Vi siete mai chiesti qual è il vero suono della vostra città? O di uno spazio più piccolo, come la stanza in cui vi trovate, un oggetto all’apparenza inerte, o persino il vostro stesso corpo? Spesso ci affidiamo alla vista, convinti che il regno della percezione visiva sia l’unico modo per esplorare la realtà. Ma se la storia più profonda di un luogo non si potesse vedere, ma solo ascoltare? Cosa spinge un collezionista di immagini a diventare un cacciatore di suoni? Questa è la domanda che sorge spontanea conoscendo la storia di Ludomir Franczak, artista e ricercatore polacco che abbiamo incontrato a Napoli in occasione dell’edizione 2025 di Altofest.

Atlas of Sound Altofest 2025 © Vicky Solli

La sua carriera artistica inizia nella Polonia comunista, collezionando cartoline a colori vivaci, immagini che aprivano finestre su mondi lontani e contrastavano con il grigiore circostante. Ma viaggiando, si è reso conto di un limite invalicabile: l’immagine, per quanto potente, si ferma alla superficie delle cose, alla loro epidermide.

È un documento bellissimo, ma piatto.

Perché il suono è così indissolubilmente legato alla vita?

La risposta, secondo Franczak, è folgorante nella sua semplicità: per avere un’immagine non è indispensabile la vita, ma per un suono sì.

Pensiamoci: i suoni e i paesaggi sonori si producono solo dove c’è esistenza, movimento, vibrazione. Il suono penetra al di sotto della superficie, rivela l’interiorità degli oggetti, la vita pulsante che scorre nelle vene di una città, di un quartiere, di una casa, delle persone e degli oggetti che li abitano.

È una delle esperienze più neglette della nostra realtà, eppure è la più carica di vita.

E se i suoni sono vita, allora che cos’è il silenzio? La sua semplice assenza?

L’artista ci suggerisce che la questione è più complessa. Il suono non si declina sempre ad alto volume; a volte assume toni bassissimi, quasi impercettibili.

Durante la sua residenza a Napoli, si è cimentato nel registrare il silenzio di una città notoriamente rumorosa, trovandolo non in superficie, ma nel profondo, nelle catacombe sotto il Rione Sanità.

Questo ci porta a una riflessione cruciale: il vero silenzio assoluto, in realtà, è impossibile da esperire. Anche in una camera anecoica, il silenzio perfetto è rotto dai suoni del nostro stesso corpo.

Come si può trasformare un archivio di suoni in un’esperienza, in una mappa dell’invisibile?

La risposta è nella sua performance,
“Atlas of Sound”

Il progetto Atlas of Sound si ispira all’antica convinzione di Guglielmo Marconi che ogni suono mai prodotto esista ancora nell’aria, in attesa di un ricevitore abbastanza sensibile da captarlo.

L’atlante di Franczak è una collezione in continua espansione di paesaggi sonori reali, immaginati o intuiti.

Atlas of Sound Altofest 2025 © Vicky Solli

Durante la performance, i suoni di Napoli sono stati ibridati, miscelati, creando un paesaggio nuovo, un’esperienza che ci ha fatto viaggiare nel tempo e nello spazio, ascoltando quasi la crosta terrestre che trattiene le tracce dei nostri antenati.In che modo collezionare suoni equivale a catturare l’anima di un luogo?

Attraverso pratiche come il soundscaping, la creazione e registrazione di paesaggi sonori. I luoghi hanno suoni caratteristici che fanno parte integrante della loro identità sonora.

Atlas of Sound Altofest 2025 © Vicky Solli

Collezionare quei suoni, dalle voci di un mercato al respiro silenzioso di un sotterraneo, è un modo per catturare l’essenza di un posto non attraverso l’obiettivo di una fotocamera, ma attraverso un microfono, creando un archivio di pura vita.Ma allora, cosa può fare un fotografo di fronte a questo mondo invisibile?

È la sfida più grande: fotografare un suono, rappresentare il silenzio. Non significa catturare il vuoto, ma usare la luce per raccontare una forma diversa di esistenza, per usare una superficie visibile e suggerire una profondità che non si può udire. E questo ci lascia con un’ultima domanda: da oggi, come percepirete i luoghi? Vi limiterete a guardarli, o proverete ad ascoltarne il respiro?

Per Approfondire: Protagonisti e Risorse

Questo viaggio nell’universo sonoro è solo l’inizio. Per chi volesse esplorare ulteriormente il lavoro dell’artista e il contesto in cui si è svolta la sua ricerca, ecco alcuni punti di riferimento essenziali.

L’artista: Ludomir Franczak

Residente a Lublino (Polonia), Ludomir Franczak è un artista e ricercatore anti-disciplinare attivo nel campo delle arti visive, della performance e del teatro. Le sue opere sono presentate in teatri, gallerie, spazi pubblici e festival internazionali. Collabora con musicisti (tra cui Marcin Dymiter, Robert Curgenven), artisti visivi (Magdalena Franczak, Sebastian Buczek) e teatri (Schaubude/Berlino, Cross Attic/Praga). È membro del collettivo che ha creato la mostra polacca alla Quadriennale di Praga 2023. Il suo focus principale si concentra sui temi della memoria, dell’identità e dell’attivismo ecologico. Attraverso azioni intermediali, crea progetti complessi che utilizzano arti visive e sonore, storia o letteratura. È autore di diverse pubblicazioni artistiche, lavori audio ed è attivo anche come curatore ed esperto culturale.

Il Contesto: Altofest 2025

La residenza di Ludomir Franczak a Napoli si è svolta in occasione di Altofest, il festival internazionale di arti performative diretto da Teatr In Gestazione. La particolarità di Altofest è quella di portare gli artisti a creare le loro opere all’interno di spazi privati, donati dai cittadini. Questo crea un legame unico tra artista, opera, abitanti e tessuto urbano, trasformando la città in un palcoscenico diffuso e la comunità in un interlocutore attivo.

Sito Ufficiale dell’Artista: Per esplorare il portfolio completo di Ludomir Franczak, visita (https://lfranczak.pl)

Profilo Instagram: Per seguire il suo lavoro e i suoi spostamenti, il suo profilo è [@ludomirf](https://instagram.com/ludomirf)

Altofest – Programma Artisti 2025: Per scoprire di più sulla sua partecipazione e sugli altri artisti del festival, consulta la pagina ufficiale di Teatri In Gestazione

Condividi: