Fino al 20 Dicembre 2025 alla Collezione Paolo VI di Concesio in provincia di Brescia, saranno visibili le due esposizioni che inaugurano la Stagione Espositiva 2025/2026 e collegano sapientemente l’Arte Contemporanea, la Spiritualità e la Storia:

– Passaggi. Premio Paolo VI per l’arte contemporanea.

– Iniziare dalla fine. Paolo VI e la chiusura del Concilio Vaticano II.

Passaggi è la collettiva delle sei opere finaliste alla Quinta Edizione del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea; Iniziare dalla fine è una toccante ed emozionante testimonianza costituita da una serie di fotografie, a colori e in bianco e nero, video e audio, sul ruolo assunto da Papa Paolo VI nel Concilio Vaticano II.

Gli spazi espositivi, attigui ma indipendenti, accolgono nell’edificio sede della Collezione d’Arte Contemporanea dedicata a Papa Paolo VI due esposizioni autonome, in relazione tra loro, per approfondire il pensiero su alcune importanti domande relative all’esistenza. Differenti modalità creative si collegano ai documenti e alla fotografia documentaria presentati come testimonianza straordinaria dell’uomo che ha ereditato da Papa Giovanni XXIII la guida del Concilio Vaticano II. Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini (Concesio, Brescia, Lombardia, Italia, 26 Settembre 1897 – Castel Gandolfo, Roma, Lazio, Italia, 6 Agosto 1978) divenne pontefice con il nome di Paolo VI nel 1963.

Le espozioni – La Raccolta

La volontà di costituire una Raccolta di opere d’arte, è la preziosa conferma del rapporto di sincera amicizia e stima che Papa Paolo VI ebbe per tutta la vita con gli artisti del suo tempo. Il Museo conserva oltre 7.000 lavori tra dipinti, disegni, stampe, sculture e medaglie, di molti tra i protagonisti del panorama artistico nazionale ed internazionale del 1900, di cui circa 270 sono esposti al pubblico a rotazione. Tra i grandi autori si annoverano: Kengiro Azuma, Felice Casorati, Marc Chagall, Salvador Dalí, Giorgio de Chirico, Giorgio Fontana, Jean Guitton, Hans Hartung, David Hockney,Henri Matisse, René Magritte, Giacomo Manzù, Giorgio Morandi, Pablo Picasso, Arnaldo Pomodoro, Georges Rouault, Gino Severini, Mario Sironi, Emilio Vedova, Oskar Kokoschka.

Lo spazio espositivo si sviluppa su due piani per un totale di circa mille metri quadrati di superficie. Nel Primo Piano un itinerario principale di visita presenta sezioni dedicate specificatamente alle grafiche e alle medaglie; nel Secondo sono ospitate le mostre temporanee. Un ampio spazio è dedicato ai laboratori didattici.

Dott. Giuliano Zanchi – Direttore Collezione Paolo VI – Arte Contemporanea

Passaggi. Premio Paolo VI per l’arte contemporanea

Il Premio, promosso dall’ente gestore della Collezione l’Associazione Arte e Spiritualità, è giunto quest’anno alla sua Quinta Edizione confermandosi un osservatorio attento e privilegiato per l’opportunità di poter selezionare forme d’arte sviluppate nella direzione di una ricerca sul senso dell’esistere e sulla dimensione spirituale dell’umanità contemporanea. Passaggi presenta le opere finaliste di: Vanshika Agrawal, Alessandra Calò, Duo ES (Nicola Evangelisti e Silvia Serenari), Concetta Modica, Kanaco Takahashi, Zhiyu Liu.

A conclusione dell’esposizione, il 20 Dicembre 2025, la Giuria del Premio proclamerà la vincitrice, il vincitore o i vincitori, offrendo loro lo spazio per allestire una mostra personale nel corso del 2026.

Le autrici e gli autori diversi per provenienza, tecnica e poetica, condividono una sensibilità profonda per temi relativi alla trasformazione, al limite, al trascendimento. Le opere di Pittura, Fotografia, Installazione e Multimedialità si presentano come luoghi da cui è possibile comprendere che la ricerca si rivolga inizialmente verso l’interno, come scrittura attinta dai vissuti della propria vita, per poi disporsi ad accogliere il vissuto dell’altra/dell’altro con un’apertura verso l’esterno nella prospettiva di uno scavo continuo. L’aspirazione è sempre quella di poter giungere a soluzioni migliori nutrite dal silenzio con cui scrutare meglio dentro sé stessi e interrogarsi sull’importanza di possedere una coscienza, un’umiltà e un vivere il reale staccati dall’ordinario.

Iniziare dalla fine. Paolo VI e la chiusura del Concilio Vaticano IICollezione Paolo VI – Arte Contemporanea

Iniziare dalla fine. Paolo VI e la Chiusura del Concilio Vaticano II

Si tratta dell’esposizione di una documentazione costituita da fotografie e materiale audiovisivo originale, dedicato alla memoria del Concilio Vaticano II e al ruolo cruciale assunto da Papa Paolo VI nel concludere l’impresa conciliare iniziata da Papa Giovanni XXIII. Le immagini fotografiche e le registrazioni audio-video in un tempo in cui non esistevano le tecnologie di cui oggi disponiamo, rappresentano le uniche e bellissime testimonianze di un momento altamente significativo per la storia della Chiesa: la chiusura del Concilio, l’8 Dicembre 1965, dopo quattro anni di lavoro. Un Concilio che non solo ha permesso alla Chiesa di riflettere sul proprio mistero e sulle sue strutture, ma l’ha riunita nella propria intima coscienza spirituale affinché ritrovasse «in sé stessa vivente ed operante nello Spirito santo, la parola di Cristo,…». (Papa Paolo VI – 7 Dicembre 1965 – Discorso conclusivo del Concilio. Tratto dall’opuscolo dell’esposizione.)

Iniziare dalla fine. Paolo VI e la chiusura del Concilio Vaticano IICollezione Paolo VI – Arte Contemporanea

Nel testo critico che accompagna la mostra, il Direttore della Collezione Paolo VI Giuliano Zanchi afferma: «La chiusura del Concilio resta materia per lo più fotografica, quasi da album di famiglia e tuttalpiù acustica, legata alla registrazione di discorsi, omelie, prolusioni, che confrontate con quelle di oggi, hanno qualcosa di straniante come una formalità che viene da altri tempi. […] il sommesso messaggio di forme comunicative come fotografie e registrazioni, che adesso ci sembrano polvere di suggestione, salvo quell’aura che viene dal passato. Una commozione che sorge spontanea quando ci troviamo di fronte alle tracce delle cose che sono state».

Le Autrici, gli Autori, le Opere

Vanshika Agrawal

Ph. Davide Sebastian – Vanshika Agrawal, Fiamme con le ali, 2025, gesso, fuliggine e vernice – Passaggi. Premio Paolo VI per l’arte contemporanea

Vanshika Agrawal, artista indiana che lavora a Roma, attinge dalla tradizione di raccolta della fuliggine dalle lampade a olio, ancora praticata in varie regioni dell’Asia, per sperimentare l’estrazione dei pigmenti tramite sedimentazione. Sulla superficie di gesso di forme circolari, i depositi di una fiamma ardente aderiscono sotto forma di carbonio creando una serie di strati per evocare la morfosi dei processi naturali e ponendo attenzione alla bellezza della casualità nel processo creativo. L’insieme degli elementi dell’installazione riproduce una struttura somigliante a quella dei funghi della staffa, o funghi a mensola, che crescono su tronchi e rami degli alberi con forme rigide e stratificate simili a staffe o a mensole.

Ph. Giovanni De Angelis – Vanshika Agrawal

Vanshika Agrawal (1999) si forma presso la Banasthali University nel Rajasthan (India) e la Bachelor of Fashion and Lifestyle Accessory Design a Kangra (India), conseguendo poi il Master of Fine Arts in Painting alla Rome University of Fine Arts nel 2023. Negli anni partecipa a numerosi workshop ed esposizioni temporanee in Italia e all’estero tra cui Indoor (Lucca Biennale Cartasia, Lucca, 2022), Luci nel Buio (Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze, 2023) e Feet of Clay, Performance, (American Academy in Rome, 2024).

Alessandra Calò

Alessandra Calò, The Garden’s Tale, 2023, fine art su carta di cotone – Passaggi. Premio Paolo VI per l’arte contemporaneahttps://www.collezionepaolovi.it/

La Fotografia è scrittura attraverso la luce, la condizione migliore per documentare qualsiasi cosa in modo fedele fissandola in quell’istante e per sempre. Alessandra Calò ritiene che questa condizione dell’immagine fotografica renda vana una parte del processo artistico: quella della trasformazione, perché in realtà l’immagine di un istante fissata per l’eternità, automaticamente la escluderebbe dallo scorrere del tempo isolandola e non permettendo che continui ad appartenere alla continuità temporale. Questo è il motivo per cui, durante la progettazione di The Garden’s Tal, l’artista si è interrogata su quale potesse essere un’altra via per superare questo limite e “mettere in crisi” la visione dello spettatore costringendolo a creare una propria immagine, una personale verità sulle cose. A. Calò afferma di aver potuto trovare una risposta alla sua domanda nell’analisi dell’oscurità, che offre a chi osserva l’opportunità d’interrogarsi sulle storie nascoste nelle infinite espressioni delle immagini. L’immaginazione completerà la documentazione visiva perché la sottrazione della luce stimolerà inevitabilmente lo sforzo sensoriale di apertura verso percorsi interiori, in cui l’oscuro non si assocerà automaticamente al male, alla paura, all’ignoto, ma potrà determinare alla riflessione come fase necessaria della vita, funzionale all’introspezione e alla trasformazione.

Alessandra Calò

Alessandra Calò (1977) è un’artista e fotografa italiana le cui opere sono esposte in prestigiosi Istituti italiani di cultura, mostre e festival internazionali tra cui: Circulation(s)Festival, Voies Off Arles, Photaumnales, Approche Paris (Francia), Les Rencontres de la photo en Gaspésie (Canada), Ras Al Khaimah Fine Art Festival (Emirati Arabi), ArtStays (Slovenia), MoMA, Met Museum (New York). Nel 2016 è vincitrice del Combat Prize con il progetto Secret Garden; nel 2018 il suo progetto Kochan vince il Premio Tribew a Parigi; nel 2017 riceve la menzione d’onore all’ IPA International Photographic Award. È tra le artiste invitate in residenza per il Ministero della Creatività Contemporanea (progetto Strategia Fotografia 2023, Museo della Tonnara di Favignana).

Duo ES, Evangelisti – Serenari 

Duo ES, Evangelisti – Serenari, Quantum R-Evolution, 2024, mattonella in fotoceramica – Passaggi. Premio Paolo VI per l’arte contemporaneahttps://www.collezionepaolovi.it/

Il Duo ES, composto da Nicola Evangelisti e Silvia Serenari, lavora sull’esplorazione della relazione tra spazio e tempo – materia e percezione, per creare nuove armonie sviluppate dall’incontro tra opposti. L’unione di tecnologia digitale, matematica e scienza per le esplorazioni del visibile, dimostrano come nella geometria si manifesti il sacro. Il loro sguardo si riconnette all’intima energia che muove gli elementi della natura, all’osservazione della loro mutazione e trasformazione in una ricerca continua delle leggi che governano le relazioni tra microcosmo e macrocosmo. Una testimonianza della corrispondenza infinita tra le parti e il tutto nell’universo. L’opera si compone di una tela dipinta con vernice fluorescente (Quantum Simmetry), un video realizzato in collaborazione con il co-autore stesso dell’installazione, il compositore Nicola Evangelisti (Exitus Reditus) e una mattonella in fotoceramica (Quantum R-Evolution).

Duo ES, Nicola Evangelisti – Silvia Serenari 

Il Duo ES, formato da Nicola Evangelisti (1972) e Silvia Serenari (1974), noto per una ricerca nel campo della videoarte e dell’arte digitale, esplora temi legati alla simbologia delle antiche religioni, alla scienza e a una visione trascendentale dell’esistenza. Costituito nel 2024 il duo ha in attivo diverse mostre e pubblicazioni in riviste d’ arte (Koverart #1, Open Doors Rewiev). Quantum R-Evolution, BBS-Pro Prato, Quantum flower, Campogrande Concept, Palazzo Pepoli Campogrande, Bologna, Il cerchio, mostra collettiva, Red Lab gallery, Milano, Architectural R-Evolution, BBS-Pro Firenze, “EXITUS-REDITUS“ ex chiesa di San Mattia, Bologna, Premio Combat, villa Mimbelli, Livorno. Il duo si avvale della fondamentale collaborazione con il compositore omonimo Nicola Evangelisti, che ha creato le musiche delle opere di videoarte.

Concetta Modica

Concetta Modica, Il viaggio di un sepalo per diventare stella. Ritratto di una notte: La notte di Santa Lucia, Venezia 11 luglio 1860, 2022, neoprene, corde, fusioni in bronzo, foglia oro zecchino, gesso, ceramica, pietra di Modica, travertino – Passaggi. Premio Paolo VI per l’arte contemporaneahttps://www.collezionepaolovi.it/

L’opera di Concetta Modica, parte del progetto Il viaggio di un sepalo di pomodoro per diventare stella, è il racconto di notti particolari in cui sepali (in botanica ciascuna delle parti che costituiscono il calice dei fiori) di pomodori, si mettono in viaggio per divenire stelle. I viaggi si verificano nelle notti caratterizzate da un cambiamento di senso, non importa se grande o piccolo, l’importante è che sia stato significativo: metafora di un cammino iniziatico alla ricerca di senso attraverso la trasformazione. La vita delle sante e delle mistiche è collegata ad avvenimenti travolgenti che le portano a trasformazioni interiori profonde e ad una dedizione totale alla spiritualità. Il riferimento specifico è alla collocazione delle spoglie mortali di Santa Lucia nella Chiesa di San Geremia a Venezia l’11 luglio 1863, dopo un lungo viaggio dall’Oriente. L’evocazione di una vela rappresenta il suo approdo dal mare.

Concetta Modica

Concetta Modica (1969) lavora sul presente e i suoi paradossi, in particolare sul concetto di epico e sacro contemporaneo. Tra le sue personali: ex-coperta a cura di G. Di Pietrantonio e A. Rabottini (GAMeC di Bergamo, 2004), Life is Everything a cura di F. Lucifora (Das weiss haus, Vienna 2014), Epico/Fragile a cura di A. Polizzi (Galleria Francesco Pantaleone, Palermo, 2017). Ha partecipato a un evento parallelo di Manifesta 12 e uno di Manifesta 7, a mostre in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. Il suo progetto la Notte di Sant’Anna è vincitore del PAC2021, Premio di Arte Contemporanea indetto dal Ministero della Cultura.

Kanaco Takahashi 

Kanaco Takahashi, Nella nebbia #1Voci alla Finestra. Lo Spazio Liminale tra Memoria e Oblio, 2022 – 2025, matita, inchiostro su mixed media, carta giapponese – Passaggi. Premio Paolo VI per l’arte contemporaneahttps://www.collezionepaolovi.it/

Il lavoro dell’artista giapponese Kanaco Takahashi si configura come uno spazio liminale tra memoria e oblio, un vuoto carico di presenza dove il tempo, lo spazio e l’interiorità si incontrano e si sovrappongono. Una riflessione sul presente come momento delicato e fragile, sospeso tra ciò che ricordiamo e quello che lentamente viene dimenticato per sempre. La sua creazione sviluppa la personale idea di soglia come luogo intermedio, attraverso il motivo della finestra come simbolo universale. La composizione presenta più opere ottenute dalla lieve cancellazione del segno della matita per far emergere la luce: luminosità ottenuta da un Bianco che emerge per sottrazione come vuoto che si fa presenza. Le finestre interrogano chi osserva sulla posizione in cui ritiene di trovarsi, come se ponessero la domanda: State guardando attraverso la finestra dall’interno o dall’esterno? 21 Riflessioni (Makimono in lingua giapponese) si costituisce di 21 testi in italiano e in giapponese, e 21 aperture ad arco immerse nella penombra. Tutto è disposto sulla superficie di un rotolo di carta giapponese, e accompagnato da una traccia sonora; un progetto nato da un episodio personale. Da 21 Riflessioni nascono altre opere dedicate alle finestre che esistono come lavori indipendenti ma allo stesso tempo sono profondamente connessi e coinvolgono in un’esperienza unitaria di relazioni tra spazi sospesi, presenza e assenza, pieni e vuoti, per evocare la percezione del “tra”, dell’intervallo, del tempo sospeso. Nel gesto di Kanaco Takahashi affiorano i confini sottili tra nascita e morte, presenza e assenza, parola e immagine, silenzio e suono, creando una continuità di movimento: l’apertura di nuove finestre di comprensione e introspezione.

Kanaco Takahashi

Kanaco Takahashi (1983), artista giapponese,  si è laureata nel 2006 presso la Joshibi University of Art and Design a Tokyo. Dopo aver studiato pittura all’Académie de Port-Royal a Parigi l’artista ha viaggiato per l’Europa per motivi di studio e, rientrata in Giappone, ha ricevuto numerosi premi: nel 2004 vince il Premio Kanematsu di Ginza Space Competition, nel 2006 il Premio Eccellenza, opera di laurea di Joshibi alla University of Art and Design, nel 2009 il Premio Eccellenza, Daiichi Bijutsu, nel 2010 il Premio Milano della Fondazione Fumiko Omura. Nel 2018 riceve il Premio ORA. Attualmente Kanaco Takahashi vive e lavora a Milano ed è impegnata in vari progetti tra Italia e Giappone.

Zhiyu Liu 

Zhiyu Liu, Preghiera, 2024, incisioni su tetrapakPassaggi. Premio Paolo VI per l’arte contemporaneahttps://www.collezionepaolovi.it/

Le opere dell’artista cinese Zhiyu Liu scelgono un materiale essenziale contemporaneo: il tetrapak. Forma e contenuti si presentano in un percorso rituale che possiede carattere universale poiché affronta esperienze umane: il processo di individuazione, il confronto con l’inconscio, la ricerca di una rigenerazione cosmica. Zhiyu Liu traccia figure incidendo il tetrapak attivando azioni nel loro sviluppo che attingono al passato e rimandano a masse scultoree imponenti e monumentali.

Zhiyu Liu

Zhiyu Liu (2001), artista di origine cinese, si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Xi’An (Cina) per poi proseguire gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze dove attualmente frequenta la specialistica in Nuovi Linguaggi Espressivi. La sua ricerca si configura come un’esplorazione intima e profonda verso una comprensione più universale in cui l’artista si erge a messaggera di un ordine che trascende la singolarità, svelando dimensioni collettive e cosmiche. La produzione di Liu diventa così uno strumento che indaga gli abissi di un inconscio condiviso.

Vanshika Agrawal, Fiamme con le ali, 2025, gesso, fuliggine e vernice – Passaggi. Premio Paolo VI per l’arte contemporanea https://www.collezionepaolovi.it/

Un ulteriore elemento considerato nella selezione delle opere di autrici e autori lontani sia geograficamente che culturalmente, è la delicatezza come atteggiamento comune di «rarefatto rispetto per la realtà». Sguardi meditativi e contemplativi dilatano il silenzio attraverso le esperienze alla ricerca del limite, presenze differenti per tecniche narrative ma in coerenza armonica di un ritmo crescente nell’interiorità di chi guarda e partecipa alle intuizioni di lavori conduttori, vie ascendenti. Queste opere dallo sguardo sensibile sanno penetrare nell’anima come autentiche esperienze della costruzione di un tempo sospeso, entrato in delicata dialettica con la soglia da oltrepassare per esperire nel continuo slancio all’infinito.

Collezione Paolo VI – arte contemporanea – Via Marconi,15 – Concesio (Brescia)

Per informazioni e prenotazioni:

Tel. +39 030 21.80.817 

Fax +39 030 27.50.885 

E-mail: info@collezionepaolovi.it www.collezionepaolovi.it

Ufficio stampa: Francesca Bresciani – M: comunicazione@collezionepaolovi.it

T: +39 3756183686

Immagine in evidenza: Kanaco Takahashi, Nella nebbia #1Voci alla Finestra. Lo Spazio Liminale tra Memoria e Oblio, 2022 – 2025, matita, inchiostro su mixed media, carta giapponese – Passaggi. Premio Paolo VI per l’arte contemporaneahttps://www.collezionepaolovi.it/

La pubblicazione delle immagini fotografiche di questo articolo scritto per la testata giornalistica digitale ReWriters, è stata autorizzata dalla Dott.ssa Francesca Bresciani della Collezione Paolo VI.

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