Immaginate: avete sconfitto un cancro, avete lottato, ed ora finalmente volete voltare pagina e ricominciare a vivere. Perciò magari volete comprare una casa ed andate in banca a fare richiesta di un mutuo. Ma con vostro enorme sgomento la banca non ve lo concede perché ha fatto delle indagini sulla vostra storia clinica ed ha scoperto del vostro cancro. Ed il motivo per cui non ve lo ha concesso è proprio il cancro, perché siete considerate persone “non affidabili”: non potete esser garanti di voi stessi.

Tirate un sospiro di sollievo perché da oggi non dovete più preoccuparvi di questo: la Camera ha detto sì all’oblio oncologico, con 281 voti a favore e nessun contrario. Finalmente è stata approvata la legge che garantisce a tutte quelle persone guarite da un tumore che la loro storia clinica non vada ad influenzare alcuni aspetti della loro vita futura. Da oggi si ha il diritto all’oblio oncologico. L’Italia si allinea ad altri paesi dell’UE che hanno già approvato questa legge (come Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Portogallo).

Qual è il significato di oblio oncologico? Per usare uno slogan, potremmo dire “Io non sono il mio tumore”. Per usare più parole, è il diritto dell’ex malato di non fornire informazioni sulla propria storia clinica né di essere oggetto di un’indagine a causa della pregressa malattia.

Tutto questo per non subire discriminazioni rispetto a chi non ha/ non ha mai avuto un tumore.

Una persona ha diritto all’oblio oncologico in diversi ambiti: bancario, finanziario, assicurativo, lavorativo, in caso di adozione o di affidamento di un minore. La legge dice che in tutti questi ambiti un individuo non può essere oggetto di indagini se sono trascorsi 10 anni dalla fine delle cure, in assenza di recidive e di ricadute. Il periodo si dimezza se la patologia è insorta prima del compimento dei 21 anni.

Condividi: