“Maledizione dei Kennedy”, Tatiana Schlossberg malata di leucemia
La "maledizione dei Kennedy" sembra non finire. È il 25 maggio 2024 quando a Tatiana Schlossberg viene diagnostica una forma acuta di leucemia. Un documentario sui Kennedy.

La "maledizione dei Kennedy" sembra non finire. È il 25 maggio 2024 quando a Tatiana Schlossberg viene diagnostica una forma acuta di leucemia. Un documentario sui Kennedy.

È il 25 maggio 2024, quando alle sette e cinque del mattino nasce la figlia di Tatiana Schlossberg (nipote diretta del 35° Presidente degli Stati Unit d’America) e di suo marito George, al Columbia Presbyterian Hospital di New York. Poche ore dopo viene diagnostica alla neo mamma un forma acuta di leucemia mieloide con una rara mutazione chiamata “Inversione 3”. Il 22 novembre 2025, 61 anni dopo la l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, Tatiana Schlossberg scrive un lungo articolo sul The New Yorker in cui racconta il periodo della malattia.
Vivere il presente è più difficile di quanto sembri, quindi lascio che i ricordi vadano e vengano. Molti di loro appartengono alla mia infanzia, tanto che mi sembra di guardare me stessa e i miei figli crescere contemporaneamente. A volte mi illudo che me lo ricorderò per sempre, anche quando sarò morta. Ma poiché non so com’è la morte e non c’è nessuno che mi dica cosa succede dopo, continuerò a cercare di ricordare.
The New Yorker, di Tatiana Schlossberg

La prima vicenda drammatica che segna dolorosamente la famiglia del 35° Presidente degli Stati Uniti d’America, arriva prima che il mondo potesse definirla come la “famiglia reale americana”. È il 1918 quando Rosemary Kennedy, terza figlia di Joseph e Rose, nasce con una disabilità intellettiva. Durante gli anni di scalata politica e sociale della famiglia, Rosemary cominciò a mostrare segni di instabilità emotiva, attacchi di rabbia e fughe improvvise.
Il padre decide di intervenire con la medicina dell’epoca, una lobectomia prefrontale. Rosemary affrontò l’operazione a ventitré anni e divenne incapace di parlare con fluidità, muoversi in autonomia, fu destinata a vivere in un istituto del Wisconsin. Negli anni Quaranta altri due morti segnarono la famiglia Kennedy: Joseph P. Kennedy Jr morì in un’esplosione area durante una missione segreta della Marina nel 1944 e Kathleen Kennedy morì in un incidente aereo nel 1948.
Quando John Fitzgerald entrò in politica, la famiglia aveva già subito diverse perdite tragiche, ma erano rimaste nel privato. Il corso degli avvenimenti e della loro narrazione cambiò quando nel 1963, il Presidente degli Stati Uniti viene ucciso in diretta nazionale. Questo lutto nazionale rappresentò anche la perdita dell’immagine del futuro. Poco prima della morte di John Fitzgerald, venne alla luce Patrick Bouvier Kennedy, che visse solo due giorni per un parto prematuro.
Nel 1968, mentre l’America affrontava momenti estremamente complessi come la guerra in Vietnam e il movimento per i diritti civili, Robert Kennedy venne ucciso davanti alle telecamere. Il fratello minore di John Fitzgerald che rappresentava la speranza per un riconciliazione nazionale, venne assassinato poche ore dopo aver vinto le primarie democratiche della California. Negli anni successivi, Ted Kennedy fu presente all’incidente del 1969 di Chappaquiddick, nel Massachusetts, dove l’attivista politica democratica Mary Jo Kopechne perse la vita in un’auto finita nelle acque.Ted porterà con sé una cicatrice politica e morale.
Nel 1984 David Kennedy morì per overdose, Micheal Kennedy morì sciando nel 1997. William Kennedy Smith fu accusato di stupro nel 1991, processo che si concluse con l’assoluzione, ma che fece esplodere un caso mediatico e rappresentò la famiglia Kennedy in bilico tra la gloria e la rovina. L’ultima tragedia del Novecento avvenne nel 1999, quando John F. Kennedy Jr., sua moglie Carolyn Bessette e la cognata Lauren, morirono in un incidente aereo al largo di Martha’s Vinedyard. Il figlio del presidente diventò a sua volta l’immagine di perdita del paese. Con il nuovo millennio la famiglia Kennedy si troverà ancora a dover affrontare continue tragedie.
Nel 2011, Kara Kennedy, nipote di Fitzgerald e figlia di Ted muore per complicazioni post-operatorie. Nel 2019 Saoirse Kennedy Hill, nipote di Robert, muore a 22 anni per overdose. Nel 2020 Maeve Kennedy Townsend McKean e suo figlio Gideon scompaiono nelle acque del Maryland durante un’uscita in canoa. Tutti questi eventi, simili per la loro drammaticità rinnovano la percezione collettiva di una “maledizione Kennedy”. Arriviamo ad oggi, è il 22 novembre 2025, quando Tatiana Schlossberg dopo un anno di malattia decide di scrivere un articolo sul The New Yorker per raccontare la sua vita. La giornalista spiega come sta affrontato la leucemia e come vive gli ultimi tempi che le rimangono insieme alla sua famiglia. È un testo crudo, poco romantico, consapevole di ciò che sta vivendo e del poco tempo che le rimane. Un insieme di ricordi nitidi e sfocati che riassumono la sua intera vita, vissuta in una famiglia che ha fatto della forza e dell’unità le sue caratteristiche principali, e che hanno permesso ai Kennedy di sopportare le continue perdite.

Quando Tatiana ha scritto della sua malattia, è subito riemersa la “maledizione dei Kennedy”. Ogni qualvolta accade un evento drammatico nella “famiglia reale americana” si riaccendono le luci sulla sua storia e sul suo mito, un racconto che sembra diventare sempre più una tragedia shakespeariana.
I Kennedy hanno rappresentato il sogno americano, fatto di fascino, ambizione e glamour. Il dolore diventa un mezzo di narrazione ulteriore di una famiglia che ha portato con sé i valori e il mito americano. Per comprendere il fascino della famiglia Kennedy e dunque l’ossessione verso questa “maledizione”, bisogna guardare all’aura che i vari membri della famiglia hanno creato attorno al loro cognome. Tutto ha inizio nel 1961quando JFK entra alla Casa Bianca e presenta all’America la sua Camelot fatta di giovani, belli e ambiziosi. La politica assomiglia, esteticamente, per la prima volta a Hollywood. Gli americani vivono in quel periodo un momento idilliaco, ma come in ogni film tutto ha una fine, più o meno drammatica. I vari eventi tragici che si succedono dopo la morte del Presidente degli Stati Uniti incoraggiano l’ipotesi di una “maledizione” che tormenti la famiglia Kennedy. Ma in questo caso non si tratta di gossip, bensì della fragilità dell’essere umano. Ciò che viene definita come “maledizione”, può essere interpretata come un simbolo per cui niente può essere veramente perfetto, la vita non è una rappresentazione Hollywoodiana. Non importa a che livello sociale tu sia arrivato, quanto potere tu detenga, il dolore e la morte fanno parte di ognuno di noi. La “maledizione” della famiglia Kennedy oltre ad essere un mito che si tramanda per generazioni attraverso i media e che ovviamente è stato più volte smentito dalla famiglia stessa, potrebbe servire da contro altare al potere politico che tende ad innalzarsi come infallibile.
Un mito americano, quello dei Kennedy, che dovrebbe insegnarci a leggere più attentamente il potere, a non credere alle promesse regalate facilmente dai politici, e sopratutto in questo periodo politico americano, a non pensare infallibili persone che si presentano come tali, che spesso invece nascondono eventi che potrebbero “ucciderli”.
Infine, vi invito a prendere visione di questo documentario che fa luce e interpreta la storia della famiglia Kennedy. Nello specifico analizza il percorso del 35° Presidente degli Stati Uniti, racconta di come sia riuscito ad ottenere il consenso di una enorme massa di persone e della creazione del mito del suo cognome.
