Il racconto crudele di una storia reale. “Familia”
Il film "Familia", scritto e diretto da Francesco Stabile nel 2024, rappresenterà l'Italia agli Oscar 2026. Il tema della violenza domestica.

Il film "Familia", scritto e diretto da Francesco Stabile nel 2024, rappresenterà l'Italia agli Oscar 2026. Il tema della violenza domestica.

Familia, film scritto e diretto da Francesco Stabile nel 2024, è tratto dall’autobiografia Non sarà sempre così di Luigi Celeste. Rappresenterà l’Italia agli Oscar 2026. L’opera cinematografica mette in scena la storia dolorosa di una famiglia della periferia romana, costretta a doversi scontrare con la violenza domestica. Un tema terribilmente attuale, o per meglio dire, che non finisce mai di essere attuale.
Licia Licino, interpretata da Barbara Ronchi, è madre di due figli Alessandro e Luigi, interpretati rispettivamente da Marco Cicalese e Francesco Gheghi. La vita di Licia è dedita al lavoro e alla crescita dei suoi bambini, ma improvvisamente la loro vita sta per cambiare quando Franco Celeste marito e padre, interpretato da Francesco di Leva, sta per uscire dal carcere. Licia in passato è stata vittima di violenze da parte di suo marito, dunque una volta saputa la notizia si attiva per far sì che stia lontano dai suoi figli e da sé.
Nonostante le procedure giudiziarie e la richiesta di eliminare il marito dal nucleo famigliare, Francesco riuscirà comunque a riavvicinarsi ai suoi figli. Questo incontro è la fine di un capitolo e l’inizio di un secondo capitolo. Con un’ellissi temporale, siamo catapultati nel presente “adulto” dei ragazzi e nella nuova vita con la madre, ricongiuntasi con i bambini dopo 4 anni di separazione per i servizi sociali a cui erano stati affidati.
La storia prende una direzione controversa, che rappresenta appieno le difficoltà e i traumi che i bambini possono vivere in questi situazioni drammatiche. Il secondo genito Luigi, anche detto Gigi, fa parte di un movimento neofascista, nel quale ha trovato fonte di sfogo, ma soprattuto di ascolto e di aiuto. Una frequentazione che però metterà più volte in pericolo la sua vita e che farà emergere un lato estremamente aggressivo del personaggio, richiamando in causa certi atteggiamenti del padre.
Mi sentirei di dire che l’amore è, quasi sempre, la salvezza ad ogni male. Dico ciò in riferimento alla storia d’amore tra Luigi e Giulia, interpretata da Tecla Insolia. Una relazione che mette alla prova le varie emozioni e sfumature del personaggio di Francesco Gheghi. Un amore, che come si capirà, dovrà affrontare montagne russe da incubo, ma che termina con una frase simbolicamente toccante “io ti aspetto qui”.

Purtroppo la violenza domestica è spesso accompagnata da una buona dose di ossessione verso la vittima, e anche di debolezza emotiva e incapacità di reazione di quest’ultima. La parte probabilmente più dolorosa sono i “rumori” della violenza, che si incorporano, ti catturano, ti indeboliscono fino a renderti inabile.
Il vero protagonista di questa storia è Luigi, che dona la propria vita per la salvezza della madre.
Quest’opera ha saputo raccontare emotivamente molto bene le sensazioni che si celano dietro questi momenti. Violenze domestiche che accadono ogni giorno nelle nostre città e il cui rumore assordante per le vittime, è spesso silenzioso per chi ne sta accanto. Il film si fa portavoce della storia di Luigi Celeste, condannato nel 2008 a nove anni di reclusione per l’omicidio del padre.
“Oggi vive all’estero, si è specializzato in sicurezza informatica durante gli anni di reclusione, e lavora per una multinazionale. Sogna di diventare padre”
Credo sia indispensabile sviluppare un ragionamento che vada oltre le qualità estetiche e drammaturgiche dell’opera, che possono essere condivisibili o meno. L’attenzione deve essere posta sul problema del sistema sociale nel quale viviamo. Lo Stato, a volte, non riesce ad arrivare in tempo per risolvere situazioni violente in ambito domestico e i componenti famigliari si trovano costretti ad affrontare e mettere fine a tali situazioni compromettendo per lungo tempo la propria vita.
Infine, vi invito caldamente a guardare Familia, anche e sopratutto per una ragione sociale e civile. Vivere per poche ore alcuni tratti emotivi che tante famiglie devono sopportare quotidianamente. La consapevolezza è l’elemento principale che potrà aiutarci a far si che condizioni simili possano diminuire sempre di più.
