Tredicimila euro entro due mesi: è il debito della libreria sotto sfratto a via Aspertini, alla periferia di Roma, in ginocchio a causadella pandemia e dei rincari energetici. Un luogo che rappresenta la sfida di un progetto coraggioso, pioneristico, pilota e cardine della controcultura italiana intesa come voce autentica fuori dal coro, fuori dall’establishment.

Una sorta di think tank, l’Associazione della libreria Le Torri, natail 12 maggio del 2018 su iniziativa di Alessandra Laterza e della giornalista Rai Elisa Costanzo, scomparsa prematuramente, che ha ospitato menti come la scrittrice Dacia Maraini, l’astronauta Samantha Cristoforetti, l’economista editorialista Carlo Cottarelli, il conduttore Giovanni Floris, il politico Enzo Ciconte, e tanti altri (tra cui ReWriters con i Karma B).

Un luogo che si è fatto sede di dibattiti di rilievo nazionale, dal DDL Zan ai femminismi, dai diritti civili al contrasto all’omolesbobitransfobia, fino a l’antisessismo, l’antiabilismo, l’antibullismo, e via dicendo.

Artistə, intellettualə, attivistə, grandi nomi della contemporaneità si sono subito uniti per salvare l’unica libreria del VI municipio della Capitale: è nata l’associazione Libriamo Tor Bella che ha avviato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe (qui per partecipare), che ha già raccolto 6000 euro.

Il 2 aprile l’sos diventa fisico, con l’evento dal vivo in libreria, con scrittori e scrittrici, giornalistə, case editrici, cittadinə e attivistə e qualche sorpresa.


In prima fila accanto a Laterza anche la cantante Tosca, che il 27 maggio farà un concerto di beneficenza per la libreria, perchè non può immaginare di vedere persi anni di attività in cui si è sviluppato un grande valore: la libreria Le Torri, infatti, è stata ed è un vero e proprio presidio culturale, di legalità e di diritti, che ha ospitato più di 300 presentazioni di libri, numerosi laboratori nelle scuole, innumerevoli iniziative per i bambini e attività sociali (capodanno con i senza fissa dimora, San Valentino per single, raccolta di arance per la vitamina C ai senzatetto, di abiti usati e giocattoli per i bambini di famiglie in difficoltà, etc).

Ricordiamo che questa libreria ha avuto il coraggio di non vendere il libro di Giorgia Meloni nell’unico municipio d’Italia guidato dalla destra, con conseguenze sulla limitazione della libertà personale di Laterza, sotto vigilanza circostanziata come misura di sicurezza della Digos, a seguito di minacce.

Cooperazione, solidarietà, cultura come sistema immunitario sono per me moventi personali molto forti che mi hanno fatta innamorare di questa scelta difficile arrivata a 40 anni con un cambio di vita a 360 gradi, e perseverare nonostante difficoltà e ostacoli, come appunto anche oggi. Il sostegno di tante voci, del quartiere ma anche da tutta Italia, mi riempie di fiducia e dice di quante persone sono pronte e disposte a mettersi in gioco per una trasformazione delle nostre comunità“,

dice Laterza, offrendo speranza e opportunità a un quartiere associato da sempre al degrado e alla droga e rappresentando un modello di game-changing da imitare.

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