Ascoltare un concerto in laguna è un’esperienza diversa dall’ascoltarlo in teatro. Cambiano l’ambiente, i suoni intorno, il rapporto con chi suona. Si arriva per la musica e si scopre anche un luogo, la sua storia, il suo paesaggio. Il Festival delle Due Città, già nel vivo della sua ventiquattresima edizione, parte anche da questa idea: mettere in relazione la musica con il territorio e offrire al pubblico occasioni di incontro attraverso spettacoli diversi.

Il percorso è iniziato il 19 settembre alla Batteria Vettor Pisani, a Cavallino-Treporti, per proseguire a Lio Piccolo, nella laguna veneziana. Dopo i concerti al Centro Candiani di Mestre, il programma continua a Treviso e Venezia, con appuntamenti che uniscono musica, danza, immagini e racconto.

La sostenibilità passa anche dalla cultura

Lio Piccolo è uno di quei luoghi nei quali il rapporto tra ambiente e presenza umana è immediatamente visibile. Portare un concerto in questo contesto significa invitare il pubblico a conoscerlo e dedicargli del tempo.

Credo che la cultura possa contribuire alla sostenibilità anche in questo modo. Visitare un territorio, comprenderne il valore e vivere un’esperienza legata a quel luogo può aiutarci a considerarlo con maggiore attenzione.

La tutela dell’ambiente richiede azioni concrete. La musica può contribuire a creare sensibilità, soprattutto quando affronta questi temi con un linguaggio accessibile e capace di coinvolgere. Un concerto offre la possibilità di avvicinare persone diverse a una questione che riguarda tutti.

Questa attenzione accompagna il Festival delle Due Città insieme al New Classical World, una visione musicale aperta all’incontro tra formazione classica, scrittura contemporanea e altri linguaggi. Nel programma convivono esperienze differenti, con la volontà di incuriosire anche chi frequenta meno le sale da concerto.

Il festival continua: 23, 24 e 25 ottobre a Treviso, 30 ottobre a Venezia

Venerdì 23 ottobre, alle 20.45, al Museo di Santa Caterina di Treviso, è in programma Breath of Water: uno spettacolo esperienziale a lume di candela, in stile candlelight, dedicato all’acqua e alla sostenibilità.

Le luci delle candele accompagnano la musica dal vivo, mentre le immagini proiettate e la danza completano il racconto. Alle chitarre si uniscono i suoni dell’acqua raccolti in ventitré paesi: un’esperienza che coinvolge il pubblico attraverso musica, immagini e movimento.

Le registrazioni permettono di ascoltare l’acqua in ambienti diversi e diventano parte dello spettacolo, richiamando l’attenzione sul suo valore e sull’importanza di proteggerla.

Mi interessa la possibilità di affrontare un tema ambientale attraverso un’esperienza musicale. Le informazioni sono fondamentali; anche il coinvolgimento emotivo può aiutarci a prestare maggiore attenzione a ciò che sappiamo. L’acqua fa parte della nostra vita quotidiana e proprio per questo rischiamo spesso di darla per scontata.

Sabato, il dialogo tra flauto e chitarra

Sabato 24 ottobre, alle 20.45, il Museo di Santa Caterina ospita Romanza alla Luna, con Stefano Maffizzoni al flauto e Giulio Tampalini alla chitarra.

Due strumenti con caratteristiche diverse, che nella musica da camera trovano molte possibilità di incontro. Il flauto sostiene la melodia attraverso il respiro, mentre la chitarra alterna accompagnamento, armonia e interventi solistici. Il programma attraversa epoche e sensibilità differenti, mettendo al centro l’intesa tra gli interpreti.

Da musicista, trovo che uno degli aspetti più interessanti di un duo sia proprio questo lavoro di ascolto reciproco. Ogni scelta deve tenere conto dell’altro: il volume, il tempo, la durata di una pausa. Il risultato dipende dalla capacità di costruire insieme una lettura del brano.

Anche per il pubblico è un’occasione per seguire da vicino il rapporto tra gli strumenti e riconoscere quanto il suonare insieme richieda attenzione e disponibilità.

Domenica, flamenco e danza spagnola

Domenica 25 ottobre, dalle 17, la programmazione di Santa Caterina comprende anche Pasión Andaluza, con Carles Pons alla chitarra, José Manuel Cuenca al pianoforte e la bailaora Rosa Linarejos Gonzales López.

Lo spettacolo unisce musica e danza, con un programma legato alla tradizione iberica e alle composizioni di autori spagnoli. Il flamenco porta sul palco una forte componente ritmica ed espressiva, nella quale il movimento della danzatrice partecipa al dialogo musicale.

È un altro modo di vivere il concerto, più fisico e teatrale, che amplia le proposte del festival e permette di avvicinarsi a una cultura attraverso le sue espressioni artistiche.

La sostenibilità riguarda anche la cultura: mantenere vive le tradizioni, favorirne la conoscenza e dare spazio al confronto tra esperienze diverse. Un festival può contribuire creando occasioni nelle quali questi incontri diventano accessibili al pubblico.

La conclusione del festival alla Fenice con Alessandro Garofalo

Venerdì 30 ottobre il festival si conclude, come da tradizione, nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, con Stories for Sailors and Stars e la partecipazione del fisico creativo Alessandro Garofalo nel ruolo di storyteller.

Garofalo si occupa da oltre trent’anni di creatività e innovazione. Ha collaborato con importanti imprese e istituzioni e svolto attività di docenza in realtà come la Luiss Business School. Nel suo lavoro mette in relazione conoscenze scientifiche e pensiero creativo, cercando collegamenti tra discipline diverse.

In Stories for Sailors and Stars, il suo racconto si intreccia con la musica e le immagini in un percorso dedicato all’acqua, al cielo e al viaggio. Il riferimento è anche ai marinai che utilizzavano le stelle per orientarsi: un punto di incontro tra conoscenza della natura, esplorazione e immaginazione.

Il festival arriva così alla sua conclusione dopo aver attraversato luoghi e linguaggi differenti. Per me, il valore di un percorso come questo sta nella possibilità di far conoscere musica, avvicinare persone e valorizzare il territorio attraverso esperienze condivise.

Si può venire per un interprete, per la danza, per curiosità verso uno spettacolo. E magari scoprire qualcosa che si avrà voglia di continuare ad ascoltare. Biglietti anche su Vivaticket

Buona musica!

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