Lo scorso 15 marzo, come ogni anno dal 2012, si è celebrata la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi del comportamento alimentare (DCA). Questi disturbi deteriorano la salute mentale e fisica del soggetto e, se non diagnosticati e trattati precocemente, aumentano il rischio di complicanze organiche rilevanti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo con rischio di cronicizzazione e anche, nei casi più severi, di mortalità, in particolare per quanto riguarda l’anoressia.

L’istituzione di questa giornata è stata quindi fondamentale per la prevenzione dei disturbi alimentari e per renderli più noti alla popolazione generale. Proprio in questo periodo dell’anno però ritornano alcuni trend sui social, come nella vita vera, che ci riportano indietro: il famoso summer body e le varie diete che spuntano proprio dopo le feste per “prepararsi” all’estate.

Giornata nazionale dedicata ai disturbi alimentari: com’è nata

La Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla nasce nel 2012, in onore di Giulia Tavilla, che a soli 17 anni ci ha lasciati per colpa della bulimia, si cui ha sofferto per molto tempo prima della sua scomparsa. Il padre Stefano, insieme all’associazione Mi Nutro di Vita, ha deciso di creare questa giornata per la prevenzione e sensibilizzazione dei DCA, Disturbi del Comportamento Alimentare, come l’anoressia, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata “binge eating”, proprio nel giorno in cui sua figlia è scomparsa, il 15 marzo.

Anche la scelta del colore lilla per il fiocchetto non è casuale: il lilla è il risultato dell’incontro del blu, colore calmo, e del rosso vibrante. Questi due colori rappresentano la dualità dei disturbi alimentari: la calma esteriore che cela il tormento interno del* malat*.

Il 19 giugno 2018, con una direttiva del presidente del consiglio dei ministri, è stata ufficialmente istituita la Giornata Nazionale contro i Disturbi dell’Alimentazione: “In tale giornata le amministrazioni pubbliche, anche in coordinamento con tutti gli enti e gli organismi interessati, promuovono l’attenzione e l’informazione sul tema dei disturbi del comportamento alimentare, nell’ambito delle rispettive competenze e attraverso idonee iniziative di comunicazione e sensibilizzazione”.

Disturbi alimentari: i numeri

Da allora, questa giornata è stata sempre celebrata a scopo di sensibilizzare e rendere noti i disturbi alimentari, per prevenzione e aiuto verso i soggetti a rischio. Ma i numeri sono peggiorati negli anni, sia tra le giovanissime e i giovanissimi, che le donne tra i 40 e i 50 anni.

Secondo il Ministero della Salute, oltre 3 milioni di persone in Italia soffrono di DNA, Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, soprattutto donne, e i numeri continuano a crescere ogni anno, soprattutto dopo la pandemia, che ha peggiorato la situazione: nel 2020 si stima un aumento dei casi del 30-35% e da allora si è visto l’abbassamento dell’età di esordio. Inoltre, l’accesso alle cure non è ancora uniforme in tutte le regioni con un possibile peggioramento della prognosi.

Per quanto riguarda la situazione globale, nel 2020 il numero di pazienti era di 2.398.749, un dato sottostimato poiché esiste in questa patologia una grande quota di pazienti che non richiede o non arriva alle cure.

Anche il tasso di mortalità dei DNA sta aumentando negli anni, con una prevalenza di decessi per anoressia nervosa. La situazione è grave, e gli organi del governo lo hanno capito: sono stati inseriti i DNA nelle malattie coperte dal Programma attività 2024 del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, con stanziamento, nel 2024, di fondi pari a € 8.102.842,00 per “per la sanità pubblica, presentando elementi, procedure e azioni la cui evidenzia di efficacia fa prevedere un impatto misurabile”. Inoltre, sono stati scritti i volumi I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: un’epidemia nascosta, progetto che ha aiutato a chiarire i numeri dei DNA, soprattutto durante la pandemia, per permettere “alle istituzioni di avere più strumenti per poter adeguare l’offerta assistenziale dedicata, riuscendo a garantire una maggiore equità delle cure alle persone affette da tali gravi patologie in tutto il territorio nazionale.” e Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: raccomandazioni per familiari, per “aiutare i genitori e le famiglie fornendo delle prime risposte su come riconoscere i sintomi dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, a comprenderne la natura e a fornire un orientamento sulla scelta del trattamento.”

La diet culture e la pressione del “summer body”

summer body
Didascalie che si possono trovare nei video su TikTok dedicate al summer body

Vorrei finire questo articolo parlando dei fenomeni che spopolano proprio in questo momento dell’anno: il summer body e la diet culture. Purtroppo la diet culture fa ormai parte della vita sui social, e per molti anche della vita reale, ma soprattutto in questo periodo – quello dopo le feste e prima dell’estate – si fa sentire molto. Ogni anno rispunta fuori la “preparazione” all’estate per avere il “corpo perfetto“, e la diet culture ha il suo momento più alto. Questo si traduce in video di diete e sport che possono essere molto pericolosi per la giovane popolazione dei social media.

Come ha detto Laura Dalla Ragione, Direttrice della Rete Disturbi Comportamento Alimentare Usl 1 dell’Umbria, a Il Sole 24 Ore: “Il disagio adolescenziale è in crescita da decenni, e di depressione fra i ragazzi si parla da molto tempo, ma oggi notiamo nuove forme di depressione, dove i problemi alimentari sono molto più prevalenti“. Una spiegazione per questo sono proprio i social, visto che i numeri sono peggiorati tra il 2020 e il 2021, momento in cui tutti erano più attaccati al proprio telefono e ai social. Dalla Regione afferma che “Le persone che vengono da me in prima visita mi dicono per la maggior parte che tutto è iniziato fra il 2020 e il 2021, ma di queste patologie non ci si ammala istantaneamente. Gli effetti del 2020 li stiamo vedendo dopo, come un’onda lunga. Potremmo valutare quanto davvero ha pesato il covid su questi ragazzi già fragili probabilmente a partire dal 2024“.

Video di allenamenti, di body checking e What I Eat in a Day poverissimi appaiono sempre più spesso, e le giovanissime e i giovanissimi non capiscono quanto possono nuocere alla loro salute. Si vedono trend pericolosi che stanno tornando, e le giovani e i giovani ne pagano le conseguenze: in questo momento, giornate come quella del fiocchetto lilla sono più importanti che mai.

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