What’s new… ha ha? Che c’è di nuovo?
Aspetto comunicati stampa che grondino novità e brio. Insomma qualcosa di nuovo. Oggi la "call to action" sono direttamente io!

Aspetto comunicati stampa che grondino novità e brio. Insomma qualcosa di nuovo. Oggi la "call to action" sono direttamente io!

Pochi momenti come Ferragosto possono aiutare i volenterosi superstiti del pensiero a porsi ancora qualche domanda sensata e, probabilmente, io non sono tra questi. Eppure nel compassionevole per quanto duro a mollare, calo di tensione fisiologico, che per la media dei connazionali si è ormai ridotto al misero intervallo di una decina di giorni tra la chiusura incalzante di questioni di ogni tipo e il suo affannoso e sgomento riprendere, un battito di ciglia forse, mentre tra una buca e l’altra cercavo il nuovo pezzo conclusivo di stagione, ho pensato che forse questa poteva essere un’ottima occasione per una riflessione e un appello, ad essa conseguente.
In questi cinque anni di felice collaborazione con Rewriters ho cercato attentamente di evitare il fenomeno della ripetizione; dunque alternando protagonisti, figure professionali, generi, declinazioni, luoghi, nomi, cose, fiori, città, animali, processo che diventa ogni giorno più complesso e delicato perché chi fa in teatro in Italia in modo anche professionale, serio e convincente, si conta sulle dita di una mano.
Escluse le divinità olimpiche che parlano solo con Vogue e nemmeno ti rispondono al messaggio forti dello sdegno permanente, cifra indelebile di successo e professionalità ai poveri occhi del nostro abbacchiato panorama artistico ed interiore, escluse le situazioni già presentate, anche con entusiasmo, gli amatoriali che seppure con rispetto riguardano altre narrazioni, le fiere di paese, Roma dove ti affitti una sala e inviti nonna per essere felice (senza giudizio, l’ho fatto anche io e con soddisfazione, ma tant’è) la serietà drasticamente Woke di Milano che almeno organizza produzioni ma, nella sua elegante, insistita originalità rischia di diventare banale pure lei, le nicchie sacre di Genova, Torino, Trieste, mi chiedevo come sarebbe bello presentare idee, testi, spettacoli, atmosfere, festival, autori, attori, registi, coreografi, che abbiano un sapore fortemente nuovo.
Quale ingrediente ineffabile crea quel sapore tra milioni di altri? Cosa lo fa riconoscere e ascendere, ove possibile?
Intendo proprio stupefacente, inedito, sorprendente, classici riletti senza alcun retrogusto di muffa, storie che riflettano il presente attraverso uno stile personale ma di quelli che, inopinatamente, ti costringono a rileggere il presente, fosse anche in suo angolo banale, ma almeno poco visto.
Rapporti raccontati senza luoghi comuni, anzi. Un uso del linguaggio che osi trascendere la soap opera imperante, rischiando coraggiosamente il contatto con l’autentico emozionale, il dolore, l’irriverenza, mettendo il dito nelle ferite non indifferenti del nostro tempo e dei nostri cuori ammaccati con una serietà diversa dall’abitudine, anche quella che è partita corrosiva e oggi già ci annoia.
Un umorismo che ha studiato anche in Francia, in Inghilterra.
Quella tensione che non decodifichi ma ti incolla, come fa solo la Vita quando ti lascia senza fiato, o quantomeno sa spiazzarti. La capacità di dissacrare, anche senza farsi notare troppo. Cose così, che personalmente non ho nemmeno l’autorevolezza di discernere se non da spettatore instancabile e curioso ma che quando incontri sa Perché il Teatro resta il terreno potenzialmente più libero e vivo che abbiamo ancora da tracciare.
Le epoche di decadenza sono note per riscrivere, più che per creare, e questo spazio ha anche questo compito. A Pasqua non ho mai tanto tempo per fare le pulizie, l’Estate sì, e togliere la polvere dal velluto rende tutto più leggero.
Ovviamente il limite è mio che abito una pozzanghera e non sempre so raggiungere disconfort zones, anche appetibili. Apriamo le finestre, cambiamo l’aria, anche se umida resta pur sempre Estate!
Aspetto comunicati stampa che grondino novità e brio, indicando chiaramente cosa rende proprio quel progetto degno di attenzione, a vostro parere sempre, che tutto resta meravigliosamente soggettivo e oggi la call to action sono direttamente io! (roberta.calandra@gmail.com).
