L’edizione numero 69 del “Eurovision song contest“, tenutasi a Basilea, ha visto trionfare JJ, pseudonimo di Johannes Pietsch. Il giovane cantante austriaco di 25 anni, che ha saputo sbaragliare la concorrenza delle favoritissime Francia e Svezia, rappresentate rispettivamente dalla cantante-attrice Louanne e dalla band KAJ. Concorrenza ardita anche per via della presenza di Tommy Cash che ha spopolato con il suo “Espresso Macchiato” (arrivato terzo) e della cantante israeliana Yuval Raphael (arrivata seconda).

L’austriaco, conosciuto per il suo stile che unisce pop e musica lirica, riesce ad unire entrambi i generi attraverso un approccio vocale e interpretativo intenso ed espressivo. Un esempio lampante ne è proprio il brano con cui ha vinto il festival, ovvero “Wasted Love“, un inno queer struggente che ha commosso molti.

“Non tutte le storie d’amore sono destinate a salvarci. Alcune servono solo a mostrarci chi siamo”.

JJ nel testo di “Wasted Love”

Wasted Love”, il significato della canzone che ha conquistato l’Europa

Il testo di “Wasted Love” è un manifesto della nuova generazione queer. Una confessione intima travestita da canzone pop, che mescola la malinconia dell’amore non corrisposto con i battiti ipnotici della synthwave contemporanea. JJ canta un sentimento bruciato in fretta, un amore consumato fino all’ultima emozione – sprecato, sì, ma non nel senso banale del termine.

I gave you all my Sunday prayers / You burned them in a cigarette / Your kiss was war, but I stayed there / A fool dancing in silhouette

JJ nel testo di “Wasted Love”

Questi versi intensi e teatrali sono accompagnati da una produzione musicale raffinata, che unisce suoni retrò anni Ottanta con atmosfere elettroniche minimali e moderne. È pop emotivo, è elettronica dell’anima: musica che trasforma la fragilità in forza scenica.

Stile ed identità: JJ porta tutto sul palco

Sul palco dell’Eurovision 2025, il cantante ha indossato un lungo mantello trasparente sopra un completo in seta nera, rigorosamente genderless. Un’estetica potente, che però non è mai fine a sé stessa: la vera protagonista è stata la sua voce, alta, pura, quasi ultraterrena, capace di stregare con dolcezza e precisione.

JJ non ha bisogno di effetti speciali: canta il dolore con eleganza, trasforma il cuore spezzato in uno spettacolo da standing ovation. Cresciuto tra Salisburgo e Vienna, ha raccontato più volte di aver vissuto un’adolescenza difficile in un contesto che faticava ad accettare la sua identità fluida. La musica è stata la sua salvezza. Con “Wasted Love“, ha trovato il modo di restituire al mondo quella bellezza sofferta, che oggi lo consacra come icona LGBTQIA+ e artista completo.

Si parla già di canzone simbolo

Non servono effetti esagerati per lasciare il segno. Basta la verità di una voce e soprattutto il coraggio di raccontare ciò che brucia in essa. Wasted Love è simbolo di chi ha trovato una propria voce e ha scelto di usarla senza l’ausilio di una maschera.

Un brano che affronta il tema dell’amore tossico, della perdita e della propria rinascita, con una delicatezza molto rara nel panorama pop contemporaneo. Difatti possiamo affermare che JJ è il volto e la voce di un’Europa nuova, dove l’identità e l’emozione non sono più dei poli opposti, ma convivono in maniera libera ed indimenticabile.

Vi lascio qui il link al video ufficiale di “Wanted Love” nel caso voleste ascoltarla. Nel caso foste curiosi vi lascio anche il “behind the scenes” a questo link.

Condividi: