Un bel romanzo quante domande suscita?
Ci sono fortunate occasioni in cui le domande trovano risposta in chi quelle pagine le ha riempite. Questa è una di quelle. Il romanzo di cui parlo è Oggi faccio azzurro e l’autrice che ha ascoltato le mie domande è Daria Bignardi.

Oggi faccio azzurro (edito da Mondadori) è la storia di una donna, Galla, che soffre perché è stata abbandonata dall’uomo che ama, Doug. Un giorno Galla inizia a sentire la Voce, quella della pittrice tedesca Gabriele Münter: anche lei, come la protagonista, è stata abbandonata dall’uomo che amava e dopo cent’anni ancora ne soffre. 

copertina Oggi faccio azzurro

Parto dalle prime pagine, da una frase che mi ha colpita moltissimo: nel romanzo si legge che senza qualcuno che ti rovini la vita non hai nessuna possibilità di diventare Ingmar Bergman. È vero o crederci serve a noi?
Crederci è sicuramente di consolazione, ma sospetto che qualcosa di vero ci sia. La teoria l’ho presa in prestito dallo psicanalista James Hillman, l’autore de Il Codice dell’anima. Nel mio piccolo, senza le follie di mia madre – malata di ansia ossessiva – non so cosa avrei combinato, almeno a livello artistico.

La voce che sente Galla è quella di Gabriele Münter: è una donna arrabbiata, snob, arguta, disillusa: l’ho trovata un non-personaggio strepitoso, un controcanto irriverente e pieno di contraddizioni! 
Eh ho messo tutto in Gabriele! Come Galla ho visto per caso una sua mostra alla Lenbachhaus di Monaco di Baviera e poi sono andata a visitare la casa museo dove aveva vissuto quattordici anni con Kandinskij, a Murnau, sul lago Staffel. Era una  pittrice notevolissima, che ho immaginato liberarsi cent’anni dopo il maldestro abbandono di Kandinskij di parecchi rospi che le erano rimasti in gola.

Di fronte al male d’amore di Galla, la psicanalista, che ha perso di recente il marito in un incidente, ritiene che il dolore di chi è stato lasciato sia paragonabile a un lutto (anzi, forse peggio). Pochi avrebbero il coraggio di dire queste parole: la pensa come la dottoressa? 
Mah, dipende. Per Galla la decisione incomprensibile di Doug, dopo vent’anni di amore e collaborazione, è probabilmente peggio di un lutto, ma forse non l’avrebbe vissuto così male se non ci fosse stato quel lutto vero di prima che lei nascesse…

Galla è una donna irrazionale e spesso impulsiva, Doug è distaccato e freddo: mi hanno ricordato, in alcuni momenti, Lea e Shlomo (i protagonisti di Storia della mia ansia). Anche Shlomo, come Doug, è molto amato e anche lui appare crudele nella sua freddezza. Come ci si comporta con i Doug e gli Shlomo nella vita?
Non l’ho ancora capito.  Forse non bisognerebbe innamorarsi di loro. Forse bisognerebbe capirli senza farsene ferire, magari sono solo dei diversamente affettivi.

I due romanzi, Oggi faccio azzurro e Storia della mia ansia hanno in comune un altro punto: parlano di malattia e crisi coniugale. Nel romanzo si legge molti matrimoni finiscono proprio dopo la malattia della moglie… 
La dottoressa Del Fante nel romanzo la pensa così: che il bambino non sopporti la malattia della madre e  abbia bisogno di distaccarsi da lei prima che ritorni. Poi chissà, non credo valga per tutti. Ci sono anche uomini adulti, non tutti sono infantili come Doug.

Nel romanzo è nominato spesso Jahseh, più noto come XXXTentacion: è appassionata di hip-hop e rap o le è stato suggerito da qualcuno?
Seguo il rap da Eminem: non mi ricordo quando ho sentito “The remedy for a broken heart” di XXXTentacion, ma quando è successo mi ha inchiodato, è un pezzo bellissimo e straziante, come la vita del suo autore, che è stato ucciso a vent’anni.

Daria Bignardi, giornalista, scrittrice, conduttrice televisiva e radiofonica, legge anche i suoi libri che così diventano audiolibri. Cosa la diverte di più?
Mah, la radio è divertente. Scrivere romanzi è duro, faticoso, ma molto molto bello. 

Mi chiedo se agli autori interessi sapere che i loro libri siano piaciuti o meno a chi li intervista. Io, nel dubbio, a Daria Bignardi ho confessato di aver trovato il libro Oggi faccio azzurro molto bello perché, ancora una volta, leggendo un suo romanzo mi sono ritrovata di fronte al suo umorismo spiazzante e incontenibile. Anche se la mia non voleva essere una domanda, lei mi ha risposto così
Questo è un bellissimo complimento, perché è proprio quel che cerco di fare: riuscire a far sorridere anche quando c’è da piangere. Senza esclusione di colpi.

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