Care e cari Rewriters,
oggi vorrei proporvi un libro decisamente interessante sotto diversi aspetti. Dietro una veste divertente, ironica, adatta a bambini e bambine, questo albo racconta cos’è il capitalismo e forse anche perché è meglio preferire una decrescita felice.

L’albo che vi racconto si intitola La mucca più ricca del mondo è di Barroux ed è edito da Officina Babùk ed ha una particolarità intrinseca sin dalla copertina che, come avrete notato, presenta dei simboli insieme alle parole del titolo…

La mucca più ricca del mondo è infatti un albo scritto in CAA, la lingua della Comunicazione aumentativa alternativa, ed è dunque adatto per la lettura autonoma sia a bambini e bambine con disturbi dello spettro autistico, sia a bambini e bambine che ancora non hanno imparato a leggere e che con i segni possono farlo in autonomia anche da piccolissimi.

Ma veniamo alla storia che Barroux ci racconta in La mucca più ricca del mondo: tutto inizia con la mucca protagonista stesa sotto un albero a guardare le nuvole che passano e un maiale che passa di lì e le chiede di chi sono gli alberi di mele in quel campo. Una semplice domanda, a cui la mucca risponde con un ingenuo e sincero “Si, Perché?” per scatenare la fantasia capitalistica e di guadagno del maiale che in poche pagine vede la mucca costruire un business a base di composta di mele, gadget, fabbriche, un impero di mele…

“E poi?” chiede la mucca.

E poi, qui la cosa si fa interessante sostiene giustamente il maiale, poi la mucca si potrebbe rivendere tutto per comprarsi un’isola nella quiete e potersi godere la pace sdraiata sotto un albero guardando le nuvole…

A voi tirare le somme, trovare la morale implicita della narrazione, valutare se è meglio costruire un mega business per potersi godere la pace sotto l’albero o se è meglio semplicemente mettersi sotto un albero e godersi la pace…

A me quello che interessa, come sempre, è che questo libro è molto bello, molto ben fatto, divertente, ironico e che sì, in più, dà da pensare. Il suo essere scritto in CAA costituisce un ulteriore valore intrinseco del libro che lo rende inclusivo in modo tale da poter portare la sua storia e il suo piccolo messaggio a tutti e tutte.

Che ne pensate? Voi stareste dalla parte della mucca o da quella del maiale?

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