Massimo Napoli il funambolico: tra Ionesco e Palazzeschi
Dal 13 al 15 Febbraio al Teatro Porta Portese a Roma un recital inconsueto. Intervista a Massimo Napoli.

Dal 13 al 15 Febbraio al Teatro Porta Portese a Roma un recital inconsueto. Intervista a Massimo Napoli.

Dal 13 al 15 Febbraio al Teatro Porta Portese a Roma un recital inconsueto, originale e colto, che porta alla ribalta celebri protagonisti d’avanguardia e non. Spazio dunque ad autori come Aldo Palazzeschi, con “La fontana malata” (1909) e Luigi Arnaldo Vassallo, detto Gandolin, con i due monologhi “La voce” e “Un signore che pranza in trattoria” (1909). Seguono autori come Max Aub, Ennio Flaiano, Oscar Wilde, Eugène Ionesco, Pablo Neruda e Dorothy Parker, sapientemente adattati per la scena da Alma Daddario. Infine autori contemporanei come Alma Daddario e lo stesso Massimo Napoli. Al recital si aggiungono canzoni remote e insolite come “Senti mio caro Adolfo”, canzone satirica e anticlericale da “Canti dall’Unità d’Italia alla Grande Guerra”; “Entre le bœuf et l’âne gris”, canzone medioevale popolare tradizionale di origini pirenee e infine “Le chant des adieux”.
“Parole Burlevoli e Fatti Sollazzevoli” in scena dal 13 a 15 febbraio al Teatro Porta Portese… siamo pronti ad un recital leggero e inconsueto, da dove nasce la scelta di questo titolo?
Tengo subito a precisare, che questo recital trae spunto dallo stesso già rappresentato in passato e che nella versione attuale è arricchito di altri testi di autori contemporanei e del recente passato, dunque è all’effettivo un’edizione 2026. L’intero copione, costituito da poesie, monologhi, dialoghi e canzoni, è ricco di contenuti e di molteplici argomenti, scritti in modo delicatamente ed elegantemente ironico e sempre con spirito. Nello stesso modo saranno resi scenicamente. Da questa modalità nasce il titolo del recital.
Tra i vari testi troviamo anche “La Fontana Malata” di Aldo Palazzeschi, il celebre poeta dall’estro funambolesco… come mai proprio questo testo e soprattutto ci farebbe piacere se ci raccontasse qualcosa su questa poesia ironica e divertita
… Devo ammettere di amare ed apprezzare profondamente la letteratura del Novecento. “La Fontana Malata”, resa personaggio dal Palazzeschi, con il suo sgocciolare dal suono onomatopeico, mette in risalto il carattere del narratore, con i suoi molteplici momenti di umanità, indifferenza, insofferenza, crudeltà e pentimento. Il narratore diviene così un vero personaggio da commedia.Ha pienamente ragione a definire l’estro di Palazzeschi “funambolesco” e citerei qui un suo romanzo “Il Codice di Perelà”, il cui protagonista è un omino di fumo. A dir poco geniale.
Non solo poesia e monologhi in questo atteso recital ma anche canzoni remote ed insolite, in che modo attraverso il passato si può riscrivere il presente?
Ritengo, che quando un’espressione artistica di qualsiasi arte o disciplina, ha elaborato un tema in modo valido e anche profondo, non può che divenire un tassello indelebile nel costruire cultura e civiltà. Non solo il passato può riscrivere il presente, ma direi anche il futuro. Nel recital la canzone “Senti mio Caro Adolfo” dal testo politico e popolare del primo Novecento asserisce, con gustosa ironia, il valore della laicità in una società moderna. Segue la seconda “Entre le Bœuf et l’Âne Gris”. Dolcissima ninna-nanna, che non può che confermare il valore della gentilezza nei rapporti tra individui. La terza ed ultima “Le Chant des Adieux” dal motivo molto conosciuto, è un arrivederci, un monito ad incontrarci nuovamente per stare insieme.
Al suo fianco l’attrice Roberta Bobbi. In quali dialoghi vi troviamo coinvolti insieme?
In ordine di copione: “Ognuno ha il suo dramma” di Alma Daddario e “Incontro” di Alma Daddario. Libero adattamento da Eugène Ionesco.
Massimo Napoli, attore, regista e artista…un’espoloratore dell’arte a tutto tondo…
Ho debuttato in teatro nella compagnia di Giuliano Vasilicò in uno degli spettacoli più significativi del Teatro d’Avanguardia: “Proust”. Continuando a lavorare come attore con Lucia Vasilicò, Piero Panza, Sergio Salvi, Aldo Braibanti, Luca Ronconi, Vittorio Pavoncello, Ennio Coltorti… e dipingo… e scrivo!
