Restituire voce alle persone non binarie
Nel 2025, l'Italia è ancora sprovvista di letteratura non binaria. Il saggio "Rivoluzione non binaria". Voce alle persone non binarie.

Nel 2025, l'Italia è ancora sprovvista di letteratura non binaria. Il saggio "Rivoluzione non binaria". Voce alle persone non binarie.

Nel 2025, l’Italia è ancora vergognosamente sprovvista di letteratura non binaria, estranea, ovvero, alla concezione dicotomica di genere binario, maschile e femminile. Una letteratura rappresentativa di un gruppo marginalizzato a cui è sempre stata negata una voce, persone non binarie. Tale assenza comporta delle conseguenze molto gravi sul piano sociale, politico e giuridico, come l’assenza di consapevolezza, interesse e sensibilità riguardo alla comunità non-binary o enby.
In breve, le persone non binarie sono quelle che non si identificano nel genere assegnato loro alla nascita; come uomini e donne trans, con la differenza che la loro identità non coincide con la maschilità o la femminilità propriamente intese. Possono sentirsi fuori o in prossimità del binario, esprimersi in forme diverse, possono anche rifiutare a priori il binarismo di genere.
Essere non-binary è un sentire valido, non un trend passeggero: sono soggettività presenti nel tessuto sociale da sempre, da ben prima che il costrutto binario venisse ideato e normalizzato. Sono identità con urgente bisogno di raccontarsi e di leggere esperienze incarnate analoghe alle loro; necessitano di non sentirsi sole, di sapere che la varianza di genere non ha nulla di patologico o anche solo problematico, e che una cultura enby è possibile, anzi, esiste già. Hanno anche bisogno di un rinnovamento legislativo e sociale che permetta loro di vivere la propria vita serenamente, senza segregazioni. Perché sì, parliamo in questo caso di segregazione di genere, forse meno percepibile rispetto ad altre, ma comunque pesante da vivere sulla propria pelle.

Molta della consapevolezza enby la si deve all’interconnessione digitale permessa dalle piattaforme social: si intessono reti, ci si confronta e si decide, più o meno volontariamente, di politicizzare il proprio vissuto per sensibilizzare e, un giorno, cambiare lo status quo. I prodotti di intrattenimento iniziano a inserire nei cast soggettività enby, identità fluide e libere dall’assimilazione cancellante di categorie più definite, ma questo non può certo bastare a colmare il vuoto.
Il rischio di confondere divulgazione con disinformazione è molto alto se non ci si rivolge a persone competenti, sia dentro che fuori da questi spazi. Con le nuove politiche statunitensi trans-marginalizzanti, possiamo solo ipotizzare scenari ancora più ostili e come essi influenzeranno quelle dei governi europei, come anche il nostro.
Per combattere la disinformazione enby-cancellante bisogna raccogliere dati e testimonianze; è fondamentale lasciare una traccia per opporsi all’assimilazione. Solo nell’ultimo periodo, parliamo di mesi, neanche di anni, autor3 enby hanno finalmente iniziato a farsi avanti e a prendere voce, guadagnando spazio sugli scaffali delle librerie, in radio e nei talk.
Nel mio piccolo, ho provato a fornire un iniziale contributo scrivendo un saggio incentrato sull’argomento. Rivoluzione non binaria. Viaggio nell’enbyfemminismo, pubblicato dalla casa editrice le plurali lo scorso nove aprile, prova a offrire, attraverso uno sguardo plurale e un approccio divulgativo e intersezionale, una prospettiva della comunità enby vista dall’interno.
Il saggio è arricchito da una prefazione di Barbara Centrone, da brani di interviste registrate appositamente durante il mio percorso di ricerca, un pratico toolkit per costruire insieme una società enby-condivisa, elenchi di persone da seguire per informarsi ulteriormente e un glossario aggiornato al 2025. Il libro parte da una breve parentesi personale e procede offrendo un quadro delle nozioni di base (identità, genere, sesso biologico, espressione, aspettative, ruoli, transgenerità); delinea le origini e come il sistema patriarcale binario abbia contribuito ad assimilare le realtà gender variant all’interno delle sue strutture; descrive le varie dinamiche discriminatorie di cui sono oggetto le persone enby e come le pratiche femministe possono offrire ispirazione per la nostra lotta affermativa.
Non essendo, il genere, un argomento ancora ben compreso dalla pubblica opinione (parliamo di un paese dove l’argomento fantoccio della cosiddetta “teoria del gender” ha attecchito con preoccupante forza e dove l’educazione sessuo-affettiva non è compresa nei percorsi didattici obbligatori) la comunità enby può contare solo sull’alleatismo di altri margini e di poche persone cisgender (ovvero persone che si identificano col genere assegnato loro alla nascita), oltre naturalmente della comunità medico-scientifica più aggiornata e meno influenzata politicamente da orientamenti di estrema destra.
L’intento di parlare chiaro non ha nulla a che vedere con la narrazione del dolore tradizionalmente utilizzata per descrivere il quotidiano delle persone trans, anzi, penso sia importante sottolineare l’aspetto euforico del nostro vissuto e utilizzarlo per destrutturare i bias sull’argomento; gli stessi che ritraggono le persone trans, non binarie, non-binary e intersex come malate, problematiche, confuse, rotte, promiscue per via della loro stessa identità, e altre sciocchezze. Mi auguro che il mio lavoro e le esperienze raccolte all’interno del libro scuotano la collettività dal torpore verso una maggiore sensibilità al tema. E che dopo questo mio modesto contributo, che non sarà l’ultimo, altre persone non-binary possano trovare l’impulso per fare anche di più.

Lou Ms.Femme (they/them) è consulente, TEDx speaker e autor* freelance. Attivista transfemminista per i diritti della comunità lgbtqiapk2s+, è una persona transgender non binaria. Terminati gli studi universitari ha deciso di dedicarsi alla militanza pro-choice e all’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva comprensiva nelle scuole, collaborando con diverse realtà associative. Nel suo speech per il TEDx Università di Salerno ha parlato di varianza di genere e coming out. Questo è il suo primo libro.
