Nella sede della Collezione Paolo VI a Concesio, in provincia di Brescia, fino al 19 dicembre 2026 è visitabile l’esposizione personale di Kanaco Takahashi vincitrice nel 2025 di Passaggi (la collettiva delle sei opere finaliste della quinta edizione del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea) di cui ho scritto qui. Voci alla Finestra | 窓辺の声, questo il titolo della mostra, è a cura di Giuliano Zanchi e Anna Bertulini Frigè in collaborazione con Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili. L’evento è accompagnato da un opuscolo a colori curato dalla Collezione Paolo VI, corredato da un testo critico e apparati iconografici. Il progetto di stampa è stato realizzato con il contributo del Comune di Concesio.

Giuliano Zanchi, Direttore della Collezione Paolo VI

«La mostra di Kanaco Takahashi ci invita a sostare in quella zona fragile in cui qualcosa sta per apparire o, al contrario, rischia di scomparire. La luce, la materia e il gesto artistico diventano strumenti per parlare della memoria, del tempo e della presenza. Una ricerca che ci ricorda come l’arte possa rendere visibile anche ciò che normalmente sfugge allo sguardo».

Ph. Francesca Colombi – Kanaco Takahashi e Giuliano Zanchi – Voci alla Finestra | 窓辺の声https://www.collezionepaolovi.it/

Voci alla Finestra | 窓辺の声

Il progetto espositivo Voci alla Finestra | 窓辺の声 – Riverberi, dissolvenze e fluttuazioni – rivolge una particolare attenzione alla luce e alla dimensione della soglia. Ciò che appare non è mai completamente definito: la visione si costruisce attraverso passaggi, sottrazioni, riflessi e trasformazioni. La luce diviene così uno strumento per interrogare il tempo e la memoria con una personale esperienza legata alla perdita: la morte della madre, accompagnata dall’artista negli ultimi giorni della sua esistenza. Nella stanza in cui la madre si trovava, una finestra lasciava entrare la luce e apriva lo sguardo verso un paesaggio che lei, nel suo stato, non poteva e non avrebbe più potuto vedere.

K. Takahashi osservando quel paesaggio lo ha ridisegnato dando forma a un’immagine che nel corso degli anni è divenuta il fulcro della sua poetica, attorno al quale ruota il rapporto tra tempo e percezione, memoria e oblio. La finestra è la soglia tra l’interno e l’esterno: l’occhio registra e deposita il ricordo di ciò che rimane oltre lo sguardo. Il tema si sviluppa in sette sezioni, nelle quali pittura, disegno e scrittura riflettono sulla temporalità, tra ciò che la mente trattiene e ciò che cancella definitivamente. Le opere invitano a soffermarsi sui passaggi e sui momenti di transizione, su quella condizione sospesa in cui qualcosa sta per apparire o, al contrario, sta lentamente scomparendo. La carta, fragile e delicata, è il luogo privilegiato di questa ricerca. L’artista lavora spesso per sottrazione: la grafite viene cancellata per far emergere la luce dalla superficie.

Kanaco Takahashi – Ombra bianca #01 – Voci alla Finestra | 窓辺の声 – https://www.collezionepaolovi.it/

Un lavoro in cui la luce emerge

K. Takahashi si è rivolta all’osservazione di ciò che accade quando un vita viene improvvisamente stravolta da un fatto tragico, un accadimento che l’ha posta di fronte al valore del tempo. Transitiamo su questa terra, e ogni istante vissuto è già passato: un frammento da ricordare o da obliare. La finestra è un elemento architettonico centrale nella sua ricerca, considerata presenza e al contempo assenza, visibile e al tempo stesso invisibile. Da quel limite è possibile il passaggio fisico, l’ingresso della luce, l’uscita dello sguardo; perché se ci si sofferma a osservare ciò che si apre alla vista, i ricordi potranno emergere e fissarsi, oppure saranno destinati a svanire. L’artista lavora per sottrazione, costruendo le immagini da superfici interamente ricoperte di grafite che viene poi cancellata per permettere alla luce di affiorare attraverso l’atto di rimozione della materia. Questo gesto porta il pensiero a come la memoria del passato non possa mai tradursi in un’immagine definita e stabile, ma si riveli sempre come una traccia parziale, fugace e in continua trasformazione.

Ph. Francesca Colombi – Kanaco Takahashi – S.T. – Voci alla Finestra | 窓辺の声 – https://www.collezionepaolovi.it/

Il prologo in un epilogo

Come ho già accennato, all’origine di questa ricerca vi è la dolorosa esperienza personale di K. Takahashi, vissuta nella stanza in cui morì sua madre. Oltre quella finestra si apriranno nuovi scenari e contesti di riflessione, dove quel “limite” darà inizio a un percorso artistico più ampio. Davanti a quella soglia si è concluso il ciclo della vita trascorso insieme a sua madre, ma la stessa finestra ha determinato un nuovo inizio, in cui è maturata la scelta di affrontare un tema così delicato come la morte, partendo proprio da quell’immagine. Questo oggetto ha rappresentato per la madre solo una presenza nel luogo divenuto della sua assenza: l’epilogo di una vita e il prologo di un’altra. Da qui nasce in K. Takahashi il desiderio di “spalancare” quell’elemento, attraverso il quale approfondire una ricerca sulla natura del tempo, della memoria e della perdita. Il trauma privato, elaborato con gli strumenti della sua arte, si è progressivamente aperto a una dimensione universale nella quale ogni essere umano, avendo attraversato lo stesso dolore, né avrebbe potuto riconoscere le tracce nei propri ricordi, fatti di assenze e personali paesaggi interiori.

Kanaco Takahashi – Nella nebbia #01 – Voci alla Finestra | 窓辺の声 – https://www.collezionepaolovi.it/

Un progetto espositivo in sette sezioni

L’artista ha proposto la visione delle opere in momenti diversi, interconnessi in un unico percorso suddiviso in sette sezioni.

1. Frammenti di memoria e luce per illuminare il presente

Nella prima sezione, la memoria è rappresentata da un insieme di frammenti, stratificazioni e tracce. Le superfici materiche, caratterizzate da elementi verticali, abrasioni e irregolarità, si presentano come metafore delle modalità con cui il ricordo gradualmente svanisce. Fa parte di questo nucleo l’opera Ultimo paesaggio, uno dei lavori cardine legati all’origine della ricerca: una presenza fragile e transitoria, esposta al rischio di essere ricordata o dimenticata.

2. Residui di luce, tempo di trasformazione e soglia della memoria

Nella seconda, l’attenzione si focalizza sul tempo e sul movimento della luce, rappresentando momenti o tracce di una stessa presenza luminosa. I lavori intendono mostrare come nella nostra mente, un’immagine possa modificarsi nel tempo. Per ottenere questo legame, la luce non viene presentata come una forma di energia stabile, ma in continua trasformazione: sposta il suo punto di incidenza, si attenua e lascia residui nella memoria. Questa sezione è accompagnata da un video che pone in relazione l’opera con la luce naturale dello spazio espositivo, aprendo la ricerca a una dimensione temporale e ambientale.

3. 21 Riflessioni – Un luogo nel quale attraversare la memoria

La terza sezione costituisce il nucleo centrale del percorso, legato alla nascita del progetto di scrittura Madobe no Sanbun – Pensieri sparsi alla finestra, che accompagna da anni la ricerca dell’artista. Ventuno prose sono presentate su un esteso makimono (letteralmente – cosa arrotolata – 巻物) con testi in italiano e giapponese e una sequenza di ventuno archi che tracciano un percorso da attraversare. La lettura, richiedendo lo spostamento fisico del corpo del lettore, svela un contenuto che si offre come memoria personale di ciò che è stato, nella consapevolezza di poter assurgere a una dimensione condivisa e universale.

Kanaco Takahashi, 21 Riflessioni #01 – Voci alla Finestra | 窓辺の声 https://www.collezionepaolovi.it/

4. Paesaggio

La quarta sezione introduce il paesaggio, in particolare quello identificato come “foresta”. Cinque opere sono dedicate alla rappresentazione di boschi, acqua, alberi e sentieri, dai contorni che progressivamente si fanno sempre più definiti. L’ampio spazio bianco che circonda le immagini assume la funzione di una soglia, dando la sensazione che il paesaggio emerga oltre una finestra. Il luogo definito “foresta” non indica una posizione geografica precisa, ma è uno spazio della percezione e dell’interiorità, all’interno del quale orientamento e disorientamento, presenza e assenza, visibile e invisibile possono coesistere.

Kanaco Takahashi, Paesaggio “foresta” – Voci alla Finestra | 窓辺の声 https://www.collezionepaolovi.it/

5. La finestra – Quello che esiste sul confine

La quinta sezione riporta l’attenzione dello sguardo alla finestra, considerata come elemento di relazione. Le opere si riferiscono alla posizione assunta da chi osserva, presentando fotogrammi d’eternità. La domanda dell’artista è se la visione avvenga dall’interno verso l’esterno o, al contrario, dall’esterno verso l’interno. È possibile considerare l’osservazione dello spazio da fuori a dentro, pensando al “dentro” come la propria interiorità? Il confine stabilito dal limite resta indefinito, paragonabile al rapporto tra ciò che i nostri occhi vedono e ciò che a loro è possibile riconoscere come parte della nostra esperienza.

Kanaco Takahashi – La finestra #04 – Voci alla Finestra | 窓辺の声 https://www.collezionepaolovi.it/

6. La luce che emerge dalla sottrazione

La sesta sezione rende visibile il gesto fondamentale del processo artistico per mezzo di un video che documenta la tecnica dell’artista: una superficie interamente coperta di grafite dalla quale, tramite l’atto creativo della cancellazione, emergono l’immagine e la luce. Il disegno associato al video evidenzia il continuo rapporto tra rimozione e rivelazione, mostrando un’immagine in divenire, specchio di un’esistenza in costante trasformazione.

7. Da ciò che accadde ad un nuovo inizio

L’ultima sezione propone il progetto di scrittura Madobe no Sanbun (窓辺の散文) un termine traducibile a senso con “Pensieri sparsi alla finestra” o, letteralmente, “Prosa alla finestra”. Si tratta di una ricerca artistica e letteraria a lungo termine da cui l’intero percorso ha avuto origine, e che include poesie, prose, e piccoli frammenti di ricordi della vita quotidiana vissuta insieme alla madre. L’opera 21 Riflessioni è sviluppata su un lungo rotolo di carta giapponese in cui il testo è riportato in doppia lingua: scritto in italiano a sinistra, in giapponese a destra. Al centro del foglio, ventuno aperture ad arco a tutto sesto emergono dalla penombra della superficie, apparendo come finestre da cui filtra la luce e conferendo all’opera profondità e spazialità.

Kanaco Takahashi, 21 Riflessioni #01 – Voci alla Finestra | 窓辺の声 https://www.collezionepaolovi.it/

Sulla carta trattata interamente con la grafite, l’artista interviene cancellando con l’uso della gomma per far emergere il candore della superficie su cui si delineano le forme ad arco. La presenza di tre alberi bianchi richiama lo sviluppo del tema che ha origine dal numero ventuno: giorno in cui è nata K. Takahashi e in cui erano nati sua madre, il nonno e la nipote. Il 21 è inoltre uno dei numeri della successione del matematico Leonardo Bonacci, detto Fibonacci (Pisa, Toscana, Italia, settembre 1170 circa – 1242 circa). È questo il motivo per cui il percorso espositivo si sviluppa in modo circolare, aprendosi alla considerazione della memoria verso la luce, da questa al tempo, dai ricordi al proprio paesaggio interiore; dalla finestra come soglia alla finestra come possibilità di un nuovo sguardo. Le opere sono eseguite con tecniche diverse – disegno, cancellazione, scrittura, installazione, voce, animazione – ma sono accomunate da una costante dialettica tra apparizione e dissolvenza, mossa da emersioni che non si separano mai completamente da ciò che sta scomparendo.

Kanaco Takahashi – Voci alla Finestra | 窓辺の声 – https://www.collezionepaolovi.it/

Un invito a sostare sullo spazio intermedio

Il dolore impone riguardo e attenzione verso opposti in continua, dinamica trasformazione: memoria e oblio, luce e oscurità, inizio e fine si disgregano dall’immobilismo e fanno esplodere la necessità di riportarne al centro l’integrazione e porre in primo piano la domanda sul senso della vita, a cui ci si può avvicinare solo attraverso uno strenuo percorso conoscitivo. Ciò che svanisce è quel corpo accanto al quale abbiamo vissuto, quello che abbiamo osservato, con il quale abbiamo dialogato e che abbiamo tanto amato. Da qui, dall’assenza, ha avuto inizio la nuova strada di K. Takahashi: un cammino fatto del dono di sé all’arte, attinto da un’esperienza racchiusa nelle opere dopo il suo passaggio, o forse ancor prima di essere pienamente riconosciuta nella sua vita. Se inizialmente, dopo la morte della madre, nulla sembrava avere più senso, quando il dolore ha iniziato a staccarsi e a riemergere dalle proprie profondità, lo sguardo ha potuto finalmente distogliersi dal luogo più oscuro per rivolgersi alla luminosità di una luce nuova. Il non ritorno di chi amava l’ha trasformata, rendendola matrice di un’opera aperta fatta di segni scelti, di parole ordinate e disposte con disciplina verso l’armonia di una struttura; un risveglio potente verso la percezione di qualcosa di inaccessibile a cui, tuttavia, è necessario rivolgersi.

Chi è Kanaco Takahashi

Kanaco Takahashi (Yokohama, 1983) si laurea presso la Joshibi University of Art and Design di Tokyo e prosegue gli studi di pittura all’Académie de Port- Royal di Parigi. L’esperienza europea diventa parte integrante di un percorso artistico in cui la sensibilità giapponese dialoga con culture e linguaggi differenti. La sua ricerca si sviluppa attraverso pittura, disegno e scrittura e indaga i temi dell’assenza e presenza, della memoria e dell’oblio. Negli ultimi anni approfondisce il concetto di soglia, esemplificato dalla rappresentazione della finestra come luogo di passaggio. Ha partecipato a mostre personali e collettive ricevendo diversi premi, tra cui nel 2025 il Premio Paolo VI per l’arte contemporanea. Attualmente vive e lavora a Milano ed è impegnata in vari progetti espositivi tra Italia e Giappone.

Associazione Arte e Spiritualità – Centro studi Paolo VI sull’arte moderna e contemporanea

Collezione Paolo VI – Arte Contemporanea – https://www.collezionepaolovi.it/

Inaugurata nella sua nuova sede dalla visita di papa Benedetto XVI nel 2009, la Collezione Paolo VI – arte contemporanea è il museo che conserva ed espone un patrimonio di dipinti, disegni, stampe, medaglie e sculture del ’900 riconducibile alla figura di Giovanni Battista Montini, raccolto in buona parte dal suo segretario don Pasquale Macchi.

È un museo unico al mondo, che testimonia il prezioso e profetico rapporto che papa Paolo VI intrattenne con il mondo dell’arte contemporanea. La Collezione non è esclusivamente una galleria d’arte sacra, e nemmeno un memoriale dedicato alla figura di Montini, bensì un museo che vuole concretizzare l’ideale di apertura ai linguaggi espressivi contemporanei che fu propugnato con tanta forza da Paolo VI.

Nella Collezione sono esposte circa 270 delle oltre settemila opere conservate, tra cui capolavori di molti dei più grandi artisti del Novecento: Chagall, Kokoschka, Matisse, Picasso, Magritte, Severini, Rouault, Casorati, Sironi, Morandi, Fontana, Hartung, Vedova, Manzù, Azuma, Pomodoro, Hockney…

PARAVENTI GIAPPONESI – GALLERIA NOBILI – https://www.paraventigiapponesi.it/

La Galleria fondata da Adolfo Nobili, ha una tradizione quarantennale nell’antiquariato con specializzazione in pittura italiana secentesca. Nel 2005 Alessio e Raffaella Nobili arricchiscono l’ambito di ricerca con una nuova sezione dedicata all’arte giapponese antica con una particolare predilezione verso la pittura su paravento. Da una successiva apertura all’arte contemporanea, inizialmente orientata agli artisti giapponesi di diversa generazione, la ricerca venne poi integrata da collaborazioni con artisti europei che condividono una medesima comunione di intenti e una linea di studio rigorosa, ispirata all’incontro e alla sintesi di valori estetici e filosofici tradizionali complementari. La Galleria ha lo scopo di fornire a una nuova generazione di collezionisti con respiro internazionale, un approfondimento su un ambito artistico in costante crescita. Si prefigge una visione ubiqua tra antico e contemporaneo e tra Asia e Europa indagando i punti di comunione e le molteplici differenze.

Immagine in evidenza: Kanaco Takahashi, 21 Riflessioni #01

La pubblicazione delle immagini di questo articolo scritto per ReWriters, la testata giornalistica digitale di advocacy sulla sostenibilità sociale fondata da Eugenia Romanelli, è stata autorizzata da Kanaco Takahashi.

Kanaco Takahashi –Voci alla Finestra | 窓辺の声

Fino al 19 dicembre 2026

A cura di Giuliano Zanchi e Anna Bertulini Frigè

Collezione Paolo VI – arte contemporanea
Centro studi “Paolo VI” sull’arte moderna e contemporanea
Via Guglielmo Marconi, 15 – 25062 – Concesio (Brescia)

Giorni e orari di apertura:

Da mercoledì a venerdì dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00

Sabato dalle 14:00 alle 19:00;

Domenica e lunedì chiuso;

Martedì su prenotazione ai gruppi.

Biglietto unico d’ingresso: € 4,50

Informazioni e prenotazioni:

Tel. +39 030 21.80.817 

E-mail: info@collezionepaolovi.it – www.collezionepaolovi.it

Iniziative collaterali gratuite:

Visite guidate: 7 novembre e 5 dicembre, alle ore 17.00, sarà offerta al pubblico una visita guidata gratuita alle mostre, compresa nel costo del biglietto d’ingresso, condotta dagli educatori museali della Collezione Paolo VI.

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