L’unico reality da un carcere: intervista con Camilla Costanzo
Il 20 Maggio avrà luogo presso il Teatro Parioli di Roma: "Senza parole" Premio Teatrale Maurizio Costanzo in carcere 2025.

Il 20 Maggio avrà luogo presso il Teatro Parioli di Roma: "Senza parole" Premio Teatrale Maurizio Costanzo in carcere 2025.

Il 20 Maggio un evento molto speciale avrà luogo presso il Teatro Parioli di Roma: Senza Parole Premio Teatrale Maurizio Costanzo in carcere 2025. Con la compagnia teatrale Geniattori. Casa Circondariale Sanquirico di Monza. Ne parliamo con Camilla Costanzo.
La tua è una eredità poderosa: con che scopo agisce l’associazione intitolata a tuo padre?
Dal momento che c’è già Mediaset a mantenere viva la memoria di papà, abbiamo deciso che noi ci occuperemo delle battaglie civili che a lui erano molto care. Abbiamo scelto il carcere perché lui teneva moltissimo ai diritti dei detenuti e, in passato aveva fatto più puntate del Costanzo Show da vari istituti di pena e anche un reality che si chiamava Altrove ed era tutto girato all’interno di un carcere. L’unico reality da un carcere che sia mai stato fatto.
Perché avete scelto le carceri come ambito privilegiato di intervento?
La decisione di occuparci solo di carceri è nata mentre lavoravamo a questo premio. Abbiamo capito che le cose da fare sono tante e che era meglio concentrare le nostre energie su un’unica cosa, piuttosto che disperderle in più ambiti.
Come è strutturato il premio?
Il Dap a settembre ha inviato un bando di concorso in tutti i carceri italiani e diretto alle compagnie teatrali che operano nelle carceri. Hanno aderito circa 26 compagnie che ci hanno inviato dei copioni, di cui molti originali, scritti con i detenuti. La nostra giuria presieduta da Pino Strabioli (ci sono anche il giornalista del Corriere della sera Paolo Conti, la direttrice dell’associazione Ho voglia di teatro fondata da papà, Brunilde di Giovanni e l’attore Valerio Mastandrea) ha scelto uno di questi copioni e la compagnia rappresenterà lo spettacolo il 20 maggio al Teatro Parioli-Costanzo. Riceveranno anche un premio in denaro grazie ai nostri Sponsor che sono Intesa San Paolo, Nuovo Imaie e Fondazione Lottomatica.
Di cosa parla il copione vincitore e come lo avete messo in scena?
Il copione vincitore si chiama Senza Parole ed è stato scritto dai detenuti della casa Circondariale Sanquirico di Monza con la Compagnia teatrale Geniattori il cui direttore è Mauro Sironi. Sono 11 quadri che raccontano la vita nel carcere, dal momento in cui si entra a quello dell’uscita per fine pena. Una voce narrante accompagna i movimenti degli attori. Gli attori si muovono dentro ad una grande cornice di legno costruita da un detenuto della falegnameria. E’ uno spettacolo di grande effetto e impatto emotivo. Devo dire che ci sono arrivati dei copioni davvero ben fatti e, se fosse stato per noi, avremmo fatto vincere tutti, ma dovevamo fare una scelta.
Quali progetti futuri per te e per l’associazione?
Per adesso stiamo già pensando al premio del prossimo anno e poi abbiamo altre idee che però dobbiamo ancora condividere con il Dap. Lo spettacolo lo ha diretto Mauro Sironi con la Compagnia dei Geniattori. Da anni operano nel carcere di Sanquirico e lavorano con i detenuti che decidono di fare teatro come attività. Il teatro è per loro l’occasione per lavorare su se stessi e per imparare anche dei mestieri. Ho ricevuto non molto tempo fa una lettera da un detenuto che raccontava come il teatro in carcere lo avesse salvato. Adesso è fuori, lavora e si è rifatto una vita. Questo per dire che il teatro in carcere funziona moltissimo per la riabilitazione che poi dovrebbe essere l’unico vero scopo di una detenzione. Tra l’altro il teatro Parioli-Costanzo si è impegnato di assumere una figura professionale e siccome tra i detenuti attori di Senza Parole c’è anche qualcuno che sta a fine pena, potrebbe essere proprio qualcuno di loro.
Lo spettacolo non è rivolto a un pubblico specifico, ma a tutti. In sala il 20 maggio avremo un pubblico vario. Ci sono oltre ai rappresentanti del Ministero di Grazia e Giustizia e del Dap, amici storici di papà e un persone comuni interessate al tema. Ci sarebbe piaciuto far fare loro una piccola tournéé all’interno dei teatri di Ho voglia di Teatro, ma ci sono parecchi problemi di permessi, quindi non sappiamo ancora se sarà possibile. In ogni caso se non sarà per quest’anno, proveremo il prossimo. Tra l’altro per la prossima edizione del premio pensavamo di fare un racconto documentario che parta dalle prove dentro al carcere fino alla rappresentazione finale. Speriamo di poterlo realizzare!
