Sbagliando s’impara! E se lo dice lui, Massimo Temporelli, c’è da crederci.

Anche perché lo fa attraverso dieci racconti di grandi uomini e grandi donne della scienza e della tecnologia che emergono solo dopo un sacco di errori e altrettante rivincite. In questo bellissimo libro illustrato, intitolato Sbagliando s’impara, storie di geni che non si sono arresi, gli errori sono protagonisti positivi della storia.

Edizioni White Star, autori Massimo Temporelli e Barbara Gozzi. Illustrazioni di A. Innocenti. Si trova in molte lingue (spagnolo, inglese, francese, etc) ed è un progetto National Geographic Kids. Età consigliata: dagli 8 anni.

“Io non ho fallito 2000 volte nel fare una lampadina: semplicemente ho trovato 1999 modi su come non va fatta una lampadina”. Thomas Edison.

Ecco l’intervista che Massimo Temporelli ha voluto rilasciare in esclusiva per Rewriters.

Scienziato, fisico, filosofo, divulgatore, innovatore entusiasta, presidente e co- founder di The FabLab e padre di due ragazze: quante volte hai detto loro sbagliando s’impara? Tante… a detta delle mie figlie! Pensandoci, aldilà del detto proverbiale, non è che sbagliare è una cosa buona per forza. Ovviamente cerchiamo tutti di fare le cose giuste però la complessità dei progetti che affrontiamo, il fatto che interagiamo con altre persone che sono a loro volta complesse, il fatto che siamo umani e pieni di distrazioni che entrano nei nostri progetti e che, a volte, li migliorano, rendono l’errore “parte del gioco”. Una volta che dai dignità a quell’errore lo rendi visibile e questo ci permette di raccogliere informazioni dagli sbagli. Avere un “quadernino degli errori” piuttosto che scriverci le mappe dei nostri errori e seminarli intorno a noi, anche come post-it attaccati allo specchio, li trasformano in un’ingegneria degli errori e li rendono condivisibili affinché siano patrimonio della nostra vita e diventino ciò che ci rende persone migliori.

Cosa desideri trasmettere ai bambinə attraverso questo libro? Dare profondità e dignità all’errore, andare aldilà dello slogan sulla copertina del libro e vedere oltre trovando la persona, l’esploratore. Quando ho scelto di collaborare a questo progetto mi è piaciuto il fatto che le storie raccontano grandi scienziati che, tipicamente, vengono celebrati a fine vita per i loro successi, dimenticandosi che invece sono umani, hanno commesso un sacco di errori e proprio grazie a ciò sono diventati i geni che ora conosciamo. Le storie ci riportano alla loro dimensione umanamente fallace e quindi più completa dell’io.

Quali risorse, Massimo Temporelli bambino, ha scoperto in sé sbagliando e come le ha potenziate nella sua vita? La domanda mi porta ad un’immagine di me ragazzo, alle superiori, ad un momento difficile in cui sono stato bocciato ed ho poi dovuto riprendere in mano la mia vita e proseguire con gli studi. Ho scoperto in me ed utilizzato l’autodeterminazione, il credere in sé stessi e grazie alla leva dello sport ho sentito la fiducia in me stesso. Sono riuscito a dare valore alla mia persona e risalire la china. Oggi porto queste risorse con me nel vivere l’attimo. Mi guidano in questo periodo storico credendo che posso dare il mio contributo, aiutare il prossimo, creare comunità, migliorare insieme agli altri. Ritornando al me giovane credo che si dovrebbe mettere nelle scuole delle ore di coaching, di “ispiring motivazionale”. Così come si fa palestra per il fisico, affiancherei una palestra per il coraggio, per l’audacia che rafforzino emotivamente gli studentə.

Mai come ora siamo in balia dei nostri errori ed incertezze: l’umanità è pronta per apprendere e condividere insieme? Ritengo che per guardare oltre l’unico modo è essere nel presente. I grandi innovatori sono persone che hanno vissuto profondamente il contesto in cui operavano. Prima impari le regole e solo dopo puoi romperle ed andare avanti. Apprendere la Storia, la cultura, il passato e portarlo nel presente creando traiettorie per il futuro. Porsi domande che diventino indicatori per muoversi verso il futuro: Chi siamo? Da dove arrivo? Cosa mi piace fare? Cos’hanno fatto altri? Quali sono i meccanismi che funzionano e quali no? Quali sentimenti provo verso quel tipo di musica, arte, etc? Dove ho sbagliato?

Oggi la tecnologia permette di accedere a grandi contenuti nell’immediato e questo è sicuramente un vantaggio per i giovani. Invito i lettori a Milano, domani 03 Ottobre (dalle 18:30 alle 20:00) proprio su questi temi al workshop Palombari, surfer o snorkeler della cultura? Come il digitale cambia il nostro modo di fare esperienza, studiare e imparare. Patrocinato dal Comune di Milano ed Inspired by Fastweb.

Ringrazio l’autore Massimo Temporelli per avermi dato modo di condividere i suoi pensieri e vi saluto con una mia piccola riflessione: Non esiste il fallimento, ma solamente l’opportunità. Scegliere di darsi quell’opportunità oggi, è il primo passo verso ciò che saremo. Persone felici.

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