Palazzo Te a Mantova, quest’anno festeggia 500 anni d’età e si appresta a coinvolgere il pubblico del mondo con una serie di iniziative accolte negli spazi riallestiti, restaurati, con nuovi impianti di illuminazione e rifunzionalizzazioni; sale rinnovate, e predisposte con adeguamenti adatti a ospitare opere provenienti da alcuni dei più grandi musei: Louvre, Albertina, Prado, Galleria Borghese, Uffizi.

All’esposizione, che inaugurerà Sabato 29 Marzo 2025, saranno collegate altre opere per riconfermare la straordinarietà di questo luogo.

Palazzo Te – Polifemo, Aci e Galateahttps://www.centropalazzote.it/palazzo-te-500/

Palazzo Te, un compleanno grandioso

La Città di Mantova festeggerà i 500 anni di un Palazzo grandioso con l’inevitabile plauso al suo creatore, architetto, pittore, artista dall’ingegno versatile che ha lasciato misteri e segreti, approfonditi con lo studio dell’Alchimia, immerso nell’incanto e nella meraviglia di una Corte dove si sentì libero di dipingere allegorie di miti antichi e arcani, e simbolismi che riuscirà a ben celare negli affreschi. Federico II Gonzaga (Mantova, 17 Maggio 1500 – Marmirolo, Mantova, 28 Giugno 1540) commissionò a Giulio Pippi, detto Romano, il racconto delle Metamorfosi di Ovidio dal caos delle origini alla dimensione temporale della storia, dalla übris dei mortali alle conseguenti punizioni degli dei, all’affermazione della loro supremazia sugli esseri umani.

Palazzo Te – Marte Venere e Adone https://www.centropalazzote.it/palazzo-te-500/

Tra Storia e Architettura

Palazzo Te è un’affascinante esempio di Villa Suburbana, anticamente situato su un’isola al centro di quello che, oggi prosciugato, fu il quarto lago di Mantova. L’intera struttura ideata e realizzata da Giulio Pippi de’ Jannuzzi, o Giannuzzi, detto Romano (Roma, Lazio, Italia, 1492 o 1499 – Mantova, Lombardia, Italia, 1° Novembre 1546), venne decorata tra il 1525 e il 1535. La Villa fu edificata per Federico II Gonzaga (Mantova, Lombardia, Italia, 17 Maggio 1500 – Marmirolo, Mantova, Lombardia, Italia, 28 Giugno 1540), V Marchese di Mantova, destinata all’ozio del Principe e per l’organizzazione degli straordinari e fastosi ricevimenti che amava. Il Palazzo, architettonicamente, è caratterizzato da ampi loggiati aperti, vasti cortili, un’esedra libera nel vuoto in uno schema offerto al gioco della luce e dell’aria; e giardini che avevano la funzione di rendere gradevole il soggiorno del Marchese, della sua corte e degli ospiti, dando l’impressione di un’accoglienza nello spazio di un’antica villa romana.

Palazzo Te – Marte Venere https://www.centropalazzote.it/palazzo-te-500/

La Fondazione Palazzo Te, in questi ultimi anni, si è dedicata ad un impegnativo lavoro per costituire un centro di studio. L’attenzione ai temi relativi alle Metamorfosi di Ovidio e al rapporto con la Natura, che ritroviamo dipinti dal Pippi sulle superfici delle pareti delle sale, ha permesso di riporre l’attenzione su una forza mai spenta, ancora incredibilmente efficace di comunicare e di stimolare proposte che amplificassero l’importanza e il valore di questi capolavori. Lo sguardo dei contemporanei, riposizionato sulle opere antiche, ha confermato quanto Palazzo Te possa continuare a essere, con la propria ineguagliabile bellezza, uno stimolo inarrestabile di idee.

Palazzo Te – Apollo e Pan https://www.centropalazzote.it/palazzo-te-500/

Prima data del ricco programma di eventi:
29 Marzo 2025

La prima data è il 29 Marzo 2025, quando il pubblico sarà accolto dal nuovo allestimento delle sale introduttive con una nuova contestualizzazione della narrativa del percorso di visita e una selezione di capolavori del Rinascimento grazie ai prestiti autorevoli. L’attesa esposizione intitolata Dal caos al cosmo. Metamorfosi a Palazzo Te, a cura di Claudia Cieri Via, in programma fino al 29 Maggio 2025, è stata concepita in diretta relazione con gli affreschi di Giulio Pippi, detto Romano, per esaltare il senso del Palazzo come approfondimento di ricerche nella direzione di verità necessarie ed eterne. Palazzo Te è un’opera d’arte che deve essere considerata nella propria unità organica e da cui far emergere, complice il particolare approfondimento, tutti i riferimenti visibili solo attraverso una lettura lenta ed approfondita dei temi in esso custoditi.

Palazzo Te – Caduta di Fetonte https://www.centropalazzote.it/palazzo-te-500/

La Mostra in otto sezioni

Dal caos al cosmo. Metamorfosi a Palazzo Te, sarà articolata in otto sezioni: Le favole di Ovidio; La ciclicità del tempo; Virtù, eros e potere; Eros, ibridazioni e sublimazione; L’ordine delle stelle; Superbia, punizione e violenza; Metamorfosi e performances nell’arte e nella natura; Dal caos al cosmo: l’antico, la storia, i trionfi.

Jacopo Zucchi, Amore e Psiche,1589, olio su tela, Al. 173 x La. 130 cm. Galleria Borghese, ©Galleria Borghese / foto Mauro Coen

Oltre ad una serie di opere eseguite da Giulio Pippi, detto Romano, saranno presenti lavori di altri grandi maestri del passato come Jacopo Robusti detto Tintoretto, Antonio Allegri detto Correggio, Jacopo Zucchi, Peter Paul Rubens, Nicolas Poussin, Giovanni Antonio Boltraffio, Ippolito Scarsella detto Scarsellino ed altri ancora. Un lavoro sarà dell’artista contemporaneo Giuseppe Penone.

Antonio Allegri, detto Correggio, Danae, 1530 -1531, olio su tela, Al. 158 x La. 189 cm. Roma © Galleria Borghese / foto MauroCoen.

Il percorso, passando attraverso i miti di Orfeo ed Euridice, Apollo e Marsia, Apollo e Pan, esprime la contrapposizione tra le divinità, gli esseri umani e i semiumani nella polarità fra apollineo e dionisiaco. Una Metamorfosi che coinvolge l’umanità, la fauna, la flora, si manifesta con processi di ibridazioni, deformazioni e mutazioni in un mondo in continua trasformazione.

Pieter Paul Rubens, Ratto di Proserpina, 1614-1615, olio su tavola, A. 38 x La. 67 cm., Parigi, Musèe du Petit Palais Paris Musées / Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris.

Afferma la Curatrice Claudia Cieri Via
«La metamorfosi coinvolge anche la vita degli esseri umani, degli animali e delle piante, per arrivare a ibridazioni, deformazioni e cambiamenti ravvisabili anche nella letteratura e nell’arte contemporanea. In questa prospettiva è stata scelta un’opera come Dafne di Giuseppe Penone, un artista che lavora sulla materia vivente con vigore esemplare e totalizzante, così come rivelano le annotazioni poetico-filosofiche che accompagnano i suoi disegni. Questa compenetrazione tra natura e materia, tra arte e poesia, emerge in modo molto affine nell’operato sia dell’artista quanto di Giulio Romano».

Palazzo Te –Ratto di Europa https://www.centropalazzote.it/palazzo-te-500/

Tanti gli appuntamenti programmati

La programmazione delle iniziative prevede un fitto calendario realizzato in collaborazione con istituzioni culturali e artisti del territorio: concerti di musica classica e contemporanea, performance teatrali, spettacoli di danza, reading, residenze per artisti, laboratori didattici, declinati sul tema delle Metamorfosi. Le attività previste sono a confermare come Palazzo Te possa essere luogo attrattivo sia per l’arte antica che per quella contemporanea ma anche come uno spazio incredibilmente suggestivo per lo sviluppo di un nuovo pensiero stimolo ad un’inarrestabile creatività.

Palazzo Te – Ratto di Proserpina https://www.centropalazzote.it/palazzo-te-500/

Ottobre 2025 a Palazzo Te e la riapertura
delle Fruttiere

Il culmine delle celebrazioni dei 500 anni di Palazzo Te sarà nel mese di Ottobre 2025 con la presentazione del progetto espositivo del regista ed artista di installazioni Sir Isaac Julien. Un lavoro creato per gli spazi delle Fruttiere, che saranno riaperte dopo un lungo e accurato restauro, permetterà al pubblico di prendere maggior coscienza della forza delle immagini del Palazzo. Il progetto, curato da Lorenzo Giusti e appositamente studiato da Sir Isaac Julien per questa occasione speciale, permetterà ad un edificio con un linguaggio vivo, e senza pari, di poter essere visto, o rivisto, come mai prima d’ora.

Isaac Julien, Lorenzo GiustiMetamorfosi: mito antico, pratica contemporanea. Convegno internazionale: Giugno 2024, Palazzo Te e Museo MACA. Fotografia E. A. https://www.centropalazzote.it/convegno-metamorfosi/

Spiega il Curatore Lorenzo Giusti
«Il lavoro di Isaac Julien inviterà a riflettere sul rapporto tra entità diverse del mondo vivente, umane e non umane, e sull’urgenza di una trasformazione ecologica, abbracciando un’idea trasformativa di concetti quali l’identità, il genere, la specie.»
Lorenzo Giusti parla del senso di continuità offerto da questo intervento inserito nella totalità del Programma del Cinquecentenario per riportare alla dimensione di un tempo fatto di scenografie, di feste, di quella che è stata una vera e propria macchina teatrale per le celebrazioni che si svolsero sin dalla sua nascita, da quando venne accolto l’Imperatore Carlo V.

Palazzo Te – Fatiche di Ercole – Il leone di Nemeahttps://www.centropalazzote.it/palazzo-te-500/

Una Pubblicazione dedicata alla mostra

La Fondazione Palazzo Te, in occasione dell’esposizione, in collaborazione con la Casa Editrice Tre Lune Edizioni di Mantova, promuoverà una pubblicazione dedicata alle Metamorfosi. Un nuovo racconto si animerà con i capolavori del Rinascimento inseriti nel percorso di allestimento della Villa curato dalla Storica dell’Arte Claudia Cieri Via. In apertura del testo il Direttore della Fondazione Palazzo Te, Stefano Baia Curioni illustrerà, con un ricco contributo fotografico, gli affreschi delle camere e delle logge del Palazzo ad opera del maestro e degli allievi, raffiguranti i miti delle Metamorfosi di Ovidio e della Favola di Amore e Psiche narrata da Apuleio.

Inoltre, il Cinquecentenario sarà l’occasione per una serie di interventi con cui saranno inserti a Palazzo nuovi allestimenti per eventi, sarà data nuova luce al giardino dell’Esedra, sarà eseguito un restauro conservativo del soffitto ligneo della Camera di Amore e Psiche, un capolavoro del Cinquecento. In Autunno saranno allestite tre aule per eventi e attività formative che potenzieranno lo spazio dedicato alle attività didattiche della Scuola di Palazzo Te.

Palazzo Te – Orfeo dinanzi a Plutone e Proserpina https://www.centropalazzote.it/palazzo-te-500/

A questo punto non mi resta che invitarvi a venire a Mantova per guardare, ammirare, ad estasiarvi di fronte a tutto ciò che è in grado di offrire Palazzo Te. E’ vero, lo ammetto, sono assolutamente di parte, così di parte che non mi limiterò ad offrirvi solo questo primo racconto su quello che potremo vivere in questo Compleanno Cinquecentenario, ma vi racconterò di come le opere dei grandi artisti che giungeranno a Palazzo sapranno ricomporre ricordi e connessioni con le favole, i miti, il fantastico protetto nella dimora di ozi e piaceri dove l’antico è nei soggetti e nella composizione di un testimone del carattere e delle virtù, rappresentate simbolicamente, di Federico II Gonzaga.

Palazzo Te – Bacco e Arianna https://www.centropalazzote.it/palazzo-te-500/

Palazzo Te si prepara di nuovo a brillare nel nostro tempo, con una nuova luce fondante il rinnovato rapporto con chi osserva. L’occhio potrà continuare a sconfinare oltre il linguaggio che abita le superfici dello spazio di un tesoro d’antica memoria, tuttavia sempre in relazione al presente ed in grado di aprire varchi. L’apparato decorativo e le opere, nel sommo artificio della pittura, rivelano ciò che non può essere detto, poiché l’indicibile è una conquista, non l’assoluto, quella verità declinata nella summa del vissuto di chi è stato in grado di stupire. Nell’abbandono verso la propria creazione, l’artista ha espresso desideri, il vivere, e l’inevitabile della vita nella meccanica segreta di combinazioni e intuizioni per il coinvolgimento travolgente dei sensi nell’amore e nella morte, alimento infinito di fuochi in cui l’anima, a quel tempo, si era smarrita in “un’isola” che, forse, non ha mai conosciuto preghiera.

Le immagini fotografiche pubblicate in questo articolo scritto per la testata giornalistica digitale ReWriters, è stata autorizzata:
Fondazione Palazzo Te – Federica Leoni |ufficiostampa@fondazionepalazzote.it|
Lara Facco P&C – Lara Facco |lara@larafacco.com|

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