Promuovere una società più equa, mutuamente inclusiva e socialmente sostenibile significa riconoscere e valorizzare chi, attraverso progetti e iniziative concrete, contribuisce a migliorare la vita delle persone e delle comunità. È questa la visione alla base del ReWorld Prize for Social Sustainability, il riconoscimento promosso da ReWorld, unico in Europa, ideato dalla giornalista e imprenditrice culturale Eugenia Romanelli, che torna con la sua terza edizione per dare visibilità alle esperienze più innovative nel campo della sostenibilità sociale.

La cerimonia di premiazione è in programma giovedì 19 novembre 2026, dalle ore 10.30 alle 11.15, presso l’avveniristico Auditorium di BNL BNP Paribas alla Stazione Tiburtina di Roma. L’iniziativa intende valorizzare le organizzazioni pubbliche e private che interpretano la responsabilità sociale come una leva strategica di trasformazione, promuovendo modelli di sviluppo capaci di coniugare innovazione, mutua inclusione e attenzione al benessere collettivo.

“Il ReWorld Prize nasce con l’obiettivo di portare la dimensione sociale della sostenibilità al centro del dibattito pubblico e delle strategie organizzative – dichiara Romanelli, CEO di ReWorld – riconoscendo il valore delle iniziative che producono un impatto positivo sulle persone, nei luoghi di lavoro e nei territori. Temi come la salute e il benessere, la parità di genere, il lavoro dignitoso, la riduzione delle disuguaglianze e il consumo responsabile rappresentano ambiti fondamentali per costruire un futuro più sostenibile dal punto di vista sociale, come chiede l’Agenda ONU con oltre metà dei suoi obiettivi dedicati alla S”.

La terza edizione si svolge con il contributo di una giuria d’eccellenza presieduta da Enrico Giovannini, cofondatore dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (AsviS) e composta da Barbara Beltrame Giacomello – componente del CdA della Luiss Guido Carli, già vicepresidente di Confindustria, Katia Scannavini – co-segretaria generale di ActionAid Italia, Giampaolo Colletti – direttore di StartupItalia, Stefano Epifani – presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, Barbara Palombelli – giornalista e conduttrice televisiva, Antonella Polimeni – rettrice della Sapienza Università di Roma, Paola Profeta – prorettrice per Diversità, Inclusione e Sostenibilità dell’Università Bocconi, e Anna Lisa Tota, prorettrice vicaria dell’Università degli Studi Roma Tre.

Il riconoscimento, consegnato quest’anno da Giovannini, Romanelli e Tota, consiste in una scultura realizzata dall’artista Marco Lodola, a sottolineare il dialogo tra sostenibilità sociale, cultura e creatività.

Il premio si inserisce nell’impegno più ampio di ReWorld, realtà che sviluppa strumenti, percorsi formativi e iniziative di divulgazione per promuovere la cultura della sostenibilità sociale e favorire una maggiore consapevolezza del suo ruolo nelle strategie di organizzazioni e imprese. Vinto da Anlaids ETS, organizzazione impegnata nella lotta contro l’HIV e l’AIDS nel 2025 (secondo posto TP Italia, terzo posto ex aequo Deloitte e Associazione Dire, Fare, Cambiare) e da BNL BNP Paribas nel 2024, con il progetto IncluCity, dedicato all’inclusione sociale dei giovani nelle periferie italiane, realizzato in collaborazione con Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Alberto e Franca Riva e Save the Children (secondo posto Cooperativa sociale Namastè, terzo posto Poste Italiane), quest’anno sono tantissime i nuovi progetti candidati.

In un contesto in cui la sostenibilità è sempre più parte integrante della competitività e della responsabilità delle organizzazioni, il ReWorld Prize intende contribuire a diffondere buone pratiche, incoraggiare l’innovazione e rendere visibili esperienze capaci di generare valore condiviso.

Perché la sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente: riguarda soprattutto le persone, i loro diritti e le opportunità di costruire insieme una società migliore.

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