Ci sono mostre che raccontano un’epoca e altre che provano a restituirne il respiro. “ROMASUONA. La musica in Italia 1970-1979”, ospitata fino al 12 luglio 2026 al Palazzo delle Esposizioni di Roma, appartiene alla seconda categoria. Non è una semplice esposizione sulla musica degli anni Settanta. È piuttosto un viaggio dentro un decennio che continua a influenzare il nostro immaginario collettivo, anche se spesso non ce ne rendiamo conto.

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, curata da Guido Bellachioma e allestita dal collettivo THREES, parte da un presupposto preciso: negli anni Settanta la musica smette di essere soltanto intrattenimento e diventa linguaggio politico, identità, appartenenza, conflitto, sperimentazione. Diventa un modo di stare al mondo.

Roma, in quegli anni, è molto più
di una città

È un laboratorio permanente. Un luogo in cui si incontrano cantautori, poeti, artisti visivi, registi, fotografi, intellettuali e outsider. Una città attraversata da contraddizioni profonde, dagli anni di piombo, dalle occupazioni universitarie, dalle radio libere, dai festival improvvisati nei parchi e nelle periferie. Una città che produce cultura quasi per combustione spontanea.

Romasuona. Il percorso espositivo

Il percorso espositivo raccoglie circa settecento fotografie, molte delle quali inedite. Non ci sono soltanto le icone. Certo, ci sono Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Lucio Battisti, Renato Zero, Rino Gaetano, Franco Battiato, Mia Martini. Ma accanto a loro compaiono David Bowie, Patti Smith, Miles Davis, Genesis, Pink Floyd, Rolling Stones, Led Zeppelin e molti protagonisti della scena progressive italiana come Banco del Mutuo Soccorso, PFM, Area, Le Orme e Osanna.

La sensazione più interessante è che la mostra non celebri le star. Celebra il contesto. Le fotografie raccontano backstage, studi di registrazione, concerti, piazze, festival e momenti sospesi. Restituiscono un Paese che stava cercando una nuova voce e che spesso la trovava proprio attraverso la musica.

Ad accompagnare il percorso c’è una colonna sonora di oltre trecento brani che viene aggiornata periodicamente, insieme a manifesti, riviste musicali, fanzine, volantini, copertine di vinili, strumenti e documenti originali. Ci sono anche videointerviste realizzate per l’occasione con figure come Renzo Arbore, Dario Salvatori, Francesca Marciano e Roberto D’Agostino.

Ma il vero merito di “ROMASUONA” è forse un altro. In un tempo in cui ogni ricordo rischia di trasformarsi in operazione nostalgia, la mostra evita quasi sempre la trappola del “si stava meglio prima”. Non idealizza quel decennio. Lo mostra per quello che era: creativo, disordinato, conflittuale, libero e spesso persino scomodo.

Guardando quelle immagini si capisce che gli anni Settanta non erano semplicemente un periodo storico. Erano un modo di immaginare il futuro. E forse è proprio questo che oggi colpisce di più: la distanza tra un’epoca che produceva visioni e un presente che spesso si limita a consumarle.

Info mostra

dal 1 Maggio 2026 al 12 Luglio 2026
Palazzo Esposizioni Roma

Link al programma: 
www.palazzoesposizioniroma.it/mostra/romasuona-la-musica-in-italia-1970-1979

Sito web: 
www.palazzoesposizioniroma.it

Orari 
Dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 20.00
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura
Giorni di chiusura: Lunedì

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