Fine anno, tempo di bilanci e anche noi vogliamo provare a indicare cinque uomini dell’anno. Non cinque donne come sarebbe stato scontato, ma cinque uomini che si sono distinti e ci hanno messo faccia e impegno per portare avanti anche dalla loro parte della barricata la lotta per la parità, l’inclusione, i diritti e contro il flagello della violenza di genere che anche in questo 2023 ha colpito più feroce che mai tante donne. Una mattanza che va fermata continuando a lavorare sull’educazione, sull’informazione, sull’humus culturale e sulle situazioni strutturali in cui nasce e cresce.

Impegno per il cambiamento, i cinque uomini dell’anno 2023

I cinque uomini che abbiamo scelto per il nostro articolo di fine anno, sono persone che ci danno la speranza che le cose possano cambiare, con l’impegno di tutti, perché per il vero cambiamento, la vera parità servono le energie e i pensieri delle donne, ma anche quelle degli uomini che vorremmo sempre più impegnati in questa battaglia di tutti.

Gino Cecchettin

Un uomo che si è distinto in questo 2023 per il suo impegno contro la violenza sulle donne e per l’abbattimento del patriarcato è sicuramente Gino Cecchettin, il padre di Giulia Cecchettin, massacrata dal fidanzato. La famiglia Cecchettin, con a capo papà Gino, invece di scegliere di vivere la propria tragedia privatamente ha voluto condividerla, invece di cedere al rancore, ha voluto gridare forte che la morte di Giulia è una morte di cui è responsabile una società ingiusta, intrisa di discriminazioni e che vede ancora le donne come una parte dell’umanità di serie B. Sarebbe stato normale chiudersi nel proprio dolore, ma Gino Cecchettin lo ha trasformato in una battaglia pubblica perché nessun altro padre debba piangere il femminicidio di una figlia, come è toccato a lui. Non lo ringrazieremo mai abbastanza per il suo coraggio.

Lorenzo Gasparrini

Poiché la battaglia contro il patriarcato, le sue ingiustizie, le sue storture e le sue tragiche conseguenze è una battaglia soprattutto culturale, il ruolo dei divulgatori è fondamentale. Uomini che si impegnano ogni giorno a dare un altro punto di vista sulla nostra società, cercando di far capire a chi vive nel privilegio per il semplice fatto di appartenere a un genere, che di privilegio si tratta e che per una vera parità bisogna partire dall’accettazione di questo dato di fatto. Per questo mettiamo Lorenzo Gasparrini nella lista degli uomini che sono stati preziosi per la nostra battaglia nell’anno che si sta concludendo. Filosofo femminista, si occupa di formazione e divulgazione conducendo seminari e workshop, ma soprattutto scrive di questioni di genere in libri che espongono dati e fatti che illuminano il lettore sullo stato pessimo della questione e su come questo stato pessimo abbia radici lontane e per questo sia più duro da abbattere. Tra i suoi tanti lavori interessanti, non possiamo non citare in questo articolo Perché il femminismo serve anche agli uomini in cui spiega come una società patriarcale e gli stereotipi su cui è costruita, non danneggia solo le donne ma anche gli uomini.

Lorenzo Tosa

Se la battaglia per la parità, contro le discriminazioni e la violenza di genere è culturale, allora oggi più che mai sono fondamentali i nuovi strumenti di diffusione dei messaggi e della cultura, ovvero il web, i social che permettono di parlare a una platea ampia di persone, e utilizzare questo potere per dare luce a battaglie non più rimandabili è un impegno prezioso e fondamentale. Un impegno preso da un uomo come Lorenzo Tosa, giornalista, autore e creator seguitissimo, e che ogni giorno ci mette la faccia, oltre che le competenze, per parlare ai suoi numerosissimi follower di tutte le storture di questa società, combattendole con la forza delle idee ma anche, soprattutto, con l’evidenza dei fatti. Per questo non può mancare nella nostra lista degli uomini dell’anno che si sono distinti per la loro battaglia al fianco delle donne.

Ermal Meta

Si è distinto nel 2023, per il suo grande impegno e coraggio con cui si è esposto contro la violenza di genere il cantante Ermal Meta. Il musicista albanese è da tempo impegnato su questo tema e nei giorni di dolore e rabbia che hanno seguito il femminicidio di Giulia Cecchettin una sua canzone, Vietato Morire, è diventata la colonna sonora di quelle giornate di indignazione e protesta. Un brano scritto nel 2017, a testimonianza che l’attenzione dell’artista per queste tematiche non è improvvisata ma profondamente sentita. Il cantante, anche attraverso i suoi canali social, è molto attivo su questo fronte e le sue prese di posizione sono tanto preziose anche perché ha un pubblico vastissimo che lo segue, ma in cui i giovani rappresentano una fetta importante e se i suoi messaggi riescono a colpire al cuore e far ragionare i suoi fan su questi temi, abbiamo vinto tutti.

Brunello Cucinelli

Infine, citiamo un imprenditore, perché la battaglia per la parità passa anche, come ben sappiamo, dalla qualità della nostra vita, dalla possibilità di conciliare i nostri tempi personali con quelli lavorativi e dall’equità e parità di retribuzione. Per questo motivo, e per il suo impegno su questi temi che va avanti ormai da molti anni, abbiamo piacere di nominare Brunello Cucinelli tra i nostri uUomini del 2023, perché in fondo, tutte le nostre lotte si riducono a un solo obiettivo: creare una società migliore.

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