Con La Canaria, Mara Fortuna ci regala un romanzo intenso che scava con delicatezza attraverso i legami familiari, le ferite, la femminilità. Ambientato nella Napoli degli anni Sessanta, il libro racconta la storia di due sorelle, Ida e Gilda.

“La Canaria”, un’indagine della vita attraverso l’arte

Nonostante così a prima vista possa sembrare un classico romanzo sui legami familiari, La Canaria si distingue per originalità grazie al modo di raccontare i diversi punti di vista. L’insieme di rimpianti, affetti, ma anche rancori è sviscerato partendo dal presente fino al passato delle due sorelle. Il pretesto narrativo — Ida ormai anziana in stato confusionale la cui condizione costringe Gilda a prendersi cura di lei — rievoca un passato fatto di speranze e sogni infranti.

Le due donne, quindi, non sono solamente contrapposte in quanto sorelle, ma come artiste. Infatti, Gilda vorrebbe fare l’attrice, mentre Ida ha un grande talento musicale. Tuttavia, non è cosa facile per i tempi in cui vivono già per una persona in generale, per una donna è anche più difficile. Napoli è lo sfondo storico e protagonista della vicenda, con un excursus che finisce nel boom economico ma attraversa il ventennio fascista. L’arte è la colonna sonora di tutta la vicenda: continui riferimenti a film, registi e ai momenti difficili e decisivi delle due artiste sono un bellissimo estro di cultura. Correda la storia l’utilizzo del dialetto: sono tanti i momenti in cui la lingua napoletana è viva e descriva più di altre la naturalezza e anche la crudezza dei momenti.

Essere donne, essere sorelle

Probabilmente il destino comune delle donne non le unisce solo perché imparentate e artiste, cresciute in uno stesso contesto difficile, bensì le unisce proprio come donne. L’indagine della femminilità è trattata con grande finezza psicologica, senza idealizzare i personaggi ma rendendoli vivi. Si sente la mancanza della Canaria, del napoletano e delle due sorelle quando la lettura si conclude. La scrittura è sobria quando serve ma emotivamente ricca nei momenti salienti. L’atmosfera centrale della vicenda è a metà fra la dimensione soffocante dell’epoca rispetto al talento femminile e la necessità di autodeterminazione che accompagna le giovani donne fino al presente.

La Canaria è un romanzo che mostra l’arte come rifugio e non solo come ambizione, è un libro da leggere perché commuove, fa riflettere e mostra cosa significa essere donne e artiste.

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