“Faccio un etto con l’osso”
Oggi vi racconto "Faccio un etto con l'osso" di Sergio Olivotti, un albo che più che esser letto va letteralmente in scena.

Oggi vi racconto "Faccio un etto con l'osso" di Sergio Olivotti, un albo che più che esser letto va letteralmente in scena.

Care e cari Rewriters che amate leggere ai vostri piccoli Rewriters di casa e scuola, oggi vi propongo un albo esilarante, un nonsense puro che però fa finta di non sapere di esserlo… una fiaba classica che pensiamo di conoscere anche troppo e che invece si rivela in tutta la sua folle novità…
Insomma oggi vi racconto Faccio un etto con l’osso di Sergio Olivotti edito da Terre di mezzo, un albo che si presenta, sin dalla copertina, un vero spettacolo che più che esser letto va letteralmente in scena.

Sta per andare in scena a teatro la storia di Cappuccetto Rosso, ecco che il grande attore narratore si prepara, il sipario si apre, il suggeritore è pronto… peccato che non solo il nostro eroe soffre di vuoti di memoria per cui non si ricorda un’accidenti della storia, ma a quanto pare è anche afflitto da una qualche forma di sordità tale per cui non riesce a capire nulla di ciò che il sempre più disperato suggeritore cerca affannosamente di suggerire, appunto.

Morale della favola: un Cappuccetto Rosso così divertente sicuramente non lo avete mai letto né visto, ci si potrà forse anche chiedere che cosa abbia a che fare la fiaba classica di partenza con questa follia di Faccio un etto con l’osso ma vi suggerisco di lasciare da parte le domande inutili e godervi questo concentrato di follia decisamente divertente.
Non sono molti i libri che fanno ridere, anzi sono proprio pochi… checché se ne pensi far ridere è molto ma molto più difficile che far piangere, o commuovere, o spaventare ecc. Far ridere è arte che riesce a pochissimi e a Olivotti in questo caso è venuta proprio bene.

E si dà il caso che spesso dove c’è qualcosa di esilarante ci metta lo zampino il nonsense, l’assurdo, che arriva a scardinare le aspettative ma soprattutto a mettere in crisi la logica e il noto ed è proprio in quel punto che al lettore scappa da ridere, quando non si raccapezza più ma sa che è proprio quel non ritrovarsi che lo fa ridere a crepapelle.
Un saggio suggerimento in apertura di libro suggerisce al lettore di leggere questa storia ad alta voce e, se possibile, a due voci, perché è nella voce che Faccio un etto con l’osso e le follie del grande attore di Cappuccetto Rosso danno il loro meglio.

Il testo d’altra parte è concepito come una sceneggiatura in cui vediamo a sinistra le battute del suggeritore dapprima compito e poi sempre più affranto illustrato in bianco e nero, e a destra quelle del grande attore che a colori e del tutto ignaro di quello che sta blaterando mette in scena l’incredibile storia di Faccio un etto con l’osso al posto della banalissima e arcinota Cappuccetto Rosso.
Insomma se volete divertirvi tanto e magari, perché no, approfittare anche un pochino per allenare il pensiero all’assurdo, ovvero allo scarto dalla logica dominante (cosa decisamente importante e che si pratica sempre troppo poco), Faccio un etto con l’osso è indubbiamente il libro che fa per voi!
Provare per credere!
Buona lettura.

