L’attrice, regista e produttrice statunitense è morta l’11 ottobre 2025 a Los Angeles, dopo una malattia peggiorata rapidamente. Keaton è stata una figura fondamentale nel panorama cinematografico internazionale. Conosciuta al pubblico di massa per la sua indimenticabile collaborazione artistica con il regista e sceneggiatore Woody Allen, l’attrice ha però svolto durante la sua carriera numerosi personaggi che le hanno permesso di avere un’autonomia rispetto all’enorme successo riscosso con Allen.

Diane Hall, in arte “Diane Keaton”

Nata a Los Angeles il 5 gennaio 1946, da madre casalinga appassionata di fotografia Dorothy Keaton e da Jack Hall agente immobiliare e ingegnere civile. Diane si appassionò al teatro grazie alla madre durante un concorso per casalinghe Mrs. Los Angeles, da quel momento nacque in lei il desiderio di diventare attrice. Negli anni del liceo prese parte a numerosi spettacoli scolastici nei quali interpretò personaggi e si dilettò nel canto, tra i quali Un tram che si chiama desiderio nel quale interpretò Blanche Dubois.

Successivamente si iscrisse all’Actor’s Equity Associaton. Fu in quel periodo che decise di utilizzare il cognome della madre “Keaton” spinta dal suo agente dell’epoca per fingere una parentela con l’attore Buster Keaton. Continuò gli studi di recitazione al Neighborhood Playhouse di New York, dove imparò la tecnica recitativa Meisner, che come raccontò l’attrice richiedeva un lavoro corale più che individuale.

La carriera

Il debutto cinematografico avvenne nel 1970 con Amanti ed altri estranei di Cy Howard. Il suo personaggio catturò l’attenzione di Francis Ford Coppola, che nel 1972 la scritturò per uno dei suoi ruoli più importanti, Kay Corlone nella saga de Il Padrino. Ma fu grazie al musical Hair che fu notata da Woody Allen, il quale le fece un’audizione per Provaci ancora, Sam con cui l’attrice vinse un Tony Award.

La carriera con Woody Allen si protrasse per lunghi anni, diventarono una delle coppie più discusse e acclamate della seconda metà del Novecento. Recitarono insieme in sette film: Il dormiglione (1973), Amore e guerra (1975), Io e Annie (1977), Interiors (1978), Manhattan (1979), Radio Days (1987), Misterioso omicidio a Manhattan (1993).

In particolare in Io e Annie, l’attrice recitò un personaggio con il suo nome e cognome originali. Il film le valse un premio Oscar e un Golden Globe come migliore attrice protagonista. Nel 2006 la rivista statunitense Premiere posizionò l’interpretazione di Keaton in Io e Annie Sessantesima nelle 100 migliori interpretazioni di sempre.

La relazione artistica di Diane Keaton con Woody Allen fece nascere un filone narrativo sulla coppia moderna, che permise al mondo intero di rispecchiarsi nelle vicende dei due personaggi. Una rappresentazione tra il reale e il grottesco della relazioni coniugali. L’esagerazione, la disperazione dei sentimenti e delle emozioni con una forte componente ironico/malinconica. Un amore dissacrante. Keaton e Allen sono riusciti a raccontare la modernità, l’incapacità di amarsi, la capacità di odiarsi, l’odio profondo nei confronti dell’altro frutto di un amore sconsiderato, fulmineo e impossibile da fermare una volta incontrati. I due attori hanno messo in scena un dialogo psicologico, intellettuale, intimo e sperimentale.

Se una delle basi su cui si fonda l’esperienza cinematografica è l’immedesimazione, allora Diane Keaton ne è la rappresentazione. Chi almeno una volta non si è immedesimato in uno dei suoi ruoli? L’attrice è stata un punto di riferimento per il mondo femminile del tardo Novecento, in un periodo di rottura, in cui Keaton indossava abiti maschili, aveva atteggiamenti poco femminili e un carattere predominante rispetto all’uomo. Una donna che sapeva ciò che voleva. Tutto ciò rivestito da una carica ironica e isterica che la contraddistingueva, conseguenza anche dell’incapacità dell’uomo di prendere decisioni o di essere fedele.

Insomma Diane Keaton è stata una diva, ma non nel senso che è stato attribuito a questo termine nella prima parte del XX secolo per presentare le attrici attraverso il corpo e bellezza, bensì una diva che appariva innanzitutto per le sue capacità, il suo genio e le sue volontà. Una nuova bellezza che ha dato modo alla società di liberarsi, in parte, dallo stereotipo americano sul corpo femminile imposto fino a poco prima.

L’attrice ha interpretato anche altri ruoli che le hanno consentito di allontanarsi dalla maschera che si era costruita con Woody Allen, e che le hanno permesso di sperimentare nella recitazione. In cerca di Mr. Goodbar (1977) di Richard BrooksSpara alla luna (1982) di Alan Parker e Fuga d’inverno (1984) di Gillian Armstrong. Nel 1981 ottenne la seconda candidatura agli Oscar grazie a Reds e il David di Donatello alla miglior attrice straniera. Nel 1997 fu candidata per la terza volta agli Oscar con La stanza di Marvin. La quarta candidatura agli Oscar arrivò nel 2003 con Tutto può succedere – Something’s Gotta Give, dove recitò con Jack Nicholson.

Infine Keaton si cimentò anche nella regia, girando alcuni episodi televisivi della serie I segreti di Twin Peaks. Per il cinema diresse Paradiso (1987), Fiore Selvaggio (1991), Eroi di tutti i giorni (1995), Mother’s Helper (1999) e Avviso di chiamata (2000). Sperimentò anche nell’ambito musicale attraverso la regia di video-clip per Belinda Carlisle.

Un’icona futura

La carriera di Diane Keaton è stata costellata da esperienze in diversi ambiti e da successi internazionali che hanno segnato più generazioni. La speranza è che le prossime generazioni possano incontrare nel loro percorso le opere che tutti noi abbiamo avuto la fortuna di vedere, le quali ci hanno insegnato molto sulla vita, sulle relazioni, sull’autoironia, sui problemi d’amore, e sulle varie fasi della propria crescita.

Vi invito a guardare una delle opere più divertenti, dissacranti ed emotive della sua filmografia Manhattan (1979)

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