Il bianco in un albo illustrato ha una forza particolare o almeno, diciamo così, ha un ruolo particolare che sta tra il significato e il significante della storia. Durante i corsi sugli albi lo dico sempre: “occhio al bianco! Se c’è ci sarà un motivo e bisogna porsi una domanda”.

La tradizione e l’uso del bianco nell’albo e lunga e rimanda ai maestri sacri dell’albo, Crockett Johnson e la mitica serie di Harold e la matita viola in primis.

Quello che vi suggerisco oggi è un albo che con il bianco gioca, un bianco che non è solo colore ma anche metonimia e modo di dire.

Il libro che vi propongo oggi si intitola Lo spazio libero, è scritto da Federica Ortolan e illustrato da Giulia Pastorino ed è edito da Clichy.

Lo spazio libero, testo e immagine

Il bianco, come vedete, lo trovate sin dal titolo e sin dal titolo potete intuire che il gioco che il libro va a fare si colloca tra il testo e l’immagine, tra il modo di dire, lo spazio fisico e lo spazio mentale, fantastico.

Nella storia che ci raccontano le autrici lo spazio bianco è uno spazio libero in cui può accadere di tutto e “di tutto” vuol dire sia cosa belle che brutte, sia paurose che amene, Chi ci può stare nello spazio libero? Verrebbe da dire chiunque: chiunque può costruirsi e stare in uno spazio libero, almeno mentale, immaginifico, quanto poi alla consapevolezza di poterlo e saperlo fare questo è da valutare. I due protagonisti della nostra storia giocano proprio su questo: discutono su cosa sia e chi ci stia dentro allo spazio libero ed anche, attenzione, di chi sia questo spazio libero. Può avere un proprietario? Può essere condiviso? Può essere controllato?

Le domande che uno spazio libero pone sono tantissime, se vogliamo alzare il livello interpretativo e pensare a qualcosa che per traslato esca dal libro e ci porti oltre potremmo domandarci cosa sia la libertà, come e chi la possa esercitare. Insomma, come capite possiamo andare lontano a partire da una lettura apparentemente semplice.

La forma parte integrante del contenuto

Le illustrazioni di Giulia Pastorino interpretano benissimo il testo dando allo spazio libero sostanza visiva e rendendo di fatto Lo spazio libero un albo meta narrativo in cui la forma diventa parte integrante del contenuto.

Per voi qual’è uno spazio libero?

Coincide con uno spazio bianco da riempire con quello che sapete immaginare?

Non mi resta che augurarvi buona lettura e buona permanenza nello spazio libero della vostra anima.

Condividi: