“La cosa più bella della vita è quando hai al tuo fianco il compagno giusto con cui condividere tutto”.

Con queste dolci parole, Ralf Schumacher, fratello di Michael, fa coming out sui social.

Ralf, fratello di Michael Schumacher, si è preso la sua rivincita. Dopo essere stato il fanalino di coda del 7 volte campione del mondo, che dal 2013 versa in condizioni di salute conosciute solo ai familiari, è riuscito finalmente ad emergere.

Ralf Schumacher e il compagno Etienne

La notizia è stata annunciata con una foto pubblicata dall’ex pilota di Formula Uno sul suo profilo Instagram. Nello scatto, Ralf abbraccia il suo compagno francese, Etienne, mentre guardano insieme il tramonto sul mare. Ralf in passato ha avuto una relazione con la modella e conduttrice televisiva Cora Brinkmann, con la quale ha avuto un figlio nel 2002, David, anche lui appassionato di motori come il padre e lo zio Michael.

Tra gli innumerevoli messaggi di supporto ricevuti, spicca proprio quello di David, 22 anni, anche lui pilota come il papà.

Sono molto felice che tu abbia finalmente trovato qualcuno con cui ti senti davvero a tuo agio e sicuro, non importa che tu sia uomo o donna, io ti appoggio al 100% papà e ti auguro il meglio e congratulazioni.🍀😇”

Ralf, che ha 49 anni, non è il primo pilota a fare coming out nella storia della Formula Uno. Il primo è stato Mike Beuttler. Classe 1940, Beuttler corse in F1 tra il 1971 e il 1973 scontrandosi con campioni del calibro di Niki Lauda. Sebbene non abbia mai fatto un annuncio pubblicamente a riguardo, l’omosessualità di Beuttler era nota a tutti. La scelta di tenere la sua vita privata fuori dai riflettori gli consentì di continuare la sua carriera nell’Olimpo del motorsport.

Negli anni ’70, infatti, l’omosessualità era ancora un tabù per molti. Basti pensare che nel Regno Unito solo nel 1967, con il Sexual Offences Act, l’omosessualità divenne legale. Il fatto di rendere pubblico il suo orientamento sessuale avrebbe quindi messo fine alla sua professione, conclusasi definitivamente nel 1973 a causa della crisi petrolifera scoppiata quell’anno che costrinse gli sponsor a tagliare i fondi a molti piloti.

Scomparso nel 1988 all’età di 48 anni, Mike Beuttler rimane ancora oggi una figura di spicco per la comunità LGBTQ+. Abbattendo le barriere del pregiudizio, Beuttler è riuscito a difendere la sua identità nonostante gli ostacoli imposti dalla società e dallo sport per cui viveva.

Il mondo della Formula 1 e i diritti LGBTQ+

Fortunatamente negli ultimi anni le cose sono cambiate. Grazie ad alcuni piloti come Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, rispettivamente 4 volte e 7 volte campione del mondo, sempre più persone all’interno del mondo automobilistico hanno preso delle posizioni sull’argomento e sulla necessità di riconoscere i diritti della comunità LGBTQ+. Emblematico è stato il gesto di Sebastian Vettel che nel 2021, in occasione del Gran Premio di Ungheria, indossò una maglia arcobaleno con su scritto Same Love, che gli costò un’investigazione da parte della FIA per non aver rispettato le procedure pre-gara.

Vettel, che alla notizia esordì con

“Allora squalificatemi, ne sono ben felice”,

spiegò poi il motivo del suo gesto che andava contro la nuova legge approvata dal governo ungherese che limitava la condivisione con i minori di qualsiasi contenuto che promuovesse messaggi LGBTQ+. Secondo il pilota tedesco, 4 volte campione del mondo,

è imbarazzante […] Non capisco perché non lascino la gente libera di fare quello che sente e che vuole”.

Tornando a Ralf Schumacher, dopo 11 stagioni in Formula Uno, 182 gp, 6 vittorie, 27 podi e 6 pole position disputati con le scuderie Jordan, Williams e Toyota, ha deciso di abbandonare il mondo delle corse. Lontano ormai dai circuiti dove correva con suo fratello Michael, Ralf ora vive in Slovenia dove dedica le giornate ad un’altra sua passione, la viticoltura, condivisa con il suo partner Etienne.

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