Strega per un giorno: intervista a Francesca La Scala
"Salem" interpretato da Francesca La Scala, che incontriamo oggi per parlarne. A Roma al Teatro Elettra il 28 febbraio.

"Salem" interpretato da Francesca La Scala, che incontriamo oggi per parlarne. A Roma al Teatro Elettra il 28 febbraio.

Per la scrittura e regia di Giorgia Filanti, Salem interpretato da Francesca La Scala, che incontriamo oggi per parlarne. Lo spettacolo ha debuttato il 9 Febbraio a Roma per approdare al Teatro Elettra il 28.
Chi è la strega che impersoni?
“Sono Bridget Bishop. Ammesso si creda nell’esistenza di poteri sovrannaturali c’è da dire che non sappiamo se questa donna sia stata davvero una strega, sappiamo per certo da ricostruzioni storiche e documenti che Bridget era una donna sapiente, conoscitrice delle virtù curative delle erbe e padrona di una forse due locande nella città di Salem. Di fatto è stata la prima ad essere accusata, processata e condannata per uso di arti magiche, con lei inizia questo periodo terribile ricordato come “la caccia alle streghe” nel 1692 ad opera dei puritani”.
Su quali corde ha fatto leva la regista?
“Giorgia Filanti è un regista unica nel suo genere, lavora in maniera organica attraverso la musica che diventa quindi parte integrante del lavoro dell’attore sul personaggio, inoltre la sua lettura dei testi, delle storie in generale non sono mai banali o scontate. In questo caso per esempio l’accento non cade tanto su una certa rivalsa femminista che negli ultimi anni sembra caratterizzare molteplici rappresentazioni a volte anche con delle forzature mi verrebbe da dire, mi preme ricordare infatti che furono accusati e condannati per stregoneria anche molti uomini dell’epoca, qui il punto focale è innanzi tutto il fanatismo religioso e conseguentemente quanto una comunità possa determinare le sorti di una singola persona (uomo o donna che sia).
Facciamo l’esempio del bambino vivace che in una classe viene additato come diverso, come disturbatore o addirittura cattivo che per reazione comincerà a diventare davvero quello di cui lo si accusa, come a dire mi vedete solo questa parte di me allora è questo ciò che vi meritate.
Ovviamente questo risvolto della storia è una nostra libera interpretazione”.
Si parla tanto di rivalità tra donne così come di solidarietà tra le stesse… oggi le streghe sono cattive o buone?
“Per me la rivalità ha senso solo se è stimolo alla crescita in modo positivo ma non essendo una persona competitiva difficilmente mi capita, me ne accorgo magari dopo un po’ e allora cambio strada detesto dover discutere la trovo una perdita di tempo ed energia. Anche sulla solidarietà ho delle remore non amo quella a prescindere a meno che non si tratti di temi fondamentali come la lotta contro gli abusi, ma la solidarietà quella gridata solo perché facciamo parte dello stesso genere mi fa un po’ sorridere se poi volti l’angolo e le persone sono pronte a ferirti”.
“Streghe buone o cattive? Non saprei… ogni anima ha i suoi chiaro scuri tutto sta a trovare un equilibrio tra noi e il resto del mondo… anche se quelle cattive sono più divertenti in genere”!
In che rassegna siete inserite?
“Siamo molto felici di essere state inserite per il debutto del 9 febbraio nella rassegna Chrysalis Festival – Ogni Arte è trasformazione” promossa dalla Fondazione Opera Lucifero all’interno di un posto davvero magico che è la Cappella Orsini al centro di Roma, mentre il 28 febbraio replicheremo presso il teatro Elettra“.
Hai progetti altri di cui ami parlare?
“Si, con il regista Matteo Scarfò stiamo lavorando per proiettare anche a Roma il docufilm che abbiamo girato l’estate scorsa “Anna Maria Ortese: viaggio in Calabria” in cui appunto interpreto la scrittrice Anna Maria Ortese, un lavoro che mi ha veramente toccato profondamente. Inoltre stiamo lavorando anche ad un adattamento teatrale per il 2026 sempre con la regia di Giorgia Filanti”.
