Il dolore che sboccia: il mal di fiori di Fausta D’Ubaldo
Mal di fiori. Un viaggio nell’incompiuto che fiorisce: la mostra e il laboratorio di acquerello aprono le porte a un giardino sospeso nel cuore di Roma dal 7 ottobre 2025.

Mal di fiori. Un viaggio nell’incompiuto che fiorisce: la mostra e il laboratorio di acquerello aprono le porte a un giardino sospeso nel cuore di Roma dal 7 ottobre 2025.

Mal d’Africa. Mal di mare. Mal di vivere. Quante volte abbiamo chiamato con nomi lontani il dolore che ci attraversa. Siamo abituati a dare al dolore nomi esotici o abissali, come se chiamarlo lo rendesse più sopportabile. Eppure eccolo, sospeso tra nostalgie e petali, un dolore che si nutre di bellezza, un desiderio che non osa fiorire: mal di fiori. Suona come una ferita che profuma, una nostalgia che sboccia e si disfa nello stesso istante.
«Il mal di fiori: nostalgia delle cose che non ebbero mai inizio» — Carmelo Bene
Questo verso possente spalanca il varco alla mostra Mal di Fiori di Fausta D’Ubaldo, che apre il 7 ottobre 2025 alle ore 18 nello Spazio Arti Floreali di Roma, e rimane visitabile fino al 26 ottobre.
Una soglia poetica, che già da sola sembra racchiudere la tensione dei suoi acquerelli: tra il germinare e il cadere, tra l’annuncio e il mancato compimento.
Chi ha provato il mal d’amore o il mal di mare sa che è un corpo che si ribella. Il mal di fiori, invece, è un sentimento che nasce da ciò che non ha avuto tempo di essere. È il vuoto che chiede forma, il desiderio sospeso che si posa leggero sulle cose. Nei lavori di D’Ubaldo, i fiori non sono mai solo fiori: diventano veicoli di assenza, corpi fragili che trattengono la promessa di un altrove. Ogni acquerello è un atto di resistenza contro il tempo: il colore si posa sulla carta come rugiada effimera, eppure resta, inchioda lo sguardo, cattura l’istante della dissolvenza.Insieme ai petali, Fausta convoca le nostre assenze: la fragile promessa dell’incompiuto, l’eco del desiderio che non si posa, il risucchio di un’assenza primitiva. Ne nasce un viaggio visivo dove i fiori diventano mediatori — tra memoria e oblio, tra slancio e dissolvenza.
La bellezza dei fiori — assoluta, generosa — convive nel lavoro di Fausta con la consapevolezza della loro fragilità: un fiore diventa canto, ma anche caducità. E sarà proprio questo contrasto, il plus e il vuoto, il “mal di fiori” che scandisce ogni foglia, ogni linea d’acquerello.
Il percorso di Fausta D’Ubaldo è intessuto di disciplina e poesia. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Lovanio nel 1978 e poi in pittura all’Accademia di Roma nel 1992, dal 1996 ha scelto l’acquerello come compagno di viaggio, lasciando che l’acqua fosse medium e memoria insieme. Fondamentale è stato l’incontro con Pedro Cano, suo maestro, tra i più raffinati acquerellisti contemporanei. Dal maestro, D’Ubaldo ha assorbito non solo la tecnica, ma il respiro di una pittura che vive di sottrazione e leggerezza. Roma ha poi fatto da cassa di risonanza.
Nel catalogo della mostra romana, Pedro Cano stesso afferma che Fausta ama lavorare all’aperto, immergendosi negli spazi monumentali della città eterna — Portico d’Ottavia, Mercati Traianei, Fori — scegliendo frammenti che attendono i suoi colori per essere riscattati da un’ombra. Quel dialogo con Roma, tra travertino e rossi di mattoni, affiora sottilmente nei suoi acquerelli — e oggi si fa “dolore” che respira, corpo nello spazio e silenzio.

La personale Mal di Fiori nello Spazio Arti Floreali non è solo un’esposizione, ma un invito a vivere un tempo diverso. Entrare nella sala significa attraversare un giardino che non si limita a mostrare, ma a evocare. Non ci sono bouquet da contemplare, ma tracce, impronte, segni di un dolore luminoso. L’arte di D’Ubaldo si fa così esperienza meditativa: un viaggio dentro ciò che è mancato, ma che continua a chiedere di essere detto. Ogni petalo dipinto è insieme nascita e perdita.
Accanto alla mostra, Fausta propone un workshop di acquerello dal titolo È in arrivo l’autunno (8-10 e 16-17 ottobre, dalle 12 alle 15, max 8 partecipanti). Un laboratorio che è quasi un brindisi, “rosato” come lo definisce l’artista: non un esercizio tecnico, ma un modo per imparare a guardare l’impercettibile, ad accogliere la delicatezza delle sfumature. L’autunno, con i suoi colori in transito, diventa il maestro silenzioso di questa pratica.
Il mal di fiori non è un dolore che chiede cura, ma un varco che ci invita a fermarci. In un tempo che accelera e consuma, l’arte di Fausta D’Ubaldo ci ricorda che la fragilità non è un difetto, ma un luogo di rivelazione. E che forse, a ben vedere, i veri giardini non sono quelli che sbocciano, ma quelli che rimangono sospesi tra l’attesa e il ricordo.
Reminder
Mostra: Mal di Fiori di Fausta D’Ubaldo – Spazio Arti Floreali – Via di Villa Pepoli 10, Roma dal 7 al 26 ottobre 2025 – Inaugurazione: 7 ottobre, ore 18.00
Workshop di acquerello: È in arrivo l’autunno date 8 – 10 ottobre (12:00 – 15:00); 16 – 17 ottobre (12:00 – 15:00). Max 8 partecipanti – prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni
Tel: +39 06 4561 5457
Email: info@spazioartifloreali.com
www.spazioartifloreali.com

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Grazie per il bellissimo articolo 🌹