C’è un’emozione difficile da spiegare, quella che si prova nel rivedere in tv Goldrake. Non è solo nostalgia, è qualcosa di più profondo: è come ritrovare un vecchio amico, uno di quelli che ti hanno insegnato il senso del coraggio, della giustizia, della lealtà. E oggi, dopo decenni di assenza, il leggendario robot creato da Go Nagai torna sulla Rai, là dove tutto ebbe inizio.

Era il 1978 quando Ufo Robot Goldrake arrivò per la prima volta sugli schermi italiani. E fu una rivoluzione. Il Giappone ci regalava un nuovo modo di raccontare i “cartoni animati”: non più semplici storie per bambini, ma epopee moderne, dove l’eroe era tormentato, solitario, umano. Goldrake – o meglio Duke Fleed (Actarus, nella versione italiana) – era un principe in fuga dal suo pianeta distrutto, costretto a combattere sulla Terra contro le forze di Vega. Dentro quel robot non c’era solo acciaio e tecnologia, ma anche dolore, malinconia e senso del dovere.

La sigla “Ufo Robot”, cantata dal gruppo Actarus, ebbe molto successo con oltre un milione di copie vendute.
Musica di Vince Tempera e Ares Tavolazzi, testo di Luigi Albertelli.

UFO Robot Goldrake (UFOロボグレンダイザー, UFO Robo Gurendaizā), noto in Italia anche come Atlas UFO Robot, è un anime televisivo giapponese di genere mecha, prodotto dalla Toei Animation in collaborazione con Gō Nagai e la sua azienda Dynamic Planning, trasmesso in Giappone dal 1975 al 1977. Il titolo internazionale inglese della serie è Ufo Robot Grendizer Raids. La serie anime fu prodotta in 74 episodi sulla base del suo omonimo manga, con le musiche di Shunsuke Kikuchi e il character design e le animazioni di Kazuo Komatsubara, sostituito da Shingo Araki stabilmente a partire dall’episodio 49. I 74 episodi complessivi della serie furono trasmessi per la prima volta in Giappone dalla Fuji Television esattamente 50 anni fa dal 5 ottobre 1975 al 27 febbraio 1977.

Goldrake e l’arrivo in Italia

In Italia la serie fu trasmessa per la prima volta alle 18:45 del 4 aprile 1978 sulla Rete 2 all’interno del contenitore serale Buonasera con…, intitolato in quell’occasione Buonasera con… Superman – Atlas Ufo Robot. La prima puntata fu introdotta da una breve presentazione fatta da Maria Giovanna Elmi, allora annunciatrice Rai, che spiegava al pubblico italiano le caratteristiche della serie e della fantascienza giapponese e che raccontava del successo riscosso all’estero da questi particolari cartoni animati: era infatti la prima serie robotica giapponese a essere trasmessa in Italia.

In Italia l’anime ottenne un notevole successo di pubblico e le sigle italiane furono fra i singoli più venduti nel 1978, anno del debutto televisivo sulla Rete 2. Fu un successo travolgente: milioni di bambini incollati alla tv, sigle che ancora oggi conosciamo a memoria (“Alabarda spaziale!”), album di figurine, giocattoli introvabili. Goldrake divenne un fenomeno di massa, culturale e generazionale. Per molti, fu anche il primo contatto con una cultura diversa: la fantascienza giapponese, con i suoi simbolismi, i suoi paesaggi malinconici e il suo modo poetico di parlare di guerra e di pace.

Go Nagai, l’autore

Go Nagai, il suo creatore, non era un autore qualunque: con Goldrake (e prima ancora con Mazinga e Devilman) introdusse concetti maturi e complessi nel mondo dell’animazione. La lotta interiore del protagonista, l’ambiguità tra bene e male, la solitudine dell’eroe. Temi che oggi definiremmo adulti, ma che allora arrivavano dritti al cuore dei bambini.

Kiyoshi Nagai (永井 潔, Nagai Kiyoshi), noto come Gō Nagai (永井 豪, Nagai Gō) è un fumettista, animatore e sceneggiatore giapponese. Considerato uno dei più importanti mangaka di sempre, è autore di opere che hanno segnato la storia moderna del fumetto portando due importanti innovazioni nei manga e negli anime giapponesi.

Go Nagai – foto di Georges Seguin (Okki)
Opera propria, CC BY-SA 3.0

I mitici personaggi principali

Actarus
Il suo vero nome è Duke Fleed (デューク・フリード, Dyūku Furīdo) ed è il principe del pianeta Fleed. Quando la sua patria viene attaccata da Vega, con il gigantesco robot Goldrake si rifugia sulla Terra, dove viene adottato dal professor Procton e si fa chiamare Actarus. Combatte con Goldrake per vendicarsi delle forze di Vega e per difendere il pianeta Terra di cui si è innamorato.

Koji Kabuto (兜 甲児, Kabuto Kōji) Alcor nel primo doppiaggio italiano
Un giovane ed esperto pilota, ha costruito personalmente il disco volante TFO che usa per le ricognizioni e per aiutare Goldrake in missione. Diventa amico di Actarus anche se talvolta litiga con lui.

Venusia (牧葉ひかる, Makiba Hikaru)
È una bellissima ragazza, figlia di Rigel e segretamente innamorata di Actarus.

Dottor Procton (宇門源蔵博士, Umon Genzō hakase)
È un esperto scienziato a capo dell’Istituto di Ricerche Spaziali, che coordina le missioni di Goldrake a difesa della Terra. In passato ha adottato Duke Fleed come suo figlio.

Rigel (牧場団平, Makiba Danbei)
Un vecchietto arzillo a capo di una fattoria. Per via della sua passione per gli esseri spaziali, che considera tutti suoi amici, trascorre le sue giornate in una torretta d’osservazione dalla quale tenta di avvistare gli UFO e comunicare con loro, trascurando i lavori della fattoria.

La trama

Il giovane Actarus, principe del pianeta Fleed, fugge dalla sua terra dopo che è stata distrutta dalle forze del malvagio Re Vega, un impero galattico deciso a conquistare l’universo. Rifugiatosi sulla Terra, viene accolto dal professor Procton, direttore di un centro di ricerca spaziale, che lo protegge e lo aiuta a vivere sotto falsa identità.

Quando le armate di Vega attaccano anche la Terra, Actarus non ha scelta: sale di nuovo a bordo del suo potentissimo robot da combattimento, Goldrake (Grendizer), nascosto nel sottosuolo del centro spaziale, per difendere il nuovo pianeta che lo ha accolto.

Con l’aiuto del coraggioso Alcor (già pilota di Mazinga), di Venusia, Maria e dell’intera squadra del professor Procton, Actarus affronta battaglie epiche contro i mostri spaziali inviati da Vega. Ma la sua lotta non è solo contro i nemici esterni: è anche una battaglia interiore tra la rabbia, la nostalgia di casa e il desiderio di pace.

Goldrake è quindi la storia di un eroe malinconico, diviso tra due mondi, che combatte per la giustizia con la forza di un gigante d’acciaio e la sensibilità di un uomo che sogna un futuro senza guerra.

I cartoni animati ieri e oggi

Oggi, a distanza di oltre quarant’anni, Goldrake ritorna in un panorama televisivo dominato da animazioni iperrealistiche, ritmi frenetici e trame più vicine ai blockbuster hollywoodiani che ai racconti di formazione. I cartoni di un tempo erano, in fondo, piccole lezioni di vita mascherate da avventure spaziali: parlavano di amicizia, sacrificio, identità, e lo facevano con disegni semplici ma emozioni profonde.

Il ritorno di Goldrake è quindi più di un evento televisivo. È un segnale: forse abbiamo ancora bisogno di eroi che lottano non per potere o gloria, ma per difendere ciò che amano. E in un mondo che corre sempre più veloce, ritrovare Actarus e il suo Goldrake che sfrecciano nei cieli della memoria è un modo per ricordarci da dove veniamo — e quanto, ancora oggi, il futuro sappia di sogno.

Programmazione e accoglienza

“Dopo il successo ottenuto domenica 5 ottobre 2025, la serie – fa sapere la Rai – è stata confermata in programmazione ogni domenica alle 18.55 su Rai 2 (stesso orario dell’uscita originale del 1978). La storica serie di 71 episodi, restaurata e arricchita da 3 inediti mai trasmessi prima dalla Rai, torna con colori più vividi che mai in una collocazione stabile, in una fascia oraria preserale accessibile ai nostalgici e alle nuove generazioni. Questo rilancio – continua il comunicato Rai – segna un importante omaggio a un anime che ha segnato la storia televisiva italiana a partire dagli anni ’70. La sigla italiana originale della serie e la trama che racconta le avventure di Actarus e del robot Goldrake sono rimaste indelebili nella memoria dei boomers e non solo. L’intera serie sarà inoltre disponibile anche su RaiPlay con due episodi a settimana”.

“Secondo i dati Auditel, la risposta del pubblico è stata incoraggiante: numeri non da record, ma solidi e significativi – commenta Rai2 – soprattutto se rapportati alla fascia oraria e alla tipologia di contenuto. Goldrake ha infatti dimostrato che anche un prodotto d’animazione vintage può ancora conquistare una fetta di pubblico rilevante, confermando il peso della nostalgia nel panorama televisivo contemporaneo. Il primo episodio – così il comunicato Rai 2 – ha registrato 583.000 spettatori, pari a un 4,2% di share, mentre il secondo è salito a 721.000 spettatori con un 4,6% di share. Si tratta di un incremento di quasi 140.000 spettatori tra il primo e il secondo episodio, segnale di un coinvolgimento crescente e di una buona tenuta del pubblico nel corso della messa in onda”.

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