(English translation below)
Non assomiglia a nessun altro luogo la Bretagna. Aspra, forte, dura, a tratti ostile, ma soprattutto spregiudicata. Temeraria nel suo gioco di contrasti. Eppure in questo suo essere così rude la Bretagna riesce ad apparire anche molto elegante. Chiunque ci sia stato se n’è perdutamente innamorato. Come è successo a me, che da quando l’ho visitata la prima volta non faccio che pianificare il mio ritorno. Chi ama le emozioni forti, come il sentirsi spezzare il fiato alla vista delle maree atlantiche, non può stare troppo a lungo lontano dalla Bretagna. Finisce per tornarci, ed è quello che sto aspettando di fare appena potremo tornare a viaggiare. E nell’attesa ripercorro il mio primo incontro con questa terra coriacea e granitica, e con la sua città corsara per eccellenza, Saint-Malo. È una città atlantica che dà il nome al golfo sul quale si affaccia ed è fortificata con una cintura di bastioni. Il suo centro storico è costruito su un’isola collegata alla costa. E’ famosa per l’affascinante fenomeno delle maree.

Ci arriviamo in camper dopo un lungo viaggio di circa 18 ore. Lo parcheggiamo e ci incamminiamo a piedi verso il molo. Il panorama ci lascia senza parole: in alto il cielo è nuvolo e davanti ai nostri occhi si apre una sconfinata distesa di fondale asciutto, con un profumo di mare che penetra intensamente nelle narici. Tra poche ore, nel pomeriggio, quel fondale sarà di nuovo inondato dall’oceano. Succede ogni 6 ore.
Tutt’intorno prevale una colorazione dal grigio al sabbia, sembra un dipinto impressionista. In lontananza un acqua di un verde carico, e sulla sabbia, liscia come uno specchio, il riflesso della superficie bagnata crea un’immagine quasi surreale.
A sinistra si staglia la fortezza, e sotto il molo una sfilza di migliaia di grandi tronchi di legno, conficcati nella sabbia fin dal lontano XVII secolo, a fare da barriera protettiva alla città. Siamo consapevoli del fatto che non esiste al mondo altro paesaggio simile. Una unicità che ci fa sentire fortunati ad essere lì ad apprezzarla.

Fin dove può arrivare lo sguardo non si vede anima viva. E’ ancora presto. Un cartello dice che la spiaggia è vietata ai cani. Peccato, dobbiamo rinunciare a bagnare i piedi nell’atlantico. Poi arriva qualcuno, tra cui anche un uomo con un cane libero che scorrazza sulla sabbia. Quella scena ci incoraggia. Nonostante il divieto azzardiamo a scendere anche noi con i nostri cani, Pepe ed Agata. E’ un’emozione che non possiamo lasciarci scappare.
A piedi nudi sulla sabbia levigata dal mare ci sembra di entrare in un mondo fantastico, come se davanti ai nostri passi si aprisse il mare come solo Mosè seppe fare.


Persino Agata è emozionata: quando la liberiamo si scatena incoraggiando Pepe al gioco. E’ felice! Dopo la forzata prigionia sul camper prova di nuovo la libertà di correre, e per di più in un contesto così nuovo. Si esibisce in capriole intorno a Pepe, e ogni tanto ci guarda come a comunicarci tutta la sua felicità. Imprimiamo le tracce dei nostri piedi su quella tavolozza meravigliosa percorrendo in lungo tutta la spiaggia, che intanto si popola di persone che passeggiano, corrono, si allenano.

Qualcuno, attrezzato di cavalletto, decide di fermare su tela quel paesaggio inafferrabile in altro modo, se non con la forza dell’arte. Continuiamo a camminare fin dove un pontile risale verso la città. Un paesaggio così ti entra nel cuore, negli occhi e nella pelle, e una volta che l’hai fotografato con gli occhi non ti abbandonerà più.

Il fenomeno delle maree è qualcosa davvero di straordinario: il paesaggio diventa teatro di uno spettacolo eccezionale, dettato dai movimenti della Luna intorno alla Terra e dalla sua forza attrattiva esercitata sugli oceani. Qui a Saint-Malo si verifica due volte nell’arco della giornata, ed è molto più plateale che altrove perché siamo in prossimità dello stretto della Manica, a 135 miglia dalla costa della Gran Bretagna, in un punto dove l’immensa quantità d’acqua oceanica arriva con forza talmente impattante da provocare un salto d’acqua di oltre 12 metri intorno alla città. Per non parlare poi delle grandi maree, fenomeno che si verifica circa dieci volte all’anno, con venti fortissimi e maree impressionanti.

Ci rimettiamo le scarpe e decidiamo di fermarci a mangiare cozze e patatine fritte ai tavolini di un piccolo chalet. E’ un momento magico. Arriva anche un po’ di sole a scaldarci mentre sgranocchiamo cozze e patate. Sono le famose moules frites, uno dei piatti simbolo di tutta la Bretagna insieme a crépes e galette. Chi l’avrebbe mai detto che ci sarebbe piaciuta quest’abbinata! Intorno a noi alcuni gabbiani osano audaci avvicinamenti. Allora azzardo a offrire una patatina ad un gabbiano alzando il braccio verso l’alto. In meno di tre secondi un grande gabbiano scende in picchiata verso la mia mano e l’afferra senza esitazione. Che prontezza! Lasciamo lo chalet per entrare a visitare la città. I ristoranti e le creperie sono pieni di turisti. Negozi di souvenir e prodotti tipici regalano una grande allegria, ma ne rifuggiamo rapidi. Preferiamo raggiungere la parte più arroccata della città, e ci affacciamo dai grandi bastioni ad ammirare il panorama lungo tutto l’orizzonte. Scopriamo anche una grande piscina, attrezzata con un trampolino, costruita sul fondale in modo da sfruttare il naturale movimento delle maree. Di sera la piscina si riempie di acqua, e la mattina, quando tutto intorno il mare si ritira, la piscina rimane piena, offrendo svago ai bagnanti. Faccio fatica a pensare che tra qualche giorno dovrò già lasciare questa città, davvero ammaliante con il suo fascino austero e malinconico.

La piscina ricavata sfruttando le maree

Ma per fortuna ci sono immagini e parole che possono prolungare a dismisura le emozioni che questa città sa regalare. Per esempio le immagini del giallo Delitto a Saint-Malo, film franco-belga di Lionel Bailliu ambientato nell’inquietante città che diventa teatro dell’omicidio di un uomo trovato sulla spiaggia. Oppure attraverso le parole di Anthony Doerr, scrittore statunitense premio Pulitzer, autore del romanzo Tutta la luce che non vediamo, ambientato nella città corsara durante la seconda guerra mondiale.

E intanto, nell’attesa di tornare ad immergermi nelle inquietanti atmosfere di una Bretagna indomita e selvaggia, mi tengo aggiornata su cosa accade in città. E scopro che in risposta alle limitazioni imposte dalla pandemia è appena stata inaugurata una mostra di fumetti all’aperto, organizzata sulle banchine del porto di Saint-Malo. Voluta dal festival Quai des Bulles per reagire al divieto di esposizioni al chiuso, la mostra all’aperto confonde i colori dei suoi fumetti con le sfumature naturali del paesaggio portuale, attraverso i disegni di Emmanuel Lepage, Teresa Radice, Stefano Turconi e Adrian Tomine. I lavori rimarrannno in mostra sulle banchine del porto fino al 15 febbraio, e al terminal dei traghetti fino al 15 aprile. Magari si fa in tempo ad andare a vederla, che dite?

ENGLISH VERSION

Brittany, the rough part of France: I’ll take you to Saint-Malo

Brittany looks like no other place. Harsh, strong, tough, at times hostile, but above all unscrupulous. Bold in her game of contrasts. Yet in his being so rude, Brittany also manages to appear very elegant. Anyone who goes there falls madly in love with it. As has happened to me, who have been planning my return since I visited it for the first time. Those who love strong emotions, such as feeling breathless at the sight of the Atlantic tides, cannot stay away from Brittany for too long.

We all end up going back again, and that’s what I’m waiting to do as soon as we can get back to travelling. And while waiting, I retrace my first encounter with this tough and granite land, and with its pirate city par excellence, Saint-Malo. It is an Atlantic city that gives its name to the gulf it overlooks and is fortified with a belt of ramparts. Its historic centre is built on an island connected to the coast. It is famous for the fascinating phenomenon of the tides.

We arrive by camping car after a long journey of about 18 hours. We park it and set off on foot towards the pier. The view leaves us speechless: above the sky is cloudy and before our eyes, a boundless expanse of dry seabed opens up, with a scent of the sea that penetrates intensely into the nostrils. In a few hours, in the afternoon, that seabed will again be inundated by the ocean. It happens every 6 hours.

A grey to sand colour prevails all around, it looks like an impressionist painting. In the distance, deep green water, and on the sand, smooth as a mirror, the reflection of the wet surface creates an almost surreal image.

On the left stands the fortress, and under the pier a string of thousands of large wooden logs, stuck in the sand in the distant seventeenth century, to act as a protective barrier to the city. We are aware of the fact that there is no other similar landscape in the world. A uniqueness that makes us feel lucky to be there to appreciate it.

As far as the gaze can go, not a person can be seen. it is still early. A sign says the beach is closed to dogs. What a pity, we have to give up wetting our feet in the Atlantic. Then someone arrives, including a man with a free dog running around on the sand. That scene encourages us. Despite the ban, we too dare to go down with our dogs, Pepe and Agata. It is an emotion that we cannot let go.

With bare feet on the sand smoothed by the sea, we seem to enter a fantastic world, as if the sea opened in front of our steps as only Moses knew how to do.

Even Agata is excited: when we release the dog, she goes wild encouraging Pepe to play. Agata is happy! After the forced imprisonment on the camping car she feels the freedom to run again, and moreover in such a new context. She performs somersaults around Pepe, and every now and then she looks at us as if to communicate all her happiness. We imprint the traces of our feet on that wonderful palette along the entire beach, which meanwhile is filled with people walking, running, training.

Someone, equipped with an easel, decides to stop that elusive landscape on canvas as only art can do. We continue to walk until a pier goes up towards the city. A landscape like this enters your heart, eyes and skin, and once you have photographed it with your eyes it will never abandon you.

The phenomenon of the tides is something truly extraordinary: the landscape becomes the scene of an exceptional spectacle, dictated by the movements of the Moon around the Earth and its attractive force exerted on the oceans. Here in Saint-Malo, it occurs twice during the day, and it is much more dramatic than elsewhere because we are near the English Channel, 135 miles from the coast of Great Britain, at a point where the immense quantity of ocean water comes with such an impact that it causes a jump of more than 12 meters around the city. Not to mention the great tides, a phenomenon that occurs about ten times a year, with very strong winds and impressive tides.

We put our shoes back on and decide to stop and eat mussels and fries at the tables of a small chalet. It is a magical moment. A bit of sunshine also comes to warm us up while we munch on mussels and potatoes. They are the famous moules frites, one of the symbolic dishes of all of Brittany along with crépes and galettes. Who would have thought that we would like this combination! Around us, some seagulls dare to get very close. So I venture to offer a potato chip to a seagull by raising my arm upwards. In less than three seconds a large seagull swoops down to my hand and grabs it without hesitation. What promptness! We leave the chalet to visit the city. The restaurants and creperies are full of tourists. Souvenir shops and typical products give great joy, but we shy away from it quickly.

We prefer to reach the most perched part of the city, and we look out from the large ramparts to admire the view along the entire horizon. We also discover a large swimming pool, also equipped with a diving board, built on the seabed in order to exploit the natural movement of the tides. In the evening the pool fills with water, and in the morning, when all around the sea recedes, the pool remains full, offering recreation to bathers. I find it hard to think that in a few days I will already have to leave that city, truly bewitching with its austere and melancholy charm.

But luckily there are images and words that can dramatically prolong the emotions that this city can offer. For example, the images of the thriller Murder in Saint-Malo, a Franco-Belgian film by Lionel Bailliu set in the beautiful city that becomes the scene of the murder of a man found on the beach. Or through the words of Anthony Doerr, Pulitzer Prize-winning American writer, author of the novel All the Light We Cannot See, set in the pirate city during World War II.

And in the meantime, while waiting to return to immerse me in the shocking atmospheres of an indomitable and wild Britain, I keep myself updated on what is happening in the city. And I discover that in response to the limitations imposed by the pandemic, an outdoor comic exhibition has just been inaugurated, organized on the docks of the port of Saint-Malo. Wanted by the Quai des Bulles festival to obviate the ban on indoor exhibitions, the outdoor exhibition mixes the colours of its comics with the natural shades of the port landscape, through drawings by Emmanuel Lepage, Teresa Radice, Stefano Turconi and Adrian Tomine. The works will remain on display on the docks of the port until February 15, and at the ferry terminal until April 15. Maybe we have time to go there, what do you think?

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