Ho iniziato a leggere la poesia a 36 anni, troppo tardi perchè per tutto quel tempo prima mi sono privato della possibilità di far stare bene la mia anima. Che di poesia ci si possa salvare posso testimoniarlo, lo posso giurare, perchè sono stato sfamato tutte le volte che ero lì lì per lasciarmi morire di fame. Anche se vogliono farci credere che non è un bene essenziale la poesia, come l’arte in genere, grazie al cielo esistono persone e progetti che svelano la menzogna di chi non sa più sognare. Intervisto l’amica e attrice Valeria Perdonò per parlarci de Il menu della poesia che sazierà i più golosi… di immense emozioni!

Com’è nata l’idea de Il Menu della Poesia?
Qualche anno fa, qualcuno disse “con la cultura non si mangia”. Un gruppo di giovani attrici e attori, di amici, decise di smentire quella frase. Con l’ istinto e un po’ di quell’incoscienza che hanno ragazze e ragazzi, con la passione e la fiducia di quando ci si lancia in un grande amore, decisero di andare a fare i camerieri… per servire però “parole”, e nello specifico poesia. Per portarla fuori dai luoghi ufficiali della cultura, farla letteralmente masticare, renderla accessibile, piacevole come un gioco, emozionante e divertente come una cena romantica in cui ci si parla con gli occhi, o una festa tra amici da cui non si vorrebbe mai andare via. Abbiamo scelto proprio per questo motivo la tavola: il momento del pasto è un rito sacro, nel convivio tutto si ferma, e ci si dà il tempo di nutrire i pensieri, e riconnettersi con se stessi e con chi abbiamo intorno.

Dall’idea originaria di Marco Bonadei è nato quindi un format teatrale costruito con veri e propri menu con poesie come fossero pietanze, servite da attrici e attori in veste di eleganti maitres. Il pubblico consulta il menu e sceglie cosa desidera gustare, poi ordina e infine “sceglie” la poesia e viene coinvolto in un gioco interattivo: l’esecuzione ravvicinata, la condivisione e il clima di complicità tra attori e pubblico, annullano la distanza che tipicamente separa interpreti e spettatori, e regalano a entrambi una vera e propria esperienza sensoriale, culturale e umana. 

Dal 2010 abbiamo girato tutta l’Italia, passando per bar e bistrò di località turistiche  attraversando le grandi città, feste private, matrimoni, ristoranti di lusso ed eventi aziendali. Siamo stati all’Ambasciata Italiana a Parigi mentre contemporaneamente eravamo, con altri di noi, in autostrada nei punti di ristoro, in boutique di alta moda, in gallerie d’arte, in trattoria, sull’erba e in mezzo alle posate d’argento, sulle banchine della metropolitana, al Salone del libro, in ospedale e in aeroporto, su una barca in mezzo al lago, a festival di teatro e di circo, fino ad arrivare oggi a recitare al telefono.

Chi è il pubblico del Menu della Poesia?
Non c’è un target preciso, perché il menu può arrivare davvero ovunque, per ogni evento selezioniamo le poesie che riteniamo adatte alla situazione. Non sempre, però,  per i contesti più informali scegliamo poesie pop: recitare Pascoli e Leopardi in autostrada a camionisti e viaggiatori di passaggio è stato impagabile!

Quali sono gli autori o le poesie che vengono richieste di più dal pubblico?
Nella selezione di poesie cerchiamo di proporre una scelta molto varia di autori classici e contemporanei, sia maschili sia femminili, dai più famosi ai meno noti che però siano stati pubblicati. Le poesie, inoltre, sono raggruppate per aree tematiche o stilistiche (proprio come i normali menu di pietanze o bevande) che possano aiutare nella scelta: La tradizione (classici), Al lume di candela (poesie d’amore), Sotto spirito (brillanti/divertenti), Piatti internazionali o Cucina regionale (poesie in lingua o vernacolari), Amari o Piatti Meditativi (poesie drammatiche/intense), Bevande (poesie sul vino, acqua, birra), etc.

Cosa significa per te poesia? A cosa serve la poesia oggi?
La poesia è pura musica, mi travolge come una sinfonia o una canzone, di cui magari non capisco tutte le parole perché è in una lingua che non conosco, ma che riesce ugualmente a entrarmi dentro e sollevarmi. Ecco, la poesia è come un alito di vento che ti solleva. Sospende il tempo e lo spazio, si eleva e ci eleva come un linguaggio universale, che riesca a parlare davvero a tutti, solleticando il pensiero, e solleticando il cuore. Prendersi quel tempo in cui sospendere tutto, proprio come quando ci si siede a tavola – che per me è sacra – e si sta. Le poesie possono essere anche assai divertenti e aggreganti!
Serve anche a questo la poesia, a stupirci e ricordarci che la brevità e la semplicità delle parole possono creare mondi e ponti invisibili. Ed eterni, grazie al cielo. 

Cosa manca in questo paese che la poesia potrebbe colmare?
La cura e l’attenzione al linguaggio innanzitutto, ormai parliamo malissimo e sempre peggio, e usiamo la metà del lessico a disposizione della nostra meravigliosa lingua italiana! Il problema è che parlare male significa pensare male, e un cervello atrofizzato che si accontenta di idiomi e forme espressive basiche, si comporterà di conseguenza, con superficialità e grettezza. La poesia è evocativa, procede per immagini e metafore, le migliori alleate per una testa reattiva che si connetta col cuore.

Perchè i poeti sono importanti?
Perchè sono i cantori di tutti i tempi, che raccontano la storia descrivendoci i loro spazi interiori. Perchè hanno il potere magico di condensare la realtà e donarla al lettore che può farla propria, leggendo tra quelle rime e trovando la propria, di verità.

Quale poesia potrebbe parlarci di te?
“Io mi rialzo. Eppure mi rialzo.” Questi versi di Maya Angelou mi suonano in testa come una canzone. La versione italiana, come tutte le traduzioni, tradisce in un certo senso l’originale, eppure le parole e le immagini che evoca sono così dense di significato, da essere potenti in ogni lingua, e riuscire a travolgere chi legge e chi ascolta, e infondere carica e voglia di combattere gridando appunto “io mi rialzo!”.
E porto questi versi sempre con me perché mi sembrano quasi un manifesto di attivismo e consapevolezza femminile, perché mi paiono un talismano magico per tutte le volte – tante – in cui sembra che la forza di rialzarsi non ci sia proprio. E sono certa che ascoltandola, per quanto sia precisa e riferita alla condizione della donna e alla lotta femminista, ognuno potrà ritrovare la propria battaglia, che passa attraverso tempeste buie, ma “proprio come le lune e i soli, con la certezza delle maree, come le speranze che volano alte, io mi rialzo.”

Attualmente siete in finale al Premio Rete Critica
Il Menu della Poesia al Telefono è una declinazione del nostro format teatrale dal vivo, ed è un esperimento che è nato nel mese di marzo 2020 con il nome “Contagi diVersi – Pronto, chi parla? Risponde una poesia per farci compagnia” : volevamo celebrare il 21 marzo “Giornata Mondiale della Poesia” e offrire il nostro contributo durante il lockdown, per dare un aiuto concreto infatti abbiamo anche scelto di organizzare una raccolta fondi a sostegno dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una delle strutture sanitarie più colpite all’inizio della pandemia.

L’ iniziativa doveva durare una settimana, ma dopo il primo mese e circa 13 mila euro raccolte, grazie alla partecipazione e all’affetto che ci è stato mostrato, abbiamo deciso di proseguire il nostro POETRY DELIVERY e continuare a consegnare al telefono rime e versi, parole recitate dalla voce viva dei nostri “maitres” per nutrire il cuore e lo spirito, e fare un regalo speciale, anche a distanza. Ci siamo chiesti quale potesse essere oggi il nostro contributo come artisti e cittadini, e come avremmo  potuto portare avanti la nostra missione, cercando di non perdere però quell’intimità e complicità che caratterizzano le nostre performances. Abbiamo pensato allora ad una declinazione “telefonica” del format affinchè l’esperienza restasse interattiva, e ci fosse una relazione immediata  tra il pubblico e noi attori, che recitiamo in diretta, ma dietro una cornetta telefonica. È sicuramente un format alternativo che continueremo a portare avanti in modo parallelo agli spettacoli e performance live.

Oggi Il menu della poesia è un’associazione culturale composta da 23 attrici e attori: dopo aver vinto un Bando della Compagnia di San Paolo per “progetti culturali innovativi di Audience Engagement” abbiamo cominciato a studiare nuove forme e modalità per raggiungere il più vasto numero di pubblico in un modo semplice e coinvolgente. E stiamo studiando numerosi altri format che partano dal Menu della poesia originale.

La nostra è una sfida: con la cultura non si mangia, dite? Venite a trovarci e cambierete idea.

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IL MENU DELLA POESIA è composto da : 

Elena Aimone, Anna Charlotte Barbera, Mauro Bernardi, Michele Bernardi, Marco Bonadei, Matteo De Mojana, Angelo Di Genio, Fonte Maria Fantasia, Fabrjcia Gariglio, Paola Giglio, Noemi Grasso, Roberta Lanave, Sena Lippi, Ilaria Longo, Valentina Mandruzzato, Ksenija Martinovic, Raffaele Musella, Valeria Perdonò, Alba Porto, Riccardo Pumpo, Camilla Sandri, Rocco Rizzo, Vincenzo Zampa

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