Psicoterapia Mainstream
Piattaforme di psicoterapia online. Quali sono le loro logiche commerciali e le relative conseguenze socioculturali? Il documentario "Spotlight".

Piattaforme di psicoterapia online. Quali sono le loro logiche commerciali e le relative conseguenze socioculturali? Il documentario "Spotlight".

La salute mentale è divenuta un argomento centrale nel dibattito onlife tra vecchie e nuove generazioni. L’attenzione ricade sulla trasformazione di un argomento intimo e personale, in un tema dall’immediato confronto. Un confronto mainstream, difficilmente controllabile e i cui confini con l’intimità, che l’analisi richiede, spesso non sono considerati o peggio sono strumentalizzati. La concentrazione mediatica sull’argomento psicologico ha dato possibilità alle aziende digitali di proporre servizi di psicoterapia.
Interesse di questo articolo è far luce sull’aspetto socio-tecnologico delle piattaforme di psicoterapia.
Come ogni piattaforma, anche quelle che forniscono servizi psicologici online hanno come modello di business la raccolta di dati e informazioni degli utenti, dunque la diffusione di pubblicità per ottenere visibilità. La domanda che pongo ai lettori è la seguente: cosa comporta essere quotidianamente bombardati da contenuti pubblicitari di psicoterapia?
Le pubblicità online, delle piattaforme in oggetto, tendono a far leva sulle emozioni e sulla generale esigenza di essere ascoltati. Creano contenuti mediali empatici diretti al singolo utente, consigliandogli di utilizzare il servizio.

Il rischio maggiore è rendere l’argomento dell’analisi una merce di scambio, che come ogni scambio simbolico porta alla mercificazione dell’oggetto e a una sua semplificazione e superficializzazione. Rendere l’analisi a portata di smartphone comporta il suo diventare oggetto commerciale per le piattaforme. Un prodotto come tanti che circola online e che si può acquistare a prezzi convenienti. La pubblicità è la rappresentazione simbolica di un capitale sociale divenuto oggetto di valore per il flusso economico.
L’aura sacrale viene demolita e sotto mentite spoglie le piattaforme di psicoterapia si presentano come portali accessibili a chiunque, dove trovare lo psicologo che si confà maggiormente al proprio essere, e possibilità di risoluzione dei problemi.
L’obiettivo che traspare da queste campagne pubblicitarie è rendere tutto più semplice. Ma cosa si nasconde dietro tanta semplicità?
La terapia, nel discorso mediatico, tende ad essere rappresentata non più come tema dalla valenza personale e strettamente intima, bensì come argomento mainstream di cui tutti fruiscono, e ne condividono la forma e i pensieri.
La psicoterapia online è divenuta uno dei più importanti prodotti capitalisti del nostro tempo. Rappresenta ciò che siamo: individui che hanno bisogno di aiuto per affrontare la società e quest’ultima fornisce al cittadino, consumatore, i mezzi per affrontarla, mezzi che sono in linea con la logica capitalista contemporanea.
L’invito è a riflettere su questi temi e su queste logiche, per avere una maggiore consapevolezza del sistema mediatico attuale.
Propongo la visione del documentario Spotlight, Tracciamenti – Premio Morrione 13a edizione, che fornisce un punto di vista critico sulla situazione appena descritta. Analizza i metodi di acquisizione delle informazioni dell’utente da parte delle piattaforme e il loro uso per fini commerciali. Inoltre attraverso una serie di interviste a ex utenti di piattaforme di psicoterapia online, il documentario presenta un quadro sociologico preciso, nel quale i pazienti diventano dati indispensabili per l’attività commerciale della piattaforma, deumanizzando così la posizione del paziente.
Tali conseguenze, sono il risultato di una richiesta sempre più ampia da parte dei cittadini di servizi di psicoterapia. Il problema è alla radice, lo Stato non supporta adeguatamente dal punto di vista economico questo servizio medico, di cui ogni cittadino dovrebbe poter usufruire. Dunque le realtà private, come le piattaforme digitali, hanno campo libero nel poter proporre servizi economici e flessibili di psicoterapia, che però si basano su un modello di business che non rientra nelle modalità adeguate di esperimento di servizi psicologici. Ciò potrebbe arrecare un danno personale a ogni paziente, e su vasta scala un indebolimento delle realtà psicoterapiche che vengono lese moralmente da queste piattaforme.
Infine, vorrei precisare che questo articolo non intende essere una critica alla psicoterapia online, di cui molte persone devono servirsi. Bensì vorrebbe accendere un ulteriore luce su quelle logiche potenzialmente dannose che le piattaforme di psicologia online mettono in atto.
La psicoterapia ad oggi dovrebbe essere considerata un diritto di ogni cittadino e per questo lo Stato dovrebbe far si che questo servizio possa essere esperito nei modi più adeguati e con i dovuti controlli.
