Agenzie delle Nazioni Unite che dipendono, per sopravvivere, dalle donazioni di grandi aziende. Grandi aziende che scalano dalle tasse ingenti cifre grazie a queste donazioni che, puntualmente, le mettono nelle condizioni più favorevoli per accedere a ricche commesse, a progetti finanziati dai nostri Stati, a processi decisionali che le accontentano. Sembra una trama complottista e purtroppo, però, è la cronaca dei nostri complessi tempi. Nicoletta Dentico ha mosso i primi passi nell’advocacy – la pressione che le associazioni muovono verso le istituzioni perché promuovano i diritti e rispondano ai bisogni delle persone – dal 1997, coordinando in Italia la Campagna per la messa al bando delle mine, vincitrice in quell’anno del Premio Nobel per la Pace. Ha, successivamente, diretto in Italia Medici Senza Frontiere con un ruolo importante nel lancio della Campagna globale per l’Accesso ai Farmaci Essenziali.

Cofondatrice dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (Oisg), ha lavorato a Ginevra per Drugs for Neglected Diseases Initiative, e poi proprio per l’Organizzazione mondiale della sanità, senza mai perdere un profondo radicamento nella società civile italiana. Dal 2013 al 2019 è stata consigliera di amministrazione di Banca Popolare Etica e vicepresidente della Fondazione Finanza Etica. Oggi dirige il programma di salute globale di Society for International Development (Sid), e si è data il tempo per tracciare, in un libro imperdibile, la mappa delle visioni umanitarie delle fondazioni dei ricchissimi e generosissimi dei nostri tempi, da John Rockefeller a Bill Clinton e Mark Zuckerberg, che agiscono come potenti strumenti di indirizzo e controllo delle politiche globali per la salute e per l’ambiente.

Ricchi e buoni? Le trame oscure del filantrocapitalismo è il suo nuovo libro, edito in hard copy e ebook da Editrice missionaria italiana, e riparte dal 2001, quando in occasione del famigerato G8 di Genova veniva istituito il Fondo Globale per la lotta a Aids, Tubercolosi e malaria su proposta di Bill Gates. Quelle risorse tanto preziose, però, nel medio periodo hanno legato le mani a Oms e Unaids, le agenzie Onu competenti per una risposta efficace e universale a queste patologie. “La ricchezza delle aziende permette la filantropia, la filantropia apre nuovi mercati alle aziende. Il filantrocapitalismo non ci rimette mai. La democrazia, sì”, spiega la studiosa. Dentico ricostruisce lo schiacciamento progressivo delle istituzioni internazionali ai desiderata delle azienda con dovizia di dettagli e passaggi che ci accompagnano al grande business dei giorni nostri: la corsa al vaccino contro il Covid 19.

L’industria dei vaccini è monopolizzata da 4 aziende – GlaxoSmithKline, Merck, Pfizer e Sanofi – che controllano l’85% del mercato e un giro d’affari di oltre 35 miliardi di dollari. Il mercato mondiale dei vaccini è cresciuto di sei volte negli ultimi venti anni e, in questo scenario di concentrazione, va messa in conto la potente élite della filantropia globale guidata da Bill Gates. Come Dentico racconta anche in altre sue inchieste, con la sua fondazione Gates ha riacceso i motori della (allora) stanca produzione di vaccini vent’anni fa attraverso una multiforme gamma di iniziative pubblico-private – prima fra tutte la Global Alliance for Vaccine Immunization (GAVI), oggi molto potente – che potessero espandere i programmi di vaccinazione dei bambini, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Tutto questo sarebbe di per se’ buona cosa se, da quanto spiega Dentico, non si fosse agito in una logica di dipendenza e rafforzamento di Big Pharma, così che il prezzo dei vaccini non è esattamente alla portata dei Paesi del Sud globale, ma neanche dei nostri: Medici Senza Frontiere (MSF) ci ricordava nel 2014 che la copertura vaccinale pediatrica completa costava 68 volte di più rispetto al 2001 e in assenza di una provata lievitazione dei costi di ricerca e produzione.

La Fondazione Gates inoltre ha investito miliardi di dollari in sette dei più promettenti progetti di ricerca che riguardano SARS-CoV-2, e nella costruzione di impianti di eventuale produzione di questi candidati, avvalendosi della competenza acquisita nel campo delle malattie infettive, e consapevole che da solo può mobilitare denaro nell’ordine di grandezza di più governi, ma molto più celermente. Il prezzo per il contribuente di questa generosità privata? Che nessuna istituzione rivendica più l’importanza della pubblicità dei brevetti di farmaci e vaccini nel caso di pandemie e patologie che colpiscono la maggior parte degli abitanti del pianeta, né il divieto dei monopoli di brevetti e produzioni. Chi troverà il vaccino per primo, stanti i rapporti di forza attuali, se lo potrà far pagare quanto crede giusto e potrà conservare il segreto – contrariamente a quanto prescrivono persino le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio – per tutto il tempo che riterrà opportuno.

Perché è importante leggere il libro di Nicoletta Dentico proprio oggi? Per capire che cosa sta succedendo, e attivarsi per intervenire anche come singoli in questa battaglia tra titani, sostenendo le campagne di pressione per la trasparenza e la democrazia nelle scelte per la salute pubblica promosse dalle associazioni di tutto il mondo. Medici Senza Frontiere, ad esempio, sta chiedendo alle aziende di rendere pubblici i risultati delle sperimentazioni. Mentre la Society for International Development chiede ai Governi di superare le logiche dei brevetti per proteggere la salute pubblica. Facciamo sentire la nostra voce con la loro e proteggiamo, insieme, salute e democrazia.