Frances Glessner Lee la donna che sapeva osservare
Frances Glessner Lee negli anni ’40 riuscì, con le sue idee rivoluzionarie, a cambiare il modo in cui la polizia svolgeva le indagini. La sua storia.

Frances Glessner Lee negli anni ’40 riuscì, con le sue idee rivoluzionarie, a cambiare il modo in cui la polizia svolgeva le indagini. La sua storia.

Oggi, con le serie televisive in stile CSI, True Crime, ecc. abbiamo acquisito alcuni concetti fondamentali, come l’esigenza di preservare la scena di un crimine, valutare tutte le possibilità senza preconcetti, osservare i dettagli che potrebbero fare la differenza. All’inizio del secolo scorso non esisteva quel che per noi è un concetto scontato. Fu una donna a rendersene conto e ad aprire la strada alle moderne tecniche investigative e forensi.
Frances Glessner Lee nacque a Chicago nel 1878. Crebbe in una famiglia agiata e divenne una donna benestante piegata alla vita che – le persone del suo ceto – dovevano percorrere: un matrimonio appropriato, dei figli, eventi di beneficenza. Ovviamente non rientrava nel quadro seguire gli studi universitari che erano visti solo come una inutile perdita di tempo. Nonostante questo divieto Frances non smise mai di imparare; leggeva riviste mediche, studiava scienze forensi e si informava, nell’attesa che arrivasse il momento di poter vivere veramente. Divorziò e, condizionata dalla conoscenza fortuita del dott. George Burgess Magrath, medico legale, entrò in azione.
Finanziò l’università di Harvard affinché realizzasse il primo corso di medicina forense, curato appunto dal suo amico George, chiedendo però per se stessa l’incarico di assistente. Il Preside accettò la generosa offerta e così Frances – a 51 anni – divenne finalmente operativa. Durante il primo anno di medicina legale, vennero eseguite 56 autopsie, di queste, 13 furono determinanti per ribaltare il primo approssimativo giudizio e risolvere i casi.
Frances finanziò anche l’Harvard Associates in Police Science, un’organizzazione nazionale per la promozione della scienza forense, che le dedicò una divisione, la Frances Glessner Lee Homicide School.
Le forze dell’ordine americane gestivano male le scene del crimine, contaminavano le prove, trascuravano gli indizi: mancava la formazione. Frances trovò il modo di istruire i detective a “guardare oltre l’apparenza” e a osservare. Come lo fece? Costruendo case delle bambole. I “Nutshell Studies of Unexplained Death” erano diorami meticolosamente realizzati di scene del crimine reali, costruiti in scala 1:12. Ognuno richiedeva mesi per essere realizzato perché ogni singolo dettaglio contava. Un appartamento di due stanze dove giace morta una donna. Il piccolo calendario sul muro mostra la data corretta. L’orologio in miniatura fermo all’ora esatta della morte. Una piega nella coperta dove qualcuno si è seduto. Una finestra socchiusa, gli schizzi di sangue che arrivano al soffitto. Una scopa appoggiata contro la parete della cucina. La porta del bagno sprangata. Nulla era accidentale. Ogni oggetto era un possibile indizio.
Frances studiò casi reali, visitò scene del crimine autentiche e consultò medici legali per assicurare accuratezza. Creò venti di questi diorami e convinse la Polizia dello Stato del New Hampshire a nominarla capitano onorario, diventando, nel 1943, una delle prime donne a ricoprire tale posizione. Usò questa autorità per creare seminari dove i detective studiavano le sue miniature, imparando a osservare senza pregiudizi, a conservare le prove, a pensare scientificamente. “Condannare i colpevoli, scagionare gli innocenti e trovare la verità“, diceva Frances. Quei seminari divennero leggendari!
Il suo lavoro contribuì a trasformare la scienza forense basata su congetture a disciplina rigorosa. Dimostrò che l’osservazione attenta poteva fare la differenza tra giustizia e tragedia.
Quando Frances Glessner Lee morì nel 1962 all’età di 83 anni, lasciò un’eredità che continua ancora oggi. I suoi Nutshell Studies sono ancora utilizzati per formare i detective all’Ufficio del Medico Legale del Maryland. Le moderne tecniche della CSI – fotografare tutto, preservare la scena, cercare incongruenze – derivano in parte dai principi che lei ha promosso. La donna a cui non era stato permesso frequentare l’università diventò invece una pioniera della scienza forense. L’ereditiera che avrebbe dovuto passare il tempo a sistemare i fiori nel salone, ha invece allestito minuscole scene del crimine che hanno salvato molte vite. Diciotto dei suoi venti diorami originali sono ancora esistenti e trasmettono tutt’ora la potenza che hanno avuto un tempo.
Dobbiamo riconoscere a Frances di averci dimostrato che non è mai troppo tardi per iniziare il lavoro per il quale sentivi di essere destinata, nonostante il mondo abbia passato decenni a dirti che tu, donna, non lo potevi fare.
La sua storia potete trovarla qui.

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Assurdo!