Qualche mese fa mi è arrivata una chiamata con una proposta che mi è sembrata subito molto interessante e stimolante. Ma prima di raccontarvela voglio dirvi perché mi è sembrata una bella sfida. Già da molti anni l’OMS e anche l’Istituto Superiore di Sanità raccomandano che la donna in gravidanza venga seguita dalla figura professionale dell’ostetrica, con continuità e personalizzazione dell’assistenza, con il minor ricorso possibile a esami inutili, eppure nonostante ciò la stragrande maggioranza delle donne italiane viene ancora seguita in gravidanza da un medico (nonostante la famosa frase dell’OMS): “la gravidanza non è una malattia“), sempre lo stesso se paga, altrimenti chi c’è c’è, spendendo un capitale in esami clinici ridondanti e non adeguati a lei, quando invece potrebbe fare quelli utili a costo zero come previsto dal nostro Ministero della Salute.

Gravidanza, le scelte

In Italia ancora oggi sono moltissime le donne che subiscono durante il parto interventi inutili, dolorosi e potenzialmente dannosi, e altrettante quelle che non possono realmente scegliere il luogo del parto o che percorso fare in gravidanza dal momento che non ricevono informazioni chiare e aggiornate. Nonostante chiare evidenze cliniche sul fatto che, per chi non ha problemi particolari, l’ospedale non è necessariamente il luogo più sicuro dove partorire, anzi, la maggioranza delle donne italiane ancora “sceglie” di recarsi in ospedale per far nascere il proprio bambino e chi sceglie il parto a casa o in casa maternità viene additata come una pazza scriteriata.

Molte “scelte” sono anche dettate da paura o impossibilità economica, ad esempio quella del luogo del parto visto che il parto extraospedaliero è ancora culturalmente demonizzato, nonostante, le evidenze cliniche (quindi la Scienza) dicano altro, e visto che partorire fuori dall’ospedale è ancora (tranne rare eccezioni) totalmente a carico della coppia che lo sceglie. Le scelte legate a un momento così unico della vita se fatte basandosi sulla paura o su problemi economici che scelte sono?

La violenza ostetrica

Ricordiamoci poi della violenza ostetrica che è un tema di cui finalmente si comincia a parlare, consentendo alle donne di prendere più coscienza di cosa non devono accettare di subire, ma da qui a vederla eradicata dal nostro Paese siamo ben lontani.
Insomma il quadro della nascita in Italia non è roseo, tenuto conto anche dell’alto numero di cesarei e induzioni come riportato dall’ISTAT.

In cosa consisteva quindi la sfida che mi ha lanciato l’amica al telefono? Nell’unire le forze e raccontare quello che ancora non si può dire con un podcast. Un podcast tra scienza e pancia, in cui dialogare tra noi professioniste, la mia amica è una pediatra, sui temi della genitorialità, cominciando proprio dal parto e dal fornire informazioni utili e aggiornate su cui poter basare scelte vere e personali. Come tutte le buone idee bisogna prenderle al balzo, nel qui e ora, e così abbiamo fatto, creando delle chiacchierate spontanee, davanti a un piccolo microfono, condividendo informazioni, citando studi ed esperienze, tra scienza e pancia appunto!

Il 22 maggio uscirà la prima di dieci puntate, è solo la prima stagione, e non vedo l’ora di ricevere domande e commenti.

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