“Il coach è lei. La mia storia di allenatrice nel basket dei maschi”
La storia di una delle pochissime donne in Italia ad allenare una squadra senior maschile di basket, arriva in libreria venerdì 16 ottobre. A firma di Eleonora Carrer.

La storia di una delle pochissime donne in Italia ad allenare una squadra senior maschile di basket, arriva in libreria venerdì 16 ottobre. A firma di Eleonora Carrer.

La storia di una delle pochissime donne in Italia ad allenare una squadra senior maschile di basket, l’unica in Friuli Venezia Giulia, arriva in libreria venerdì 16 ottobre con Il coach è lei. La mia storia di allenatrice nel basket dei maschi di Eleonora Carrer, a cura di Lorenzo Iervolino, pubblicato da Ediciclo Editore.
Il coach è lei non è soltanto la storia di una donna che non ha mollato, ma quella di chi continua a chiedersi perché, per occupare il proprio posto, debba dimostrare ogni volta qualcosa in più. Perché una vittoria non basta, un campionato vinto non basta, quattordici successi consecutivi non bastano. E perché ancora oggi una donna che allena uomini può essere guardata con sufficienza, insultata dagli spalti o vedere attribuiti ad altri i propri risultati.

Ogni settimana Carrer guida i suoi ragazzi nel palazzetto di Azzano Decimo e attraversa i campi del Triveneto, sfidando non soltanto i quintetti avversari ma i pregiudizi di un ambiente ancora convinto che il coach non possa essere lei. «Un anno intero con i coach avversari che andavano a stringere la mano a Mario, il mio vice, e quando si sentivano dire: “Scusa, ma il coach è lei”, mi dedicavano uno sguardo di sufficienza. A volte neanche quello. Poi gli insulti sessisti dagli spalti ogni settimana, perfino una chat di WhatsApp dedicata solo a denigrarmi». Quando torna alla guida della serie D maschile, alcuni giocatori si tirano indietro con parole che non lasciano spazio alle interpretazioni: «Non mi farò mai allenare da una donna», ma Carrer riparte, costruisce la squadra e vince il campionato.
Mentre combatte sul campo per conquistarsi il diritto di essere riconosciuta semplicemente come allenatrice, fuori dal campo Eleonora affronta ferite ancora più profonde. Prima dell’incontro con Riccardo vive una relazione segnata dal controllo, dalla paura e dalla violenza. Anche da lì riesce a uscire, sostenuta da una rete di affetti che diventa decisiva: «Ma poi finì. Finì perché avevo una rete di persone attorno, perché avevo Ricky, la mia famiglia. Perché sono stata forte, e le persone mi hanno creduta e sostenuta. Penso a quante donne non vengono neppure ascoltate, o devono subire in silenzio».
Essere allenatrice, essere madre, lavorare come agente di commercio senza rinunciare a una parte di sé diventano aspetti della stessa battaglia contro ciò che una donna dovrebbe o non dovrebbe essere. Carrer accetta la guida dell’Azzano Basket in serie D maschile mentre è incinta di quattro mesi; dopo la nascita della seconda figlia torna in panchina e, durante alcune partite, chiede di poter salire sugli spalti per allattare. Quando porta Ginevra, sei mesi, in trasferta, il giudizio arriva anche da un’altra donna, che sostiene che una bambina così piccola non dovrebbe stare in palestra e che sua madre farebbe meglio a restare a casa «a fare la madre come si deve».
Una testimonianza necessaria nata da una lettera aperta scritta in occasione dell’ennesimo patinato 8 marzo, pubblicata su La Giornata Tipo e diventata virale in poche ore, firmata da una donna di sport che sogna di essere l’ultima a dover «superare il muro marcio e menefreghista dell’odio di genere». La sua testimonianza diventa così un invito a non voltarsi dall’altra parte, perché il suo sogno è essere l’ultima. «Quando sarò solo l’ultima di questo interminabile elenco di persone giudicate, marginalizzate, ferite, avrò, avremo, finalmente vinto».
L’autrice
Eleonora Carrer, nata a Caorle (Ve) nel 1983, vive ad Azzano Decimo (Pn) e ha giocato a basket per trent’anni. Unica donna del suo corso per il patentino da allenatore, ha guidato squadre femminili giovanili prima di accettare, nel 2018 e in gravidanza, la guida dell’Azzano Basket in serie D maschile. Con la stessa società ha vinto il campionato regionale 2022/23 con quattordici vittorie consecutive.
Il curatore
Lorenzo Iervolino, nato a Roma nel 1980, è autore di una trilogia di romanzi biografici per 66thand2nd dedicata a Sócrates (Un giorno triste così felice, 2014), a Tommie Smith e John Carlos (Trentacinque secondi ancora, 2017) e a Dražen Petrovic (Il primo uomo sulla Luna, 2023). Con Red Star Press ha pubblicato una biografia di Gianni Rodari.
