Goop letteralmente significa bava. Quindi The Goop Lab va tradotto letteralmente come Il laboratorio della bava.

Interessante titolo per una serie Netflix, no? 
No, non è una serie del filone horror splatter di cui la piattaforma ha una discreta quantità di titoli, bensì l’ultima idea imprenditoriale di Gwyneth Paltrow.

Ve la ricorderete, da attrice ha avuto consensi internazionali (un  Oscar e un Golden Globe come migliore attrice per il film Shakespeare in love), mentre da imprenditrice ha fatto e fa parlare di sè per l’originalità e l’inutilità dei prodotti venduti (in alcuni casi a peso d’oro) sul suo sito GOOP , appunto. 

Goop è un progetto editoriale, si occupa di attualità, salute, bellezza, viaggi, cucina, moda, è il contenitore da cui Gwyneth Paltrow divulga le sue idee (in alcuni casi discutibili), narra le sue avventure imprenditoriali e vende prodotti di sua  creazione  come la candela al profumo della sua vagina, la t-shirt It’s only a vulva, il manuale di educazione sessuale  The sex Issue,  numerosi capi di abbigliamento e svariati rimedi dalla dubbia efficacia ( ritenuti in alcuni casi addirittura pericolosi per la salute). 

La carriera della Paltrow come imprenditrice è piuttosto controversa, viene criticata, multata (la Food and Drug Administration la multa per l’inefficacia di alcune uova vaginali che Goop consiglia per la ginnastica pelvica) e considerata una truffatrice… insomma, avevo tutto questo e molto di più in testa quando ho trovato per caso The Goop Lab, una serie Netflix, realizzata con lo staff di Goop, in cui Gwyneth Paltrow è attrice e produttrice.

Sono sei puntate, da circa mezz’ora l’una, ho tralasciato le altre e mi sono concentrata solo su quella riguardante il piacere sessuale, la terza, dal titolo “Il piacere è nostro”.

Ho iniziato a guardarla con sospetto e poi l’interesse si è fatto strada. Intanto ha una bella fotografia, si guarda con piacere. Ho spento le voci che dicevano “improvvisata, truffatrice, è marketing… solo marketing” e ho ascoltato le voci delle donne, di qualsiasi età e diversa provenienza che raccontavano imbarazzi, tabù e scarsa conoscenza. Come se il filo conduttore fosse un sentimento di inadeguatezza o insoddisfazione nei confronti della sessualità che accomuna molte donne anche quelle che per cultura e stile di vita ci appaiono più emancipate. 

Ho visto lo staff di Goop che partecipava a incontri di consapevolezza sessuale, a workshop sull’espressione della propria sensualità, a incontri di scoperta dell’orgasmo rock’n’roll, nel complesso una rassegna vivace di pratiche non nocive, ma mirate ad arricchire il rapporto con il proprio corpo. La stessa Gwyneth inciampa più volte sulla differenza tra vulva e vagina, ma alla fine, da brava scolaretta le definizioni le entrano in testa.

Ho avuto il piacere di ascoltare i preziosi suggerimenti di Betty Dodson, educatrice sessuale americana che incoraggia una sessualità libera. Questa straordinaria donna di 91 anni è stata la madrina dell’episodio sul piacere sessuale, ha condiviso esperienza e competenza, con ironia e buon umore, parlando di sesso come bisognerebbe parlarne: seriamente ma con leggerezza. 

Per raggiungere il piacere è necessario partire dalla conoscenza, e come un mantra, l’indicazione di Betty Dodson è: guardate la vostra vulva. Prendete uno specchio e passate del tempo a guardarla, fate conoscenza, è il centro del nostro corpo e molte donne non l’hanno mai vista, molte la toccano solo per lavarla. Osservatela, invece nei dettagli: il colore, la forma delle labbra, i peli, le rugosità della pelle, la clitoride, l’apertura della vagina. Guardatela bene. E imparate a volerle bene.

E’ solo vostra, ed è unica. Diversa da tutte le altre, speciale, solo perchè è la vostra. 
Al piacere sessuale si arriva soprattutto con la conoscenza di sé: questo il messaggio.
Anche la bava può fare cultura.
Grazie Goop!