La Regina degli Scacchi, miniserie TV con protagonsita Anya Taylor-joy, è stato uno grandi successi di Netflix. La storia è basata su un romanzo del 1983 che racconta sull’ascesa di una giocatrice di scacchi immaginaria. Nello show la giovane Beth Harmon, cresciuta in un orfanotrofio, riesce a batte i migliori scacchisti russi negli anni ’60 a Mosca nel periodo della Guerra Fredda.

Non tutti sanno però che la regina degli scacchi è anche una figura reale e di chiama Nona Gaprindashvili. Nata nel 1941, unica femmina di sei fratelli, Nona fin da piccola apprende, oltre agli altri giochi praticati in famiglia, anche quello degli scacchi.

L’ascesa

I primi successi arrivano ancora in giovane età, a 15 anni, era già campionessa della Georgia – dove è nata – e poi dell’Urss”.

La svolta definitiva per questa giocatrice arrivò nel 1961 quando a soli vent’anni vinse nell’allora Yugoslavia il Torneo delle Candidate guadagnandosi il diritto di sfidare la campionessa del mondo Elisabetta Bykova. Nonostante i quasi trent’anni di differenza la Garpindashvili vinse il titolo. Per sedici anni rimase campionessa incontrastata.

Dal 1963 al 1995 partecipò anche alle olimpiadi degli scacchi, conquistando undici ori vinti a squadre e i 9 nove individuali. Nel mezzo tante vittorie contro più di 50 giocatori maschi, tra cui 10 grandi maestri.

Un mondo di uomini

E’ celebre l’affermazione del campione scacchista Bobby Fisher in cui affermò che “Le donne non dovrebbero giocare a scacchi: sono come i principianti”.
A questa provocazione la Gaprindashvili rispose che: “Le cause della superiorità scacchistica degli uomini sono molteplici: la principale è la grande diffusione che il gioco ha sempre avuto nell’ambiente maschile; logicamente più sono gli uomini che giocano, più numerosi sono quelli che diventano maestri. Le donne non hanno molto tempo per dedicarsi agli scacchi, a causa delle molte responsabilità della vita di tutti i giorni: famiglia, casa, figli. Per una donna raggiungere la parità in questo campo è pertanto difficile.”

Nona comunque riuscì a diventare, come prima donna in assolutoGran maestro di scacchi nel 1977 dopo aver vinto il torneo open di Lone Pine. 

La causa contro Netflix

La Gaprindashvili  viene citata (per nome e cognome) nella serie di Netflix  “La regina degli scacchi” e viene definita come “una campionessa femminile che non ha mai affrontato gli uomini”. Cosa non vera visto che nel 1968, periodo in cui è ambientata la miniserie, Gaprindashvili aveva già gareggiato contro quasi 60 uomini, tra cui 10 grandi maestri. Questa affermazione, definita dalla casa di produzione una semplice licenza poetica in un racconto di fantasia, è stata invece considerata come sminuente, degradante e sessista dalla vera regina degli scacchi. La battaglia in tribunale le ha fatto guadagnare un risarcimento milionario da parte di Netflix.

E le sfide non si fermano

Per decenni chi deteneva il potere nel mondo degli scacchi ha cercato di minimizzare le imprese della Gaprindashvili, lasciandola sparire tra le pagine della storia. La sua risposta è stata silenziosa, ma inconfutabile, ha vinto il Campionato del mondo senior a squadre a ben 79 anni!

Il talento e la forza di volontà non hanno età, credo che questa sia la più bella lezione che Nona ci ha insegnato.

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