Una T-shirt bianca, immacolata, che sembrerebbe aiutare chi la indossa ad apparire più sicuro e affidabile: questa è la nuova strategia adoperata dagli studenti della Maturità 2025.

Il look dei maturandi: perché la maglietta bianca?

Il mito della maglietta bianca non è nuovo, ma per i maturandi del 2025 sembra essere diventato un trend virale sui social: indossare una t-shirt “pura” e immacolata viene usata come una delle disperate teorie degli studenti per passare l’esame di maturità.

Il capo d’abbigliamento è molto semplice e quasi perfetto e sarebbe sinonimo di ordine, affidabilità, sicurezza ed è quindi considerata vincente per dare una buona impressione del candidato prossimo al diploma. La fantomatica maglietta viene infatti condivisa sulle piattaforme social e indossata da molti sia come portafortuna negli esami scritti, sia per dare un’ottima impressione ai professori durante l’esame orale. Oltre a questo, il bianco sembrerebbe dare una percezione armonica e calma dello studente, ottimo presupposto per cominciare il proprio esame orale e per ottenere un buon giudizio da parte dei docenti della commissione.

Ovviamente non ci sono vere e proprie prove dell’efficacia dell’indossare una maglia bianca ad un esame, ma i ragazzi decidono di non lasciare nulla al caso, portando la loro fidata maglietta pura e immacolata con loro nel grande giorno che segna la fine del liceo.

Il via agli esami orali

Gli esami orali della maturità sono cominciati lunedì 23 giugno, e si prolungheranno fino alla metà di luglio. I giovani speranzosi di fare bella impressione con le loro magliette bianche e linde si confronteranno con commissari interni ed esterni che li valuteranno in base alla loro preparazione.

Le prove, sia quelle scritte che quelle orali, valgono 20 punti, per un totale di 60 punti assegnati. Buona fortuna maturandi!

La moda e il corpo

Il modo in cui ci vestiamo dice molto su di noi, la moda è infatti collegata all’ambito delle scienze sociali e umane e con la psicologia, e si intreccia inevitabilmente e in modo indissolubile con il nostro corpo, con cui spesso abbiamo un rapporto particolare. Lo spiega bene Patrizia Calefato nel suo libro La moda e il corpo. Teorie, concetti, prospettive critiche. Nel volume, l’autrice mostra come la moda traduce le tensioni dei corpi nella società: “da un lato, ha seguito le espropriazioni e le appropriazioni culturali e sociali nella storia dell’umanità; dall’altro, esprime gli incontri, le mescolanze e gli incroci di segni e culture, soprattutto nell’odierno mondo iperconnesso”. La moda non è un sistema futile e superficiale, ma parte di processi sociali come l’inclusione e di problematiche globali come il cambiamento climatico.

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