Fabrizio Obbialero, medico di 50 anni, riesce ad ottenere un risarcimento per il “danno biologico permanente” dopo essere stato perseguitato da un sicario pagato proprio dal suo stesso padre.

Il padre, 75 anni, non riusciva ad accettare il fatto che il figlio fosse omosessuale. Il sicario da lui assoldato doveva recare danni alle mani del medico per impedirgli di svolgere la sua professione di chirurgo.

Fabrizio Obbialero

Non solo minacce

Fabrizio Obbialero fece coming out nel 2016, confessando ai suoi genitori la sua omosessualità e il suo amore per un altro uomo. Qui cominciano gli atteggiamenti denigratori del padre, mentre la madre, purtroppo malata, cercava di difendere il figlio da suo marito. Il padre di Fabrizio cominciò ad insultare e minacciare il figlio, sia nella vita privata che sui social: su Facebook lo chiamava “Profeta” e cercava di rovinare la sua carriera, accusandolo di drogarsi sulla piattaforma.

Gli atti violenti non si fermavano qui però: Fabrizio veniva fisicamente aggredito dal padre e da un sicario che il 75enne aveva pagato per danneggiare le mani del figlio: «Spezzagli le dita, così non potrà fare il chirurgo», aveva detto al sicario.

Fu proprio Adrian, il sicario assoldato per questi perseguimenti, a fare un passo indietro e denunciare l’accaduto. Il picchiatore “professionista” decise di rivelare il piano del padre di Fabiano al diretto interessato, dunque salvandolo.

Il 75enne viene quindi accusato di lesioni aggravate e stalking e nel 2020 patteggia una pena di due anni in carcere, dovendo anche risarcire il figlio per un “danno biologico“, causato dalla “condotta vessatoria e violenta” del padre. Inoltre, il giudice ha riconosciuto un atteggiamento omofobo da parte del 75enne nei confronti della vittima.

Il danno biologico a Fabrizio

“Per la prima volta in Italia io e il mio compagno abbiamo dimostrato un danno biologico connesso ad un atteggiamento omofobico. Dal punto di vista medico legale è un grande traguardo” ha commentato Fabrizio, assistito in tribunale dall’avvocato Maximiliano Bruno. Ma i disagi psicologici causati dalle azioni del padre sono ancora sentiti dal medico. La perizia commissionata dal giudice afferma che «la vittima ha sviluppato una sintomatologia psicopatologica che configura un “Disturbo dell’Adattamento, non complicato di grado moderato, con sintomi ansiosi e depressivi sec. DSM 5”».

Fabrizio è quindi riuscito ad ottenere un risarcimento di 17mila euro, quasi simbolico, visto che la vita della vittima è ormai segnata per sempre, dovendo non solo combattere con i danni psicologici che ha subito da questa vicenda, ma anche con la consapevolezza dell’astio che il suo stesso padre prova per lui. Bisogna anche riconoscere la forza di Fabrizio, che è riuscito a resistere all’omofobia del padre rimanendo un uomo e un medico stimato.

Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Con questa storia ricordo l’avvento della Giornata internazionale l’omofobia, la bifobia e la transfobia, che si celebra il 17 maggio. È fondamentale celebrarla per sensibilizzare il pubblico generale sui diritti della comunità LGBTQ+, per evitare che atti del genere si ripetano. Grazie alla ILGA, l’Associazione Internazionale persone gay, lesbiche, bisessuali, trans e intersessuali, i diritti dei membri della comunità sono protetti, attraverso il loro aiuto alle organizzazioni internazionali a supporto della comunità LGBTQ+, ai membri della loro organizzazione e alle loro raccolte fondi che aiutano membri della comunità in pericolo.

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