifone, gigante metà uomo e metà belva, di fronte a cui gli dèi fuggivano assumendo le più svariate forme. Solo Giove riuscì a opporgli resistenza e a sconfiggerlo colpendolo con il fulmine. Venere e suo figlio Eros, invece, per sfuggire alla sua furia, si trasformarono in due pesci e si tuffarono nel mare. Per essere sicuri di non perdersi, si legarono l’una all’altro con un filo, simbolo dell’amore materno, di passato e futuro, di fine e ancora inizio, con una parte che trascina in basso, verso la materia, e l’altra che mira in alto, all’evoluzione spirituale.

Persino nel primo Cristianesimo i discepoli di Gesù si riconoscevano tra loro disegnando un pesce, le cui lettere del nome greco rappresentavano l’acrostico Gesù Cristo, figlio di Dio, Salvatore. Gesù ha il potere di guarire, di viaggiare nello spazio e sul mare, e accetta su di sé le più grandi prove. La parte del Vangelo in cui egli inizia a lavare i piedi ai suoi discepoli è interpretata come una lezione di umiltà. Ma il significato è forse più profondo e si lega bene all’Astrologia, che fin dall’antichità ci dice che a ogni parte del corpo corrisponde un segno zodiacale, dunque i piedi, parte finale del nostro corpo, corrispondono alla costellazione dei Pesci.

Se Gesù volle lavare i piedi ai propri discepoli, lo fece non solo come gesto di umiltà, ma probabilmente anche per indicare la via per guarire se stessi. Se infatti, come insegna l’antica scienza delle corrispondenze, ogni parte del corpo contiene simbolicamente ogni costellazione dello Zodiaco, i piedi contengono l’organismo nel suo insieme, che è a sua volta in relazione con il Tutto. Nel contatto con la terra e con le correnti telluriche, i nostri piedi e il Segno dei Pesci realizzano dunque il legame tra piano fisico e piano astrale, tra Microcosmo e Macrocosmo, tra fine e inizio, e come l’Uroboro e il Tao, ci guidano al concetto di unità e di infinito.

Auguri amici dei Pesci!

The Infinite World of the Pisces Sign

The Sign of Pisces ends the zodiacal wheel, indicating the end of a cycle before a new beginning, in the eternal movement of life and the universe.

In philosophical-esoteric traditions this concept reminds to the symbol of Ouroboros, the snake that bites its tail forming a circle with no beginning or end, and the Tao, the Chinese symbol of yin and yang, which realizes in itself the union of all dichotomies:

the universal energy has the inexhaustible power to destroy and recreate constantly.

The Pisces Sign not only closes the zodiac circle, but is also the last of the water signs. No longer the spring water of the Cancer that creates life, nor the stagnant water of the Scorpio where the transformation of the fruit takes place. The water of Pisces is the water of all the seas and oceans that surround us and where everything ends.

And in that immensity, made of overlapping waves, there are all the questions that dot our lives. For this reason, the Pisces sign represents the world of trials.

Pisces natives are comfortable in mysticism, philosophy and all art forms. Imaginative, creative, endowed with a sensitivity to the limits of sensitivity, they are so capable of detecting every vibration and entering into empathy, that they run the risk of being swallowed up by the fusion between one’s own and others’ emotions, so much so that they no longer distinguish the boundary between themselves and others.

Ruled by Neptune, planet of spirituality and mysticism, and Jupiter, king of Olympus, also Venus, goddess of love, is also in exaltation in the Sign of Pisces. As an icon of the sign I chose Anaïs Nin, for her agile and ethereal figure, eccentric temperament, changing femininity united with an innate tendency to experience the crossing of every boundary, both in life and in writing.

In the essay Liebesbeziehungen im Horoskop that I translated in Italian, the author Lianella Livaldi Laun, analyzing the relationship between Anais Nin and Henry Miller, dwells on one of the fundamental traits of Pisces: sentimental sensitivity and predisposition to erotic and sensual emotions, which make them able to love more people, varying intensity and type of feelings, as Anais Nin tells us in his book Henry & June:

In 1921, when I was still in correspondence with Eduardo, I was already in love with Hugo. If Hugo knew that in Havana, while we were exchanging love letters, I was attracted to Ramiro Collazo… if Henry knew I loved Allendy’s kisses, and if Allendy knew how deep my desire to live with Henry is.

For the Pisces Sign, the push to infinity and surreal, the tendency to ecstasy and fusion in the Everything make it impossible to separate physical love from spiritual and sentimental understanding. Intelligence can be messy, irrational, illusion-prone, but it can become both intuitive and logical. A logic that brings together and integrates chaos into itself, and then regulates it and transforms it into eclecticism. Among the Pisces we find the suffering human soul that seeks in alcohol and drugs oblivion to its sorrows, but also mystical being including St. Francis of Assisi, artists such as Michelangelo, scientists such as Einstein, philosophers such as Schopenauer, musicians such as Bach and revolutionaries such as Rosa Luxemburg.

The red thread that binds them is idealism and a visionary tendency.

The myth of the Pisces relates to the story of the monster Typhon, a giant half man and half beast, in front of which the gods fled transforming in the most varied forms.

Only Jupiter was able to resist him and defeat him by striking him with lightning.

Venus and her son Eros, on the other hand, to escape Typhon fury, turned into two fish and plunged into the sea. To make sure they didn’t get lost, they bonded each other with a thread, symbol of maternal love, of past and future, of end and a new beginning, with a part that drags down, towards matter, and the other that aims high, to reach a spiritual evolution.

Even in early Christianity, Jesus’ disciples recognized each other by drawing a fish, whose letters of the Greek name represented the acrostic “Jesus Christ, son of God, Savior”. Jesus has the power to heal, to travel in space and on the sea, and accepts upon himself the greatest trials. The part of the Gospel in which he begins to wash the feet of his disciples is interpreted as a lesson in humility. But the meaning is perhaps deeper and binds well to Astrology, which since ancient times tells us that every part of the body corresponds to a zodiac sign, so the feet, the final part of our body, correspond to the constellation of Pisces.

If Jesus wanted to wash the feet of his disciples, he did so not only as a gesture of humility, but probably also to indicate the way to heal oneself.

As the ancient science of correspondence teaches, if each part of the body symbolically contains each constellation of the Zodiac, so the feet contain the organism as a whole, which is in turn related to the Whole.

In contact with the earth and with the terrestrial currents, both our feet and the Sign of Pisces realize the link between the physical plane and the astral plane, between Microcosm and Macrocosm, between end and beginning, and how the Ouroboros and Tao symbols guide us to the concept of unity and infinity.

Best wishes friends of the Pisces!

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