“Ho passato più di metà della mia vita eiaculando, […]. Chiaramente questo dipendeva in parte dalla capacità e dalle attitudini dei miei amanti, ma in realtà non avevano bisogno di essere così abili per eccitarmi e farmi schizzare. Inizialmente a causa di una totale mancanza di informazione pensai che stessi urinando e mi tranquillizzai”. (Diana J. Torres da Fica Potens Golena Edizioni – 2015)

E’ la totale mancanza di informazione che spinge Diana J. Torres a esplorare, investigare, riflettere intorno a quel fenomeno: un liquido copioso che schizza fuori dalla vulva in concomitanza (ma anche no) con il momento di massimo piacere.

Fenomeno che comunemente chiamiamo squirting e che di solito accompagnamo alla domanda: “Ma esiste davvero?”  Si, esiste davvero ed è molto meno raro di ciò che appare.

Squirting letteralmente significa schizzando, e il sostantivo squirt può essere tradotto anche con la parola zampillo.

Aristotele e la fica

Uno tra i primi a parlare di eiaculazione femminile è stato Aristotele (384-322 a. C.) che ne  ha scritto in questi termini:

C’è un getto che scaturisce da alcune donne ma non da altre. La quantità del getto quando avviene corrisponde ad una scala differente da quello maschile e lo supera di gran lunga”.

Ci sono altre testimonianze dell’eiaculazione femminile anche in testi antichi di altre culture, per esempio nell’ Ananga Ranga, manuale indiano sulla sessualità, si parla di Kama-salila, l’acqua della passione o acqua della vita, il liquido che uomini e donne espellono durante il sesso. Possiamo quindi pensare che l’informazione sia circolata liberamente nei passati duemila anni.

Invece Diana Torres ha incontrato moltissimi ostacoli nel reperimento delle informazioni durante il  percorso alla scoperta dello squirting.

Testi di ginecologia e sessuologia completamente dimentichi di questo evento, ricerche rarissime e molto controverse, per non parlare poi delle persone comuni. Non sanno, non sanno nulla di questo fenomeno, le poche persone munite di vagina che lo hanno sperimentato, un po’ si vergognano di raccontarlo, perché pensano di essersi fatte la pipì addosso durante un incontro sessuale. Orrore!

E invece, scopre Diana, hanno eiaculato, come, anzi, di più degli uomini, prima, durante o dopo l’orgasmo. 

Allora Diana si mette a studiare  e studia il suo corpo, lo tocca, lo accarezza, lo titilla, sperimenta contrazioni, rilassamenti, vibrazioni, schizzi… e così lo conosce e lo connette al cervello. E con quel cervello si appassiona ai testi degli studiosi del corpo femminile, tutti maschi naturalmente (primi fra tutti: Alexander Skene, scopritore delle ghiandole a lui intitolate, Ernst Grafemberg, scopritore del magico punto a lui intitolato, Caspar Bartholin il Giovane che dà il nome alle ghiandole che secernono il liquido lubrificante) e capisce che loro ipotizzavano, sospettavano e in qualche caso sapevano che l’eiaculazione femminile è un fenomeno piuttosto naturale, connesso alla ghiandola prostatica, esattamente come nel corpo dei maschi, che l’eiaculato non è pipì, ma un liquido di altra natura (le ricerche scientifiche successive lo confermeranno) composto in gran parte come l’eiaculato maschile.

Diana cerca di capire il perché di questa enorme omissione, la accosta all’altra grande omissione, quella del piacere sessuale femminile, la inserisce nella società patriarcale che avvolge il nostro tempo e capisce.

Pensa che nascondere questi dettagli insignificanti (le ghiandole di Skene, in fondo, misurano pochi millimetri) serva a celare, ancora una volta, le enormi similitudini tra i corpi con un intento ben preciso: “Si crea un panico atroce nel dire prostata perchè questo sarebbe riconoscere che in realtà non sono tanto differenti certi corpi dagli altri e che pertanto non c’è nessuna ragione scientificamente avallabile per continuare a sostenere la dominazione patriarcale”. E allora Diana si arrabbia e la sua rabbia ci regala scritti, workshop (come questo, per esempio) e performance, ferocemente liberatori e ci fornisce gli strumenti per l’emancipazione, il piacere e la lotta.

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