Care e cari Rewriters,
oggi vi racconto un albo interessante, ben costruito, divertente e che direi particolarmente significativo per nostri tempi. Il libro di oggi si intitola Meno è più chic! è di Marie Dorléans edito da Gallucci con la traduzione di Camilla Diez ed è un albo illustrato che gioca con la tendenza a volere sempre di più, il desiderio di essere sempre più alla moda, e quella che a me piace chiamare scherzosamente una decrescita felice.

“Meno e più chic!”, la storia

Questa è la storia di una città in cui passa un venditore ambulante che non riesce a vendere più niente perché tutti hanno già tutto e nulla può più attirare la loro attenzione, ecco però che un giorno la lingua del venditore si impappina, le parole si confondono e lui inizia a vendere cose incredibili come le scarpe da caffè, aspirapolvere di compagnia e chi più né ha più né metta.

Ma proprio queste cose estrose e particolarissime finalmente attirano l’attenzione dei passanti che le comprano benché si rivelino particolarmente scomode. Nessuno rinuncia ad essere all’ultimo grido per quanto questo grido potrebbe essere di fastidio e scomodità…

La cosa va avanti in maniera sempre più paradossale per un po’ fino a quando arriva un nuovo venditore che si mette a vendere cose normalissime e si appresta a fare affari d’oro.

L’albo ha un ritmo e una costruzione tipici di questo tipo di storie ed è proprio in quel ritmo che si annida la riuscita della narrazione a cui si associa in questo caso il tratto ironico e davvero delicato e perfettamente armonico della Dorléans.

Tra il testo che racconta la storia e l’illustrazione che mette in scena l’astrusità, Meno è più chic è un albo perfetto per i nostri tempi in cui, da un lato l’economia del desiderio dall’altro la falsa rincorsa all’originalità, producono effetti negativi al limite del ridicolo come accade in questa storia che ha in sé alcuni elementi tipici della favola.

Ad ognuno la propria interpretazione, Meno e più chic saprà accoglierne tante e diverse, provare a credere!

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