Se non posso godere, non è la mia rivoluzione, recita il claim. Sì, occhei, ma che cosa significa porno etico e indipendente? In che cosa, esattamente, si impegna la Uniporn (il naming richiama il fantastico e ambiguo mondo degli unicorni, se non fosse chiaro) al riguardo di erotismo e pornografia?

Prima di tutto vengono tutelati i professionisti che lavorano per Uniporn: “Dietro Uniporn.TV ci sono corpi di persone convinte che la pornografia sia uno spazio di divertimento. Ogni contenuto – assicurano gli inventori – viene selezionato sulla base di un’autocertificazione di eticità sottoscritta dal/dalla regista o produttrice/ore. Distribuiamo solamente ciò che è stato girato dentro una cornice imprescindibile di consenso e sicurezza”. Dunque niente filmati amatoriali o DIY (fai da te), visto che non può essere garantita la cornice di sicurezza e consenso. Ed eccoci al secondo punto, il consenso, altra variabile imprescindibile per poter appartenere a questa comunità.

“Per noi la pornografia non è solo uno strumento di piacere, ma anche un mezzo fondamentale per costruire una cultura del consenso. Per farlo, è necessario che racconti diversi punti di vista e che le norme classiche della cinematografia, dalle riprese ai plot stessi, vengano rivoluzionate. Affinché ogni narrazione del desiderio possa avere spazio, primo passo è garantire il legittimo riconoscimento economico e professionale alle persone che lavorano in questo settore. Crediamo che il desiderio e il piacere abbiano forme incontenibili e appartengano a tutti i corpi”. Ed ecco perchè il catalogo di questa piattaforma ospita solamente film in cui le persone che hanno lavorato alla produzione e alla post produzione lo abbiano fatto in condizioni di sicurezza, con assoluta consensualità e dietro un giusto riconoscimento economico.

Non finisce qui. Uniporn nel suo manifesto etico, esplicita: “Non accettiamo nella nostra piattaforma alcuna forma di discriminazione su base razziale, economica, di genere e sesso, abilità fisica, età, credo politico o religioso. Per noi il piacere è di tutti, e può avere infinite forme”. Un sito impegnato, come ReWriters, a riscrivere l’immaginario: “Siamo attivist* e professionist* del mondo della produzione e della distribuzione culturale indipendente, impegnat* nella costruzione di un immaginario di libertà che possa trasformare il presente“.

Ovviamente i contenuti sono interattivi, e per questo c’è anche un blog, dove connettere in peer to peer utenti e autori e creare un forum di discussione sul tema del desiderio: “Con la pornografia e l’erotismo riusciamo ad attraversare tantissime sfere, una e sicuramente la più immediata, è quella dell’intimità. Per godere ognuno di noi ha la sua storia, anzi, le sue storie, le sue parole, i suoi odori, i suoi gesti e immaginari. Ce ne sono davvero infiniti e nessuno è migliore, più importante, o più ‘giusto’ degli altri. Non solo, ma nessuno di noi ha un solo immaginario erotico, a seconda del contesto ci appelliamo a questa o a quella fantasia”.

Il catalogo infatti si basa proprio sulla varietà, varietà di punti di vista, ricordando, forse, come recita il manifesto ReWriters, che “un punto di vista è solo la vista da un punto”. Varietà significa nessuna pratica censurata, nessun immaginario precluso, nessun corpo oscurato. Ogni soggettività avrà il suo spazio, ogni linguaggio sarà celebrato: “Questa per noi è la prima questione che riguarda la costruzione di una pornografia che possa essere definita etica”.

Infine, l’accessibilità. Essere inclusivi significa anche atti pratici, ad esempio contenere i costi. Ed ecco la creatività del modello di business, impegnato (eticamente) a equilibrarsi tra mantenere basso il prezzo dei video garantendo allo stesso tempo un riconoscimento equo alla professionalità delle persone che hanno lavorato alla sua realizzazione. Per accedere bisogna sottoscrivere una quota minima che permette di sostenere il lavoro delle persone che vi hanno investito la propria professionalità.

Al momento ci sono cinque film già a disposizione sulla nuova piattaforma di video porno arrivata in Italia. Ma occhio: Uniporn non chiede alcuna esclusiva di distribuzione, e l’autore/autrice è libero di distribuire come vuole la propria opera. Questo significa, in poche parole, sostenere le produzioni indipendenti. Fatevi un giro qui e buon godimento!