A un certo punto della nostra vita di donne qualcosa cambia, gradualmente e inesorabilmente, già a partire dai quarant’anni. I livelli ormonali di estrogeni e progesterone cominciano a calare e portano a una serie di cambiamenti importanti come irregolarità mestruali, vampate di calore e sudorazioni notturne, alterazioni dell’umore, disturbi del sonno, secchezza vaginale, diminuzione della libido, dolori articolari e muscolari, stanchezza fisica e mentale, e quella che gli anglosassoni definiscono brain fog. Questa lista la conoscete senz’altro, perché finalmente si parla diffusamente di menopausa, ma lo si fa ancora in termini quasi sempre negativi che ci spaventano e potrebbero quasi farci desiderare di “morire giovani”.

Menopausa. Imparare a conoscersi

Io sono in menopausa da otto anni e per molti versi non sono mai stata meglio nella mia vita. In particolare sento che il mio modo di ragionare e di rapportarmi con gli eventi è più solido e centrato su quello che voglio davvero. Molte donne condividono questo sentire una volta passata la burrasca della peri-menopausa. Ho imparato finalmente a dire di no senza sentirmi in colpa, pur continuando a dire di sì alla vita e alle sue sorprese e avventure. Non è stato un passaggio facile: sono passata attraverso le fiamme delle vampate continue, del dover ricominciare da capo nelle relazioni e nel lavoro, dell’imparare a conoscere me stessa e ad accettarmi completamente. E questo è solo una parte di quello che può succedere a una donna in questa fase di vita. Una fase che può durare anche quarant’anni quindi cerchiamo di passala bene!

Una nuova dimensione

Contrariamente a quello che la nostra cultura ci fa credere, la menopausa non è necessariamente una fine: non è la fine della sessualità, della gioia di vivere, della bellezza, dell’energia vitale, della fertilità creativa ma è una transizione verso un nuovo modo di essere, un modo che, se gestito al meglio, ci porta al pieno potere personale. Certamente come tutte le transizioni può essere complicata da gestire, ma porta con sé nuova linfa vitale e scoperta di sé. Infatti ora sappiamo che la menopausa più che solo con le ovaie ha a che fare con il cervello e si potrebbe definire quindi una transizione neurologica a tutti gli effetti.

Se ne è occupata negli ultimi anni la neurologa Lisa Mosconi che con la sua equipe ha studiato a fondo il cervello delle donne in perimenopausa, menopausa e post menopausa notando le differenze che sono provocate da questo passaggio, più o meno burrascoso, sul funzionamento dello stesso. (Mosconi L, Berti V, Dyke J, Schelbaum E, Jett S, Loughlin L, Jang G, Rahman A, Hristov H, Pahlajani S, Andrews R, Matthews D, Etingin O, Ganzer C, de Leon M, Isaacson R, Brinton RD. Menopause impacts human brain structure, connectivity, energy metabolism, and amyloid-beta deposition. Sci Rep. 2021 Jun 9;11(1):10867. doi: 10.1038/s41598-021-90084-y. PMID: 34108509; PMCID: PMC8190071.). La Mosconi ha scritto anche un libro, The menopause brain purtroppo ad ora non tradotto in italiano, tutto incentrato sui cambiamenti del cervello femminile in menopausa e su come favorire il meglio da questo cambiamento.

L’aspetto più interessante è che il cervello della donna, nel tempo, passata una prima fase eruttiva e spesso disorientante, si riorganizza e trova una nuova dimensione, che è quello che sento di star sperimentando come molte altre donne in menopausa e oltre.

L’importante è che questo passaggio permetta la creazione di nuove strutture e nuova vita all’interno dei percorsi neurali e per far questo di solito servono: buona nutrizione, movimento integrato nella quotidianità, ritmi originari, relazioni sane, con se stesse e con gli altri, la possibilità di coltivare la propria antifragilità ed esprimere la propria creatività. Poi, più nulla può fermarci e ne riemergiamo complete e pronte a salire ancora di livello.

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