Certe canzoni sono per sempre. Masters of War dei The Roots al Coacchella Valley Music and Art Festival 2007 è, insieme, Star Spangled Banner e Machine Gun di Jimi Hendrix.

Le prime strofe cantate sulla melodia dell’inno della bandiera a stelle e strisce, e l’assolo di batteria di ?uestlove – apparentemente senza direzione, finchè non ne capisci il messaggio, certo che un senso ce l’ha – è come la chitarra/mitragliatrice di Jimi.

Una sequenza, brutale e furiosa, di colpi di cannone, e tutto il resto dell’armamentario. E poi c’è il testo e la musica di qualcuno che a vent’anni scrive come un vecchio Omero.

I signori di Bob, ora il signore della guerra, non vanno mai lasciati in un angolo. Ritornano. Perchè oltre alla tragica attualità, sono il segno di come il male, la malattia, siano parte di noi. Di alcuni di noi. Amen. 

Ma che un solo signore della guerra possa scatenare il Male nel mondo all’alba di una mattina di febbraio, come una persona da sola possa cambiare il corso della Storia, è veramente incredibile. Viviamo in un mondo che non sempre riesce a rimanere in equilibrio sopra la follia. Che Bob Dylan ha saputo cogliere e raccontare. 

Il brano, una lunga jam vocale e strumentale, è da Oscar. Questo sì che è uno schiaffo in faccia. 

Il Coachella 2022 comincia il 15 aprile:

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