Rumi Art Space è un Progetto nato nel 2019 a Dongo, in provincia di Como, per volontà del collezionista Roberto Rumi. Pensato per offrire una maggiore visibilità ad artist* non ancora quarantenni, è costituito dalla Collezione Rumi, da spazi per residenze d’artista e per esposizioni di pittura e scultura.

Fino al 23 Novembre 2025 nello spazio espositivo Rumi Art Space sarà visibile la mostra dal titolo Antropocene in Rumi (con un testo critico in Catalogo di Luca Zuccala) dedicata alle opere realizzate da Eric Pasino, durante la sua residenza artistica, esposte insieme ad una selezione di opere del Maestro Nicola Samorì provenienti dalla Collezione Rumi.

Antropocene in Rumi – Installation views | Spazio espositivo

Perché Eric Pasino e Nicola Samorì?

Nel 2024 Roberto Rumi incontra e conosce a Lugano, in Svizzera, Eric Pasino. La visione delle sue opere suscitarono immediatamente in lui interesse per un’affinità creativa con l’arte del Maestro Nicola Samorì, che R. Rumi segue e colleziona da quasi vent’anni. Per cui Eric Pasino, giovane artista nato a Vercelli nel 1997, dimostrò di possedere tutte le caratteristiche per poter essere invitato a partecipare al Progetto di residenza di Rumi Art Space – Rifugio per artisti – che accoglie giovani artisti affinché abbiano un’opportunità in più per stimolare la propria ricerca nell’Arte Contemporanea. Da Maggio ad Agosto 2025 Eric Pasino ha sviluppato un progetto strettamente legato ai luoghi lacustri.

Antropocene in Rumi – Installation views – Eric Pasino – Sussurro dal buio, 2025, olio e acrilico su rame, Al. 30 x La. 20 cm.

La Mostra, inaugurata da un intervento del noto interprete Paolo Maria Noseda, permette di osservare momenti di evoluzione della pittura dei due autori, in un percorso espositivo che offra a chi guarda la possibilità di scoprire l’attenzione data da ognuno al proprio tempo. L’intento è condurre lo sguardo ad un’analisi più approfondita dei lavori del giovane talentuoso Eric Pasino proprio attraverso l’accostamento con alcune opere del Maestro di fama internazionale Nicola Samorì, per cogliere le caratteristiche di esecuzioni in cui l’essere umano è corpo d’intreccio tra passato, presente, futuro.

Antropocene in Rumi – Eric Pasino e Paolo Maria Noseda

Luca Zuccala fa precedere il suo testo in Catalogo da una poesia di Jalāl al-Dīn Muḥammad Rūmī (Balkh, Afghanistan, 30 Settembre1207 – Konya, Turchia, 17 Dicembre 1273) dotto musulmano esperto in scienze religiose, teologo sunnita, poeta mistico persiano ritenuto uno dei massimi autori della letteratura mistica persiana.

Morii come minerale e divenni una pianta.

Morii come pianta e divenni animale.

Morii come animale e fui uomo.

Perché dovrei temere

di divenire meno morendo?

E tuttavia, ancora una volta

morirò come uomo

per elevarmi con gli angeli benedetti;

ma anche lo stato di angelo supererò.

Jalāl al-Dīn Muhammad Rūmī

Antropocene in Rumi – Eric Pasino – Festa nel cortile di casa, 2025, olio e acrilico su tela, Al. 150 x La. 200 cm.

Un breve testo poetico, introduttivo alla propria lettura delle opere, a cui L. Zuccala si riferirà dopo aver messo in evidenza come il titolo dell’esposizione Antropocene in Rumi colleghi sapientemente il collezionista Roberto Rumi al dotto musulmano Rūmī, ponendo in antitesi il concetto di Antropocene con la continuità della trasformazione. Il termine Antropocene fu utilizzato agli inizi degli anni Ottanta dal biologo Eugene Filmore Stoermer, per definire la nostra fase geologica «caratterizzata dai sostanziali e permanenti mutamenti ecosistemici e geologici prodotti da fattori antropogenici, la cui incidenza configura Homo sapiens come forza geologica in grado di interferire irreversibilmente nelle dinamiche ecosistemiche del pianeta sospingendolo oltre i suoi limiti naturali.  Variabili come il potenziamento delle capacità umane di trasformazione dell’ambiente e la conseguente crescita esponenziale della popolazione mondiale hanno attivato processi quali l’espansione delle terre coltivate attraverso disboscamenti intensivi, la riduzione della biodiversità, il sovrasfruttamento degli ecosistemi acquatici e l’immissione in atmosfera di ingenti quantità di gas serra.» (treccani.it)

Antropocene in Rumi – Eric Pasino – L’abisso, 2025, olio su tavola, Al. 18,5 x La. 12 cm.

Nei versi di Jalāl al-Dīn Muhammad Rūmī la continua metamorfosi si pone come garanzia della continuità della vita, offrendo agli esseri umani l’opportunità di riflettere su considerazioni che sollecitino a non temere la morte. «La paura di morire è una delle forme del male di vivere. In ogni tempo e in ogni luogo siano presenti, a partire dall’esperienza della morte del prossimo, le minacce che incombono sulla vita umana possono distruggerla.» (Campione F. La buona morte e il lutto. Bologna, Clueb 2021). Dalle parole tratte da una delle numerose pubblicazioni del Prof. Francesco Campione, potremo muoverci più agilmente. Il più preparato studioso italiano di Psicologia Clinica e Psicologia della Perdita e del Lutto scrive: «il sentimento della paura della morte (insieme al suo pensiero e al suo concetto) muta nella storia al mutare delle prevalenti circostanze del morire concreto di coloro che ci precedono nel trapasso.» (ibìdem)

Antropocene in Rumi – Eric Pasino – Il cielo guarda, 2025, olio e acrilico su tela, Al. 200 x La. 300 cm.

Ogni cultura ha lavorato intensamente creando strumenti per alleviare lo stato d’animo di coloro che temevano la morte. Per prime le arti della Pittura e della Scultura hanno messo in scena continue strategie per ridurne il male cercando di trasformarlo per renderlo almeno più sopportabile. Nella contemporaneità, nei difficili anni in cui stiamo vivendo, le diffuse situazioni di crisi nel mondo hanno lasciato sempre più spazio alla strategia della rimozione del pensiero della fine. Il nostro contesto sociale impone e trascina a condurre una vita senza tregua, talmente densa e rumorosa da allontanare e scardinare l’esistenza della morte.

Antropocene in Rumi – Installation views – Eric Pasino, Vaso nero, la calotta, 2025, olio e acrilico su rame, Al. 50 x La. 40 cm.

Eric Pasino dipinge tra astrazione/figurazione, visibile/invisibile, presenza/assenza, un indistinto con cui di fronte alla deriva materialistica della società, e quindi dell’uomo, cerca un equilibrio individuale che possa essere collettivo, e quindi sociale, contro l’ossessione del consumo. Egli è artista con una funzione al servizio della collettività allo sbando, per ignoranza o falsa conoscenza, per la quale veicola ed elabora intuizioni preziose in un periodo della storia dove le notizie più improbabili, diffuse al mondo da una comunicazione asservita, sono divenute armi di distrazione di massa. Nella libertà interpretativa del pensiero di E. Pasino la funzione intuitiva e la potenzialità visionaria del processo creativo rendono le opere un autentico sviluppo delle istanze interiori, filtrate attraverso la sensibilità e amplificate nell’unione di conoscenza e pratica.

Antropocene in Rumi – Eric Pasino, I primi, 2025, olio e acrilico su rame, Al. 100 x La. 150 cm.

La mano si muove e studia per perfezionare il segno nell’evoluzione di crescita del messaggio. Dalle piccole alle grandi composizioni il vitalismo costruisce il momento dell’hic et nunc, un presente dove fondono passato e futuro in racconti dipinti con competenza e rivelati dalla bellezza di una luce antica che sfalda con misura e sa dove corrompere la forma. Concentrazioni e dilatazioni della materia colore si fanno spazio e sostanza creando percorsi in cui si moltiplicano intenzioni ed energie. Le opere possiedono una forte centralità psicologica, affiancata da una solida consapevolezza interiore e da una motivata tenuta mentale focalizzata sull’obiettivo di innescare il processo emozionale del creare. L’atto manuale si collega alla sintesi superiore e insondabile della sua realizzazione che E. Pasino sviluppa organizzando flussi di intenzionalità.

Antropocene in Rumi – Eric Pasino – Gli ultimi, 2025, olio e acrilico su rame, Al. 100 x La. 150 cm.

La creatività è data da un’osservazione descrittiva, una sottile misura che trasforma l’ascolto in un atto di responsabilità per illuminare un percorso, per abbagliare alla comprensione a partire dalla considerazione del lavoro della mano. Una manualità che mescola, divide, compensa, aggiunge, e poi stende, svela, conclude, copre, disvela attraverso fasi che pur ripetendosi in modalità apparentemente uguali, non giungono mai alla stessa conclusione.

Le opere si definiscono nella consapevolezza di un percorso tecnico che inevitabilmente approdi oltre le intenzioni. Al pensiero, guida della materia e corpo della pittura, si associa la propria meditativa e paziente elaborazione per giungere a conclusione. Il risultato è dato dalla sintesi dei due processi elevati dall’unicità dell’artista, veicolo di un messaggio oggi parte dello spazio e del tempo. Nella decostruzione della rappresentazione, che frammenta il soggetto o l’oggetto in funzione dell’evoluzione di un progetto, E. Pasino concentra l’attenzione sull’unità del rapporto circolare tra materia e spirito dando la misura della particolarità forte del suo lavoro.

Antropocene in Rumi – Eric Pasino – Culto del proiettile, 2025, olio e acrilico su tela, Al. 120 x 100 cm.

Ogni superficie recupera e restituisce, spesso affollata, affastellata da corpi o oggetti del quotidiano, per dire della consapevolezza che la capacità di appropriazione formale dello sguardo e della scrittura pittorica, non è in sé sufficiente per restituire memoria se non fosse integrata dalla perdita di rigidità della narrazione. Da qui sorge la forza attrattiva e il desiderio di immergere lo sguardo in una dimensione sempre possibile dove tutto dimostra essere dimensione del presente. Le tele o il rame diventano luoghi di coinvolgimento più ampi, campi di attenzione verso urgenze vitali e consapevoli della capacità delle forme di dichiararsi come infinite, mutevoli, pericolanti. E. Pasino è giovane e l’occasione da Rumi Art Space gli permette di stabilire una relazione tra ricerche che affondano in rimedi nati dalle crisi di fronte al mistero che attende ognuno dopo la morte.

Antropocene in Rumi – Installation views – Nicola Samorì – Artaud, 2025, acrilonitrile butadiene stirene, ferro, calce pozzolana e lapilli vulcanici, 250 x 105 x 70 cm. Opera della collezione Mazzoleni

Le folgoranti lacerazioni del Maestro Nicola Samorì culminanti in questa sede in JRSF (2010), e tra le opere presenti in esposizione cito La negazione di Marte e l’Ecce homo, sono trasformazioni di un esercizio coscienzioso della vita, da cui ci si potrebbe muovere per una ricrescita possibile di forme dalla materia piegata, gravata da una interna ragione e tensione. In La negazione di Marte il sangue non scorre.

Antropocene in Rumi – Nicola Samorì – La negazione di Marte, 2020, olio e zolfo su rame, Al. 70 x La. 50 cm. https://monitoronline.org/samori-la-negazione-di-marte/

E’ un lavoro (2020) eseguito a «olio e zolfo su rame che ritrae un mazzo di ranuncoli essiccati e consolidati con ABS, una sostanza che ha trasformato le fibre vegetali in qualcosa di simile al cristallo, la stessa materia del vaso che ne accoglie gli steli. Una volta essiccato il pigmento col quale sono stati modellati i petali (olio mescolato a tempera) il dipinto è stato posizionato in orizzontale e la superficie di ogni fiore è stata scheggiata con un bisturi frantumando il colore in particelle che sono ricadute sul piano pittorico in modo casuale, generando piccole costellazioni in prossimità di ogni singolo fiore. Il pulviscolo luminoso estratto dalle piante genera riflessi simili a quelli che sprigiona il vaso colpito dalla luce.» https://monitoronline.org/samori-la-negazione-di-marte/ In Ecce homo ad olio su rame (2000) l’analisi è sulla vulnerabilità, la debolezza della carne, la rottura dell’integrità a causa della malvagità dell’essere umano, elaborata nella profonda conoscenza della tecnica con cui ricrea quel corpo che si assunse la responsabilità di sollevare l’umanità dall’estrema apocalittica situazione.

Antropocene in Rumi – Installation views – Nicola Samorì – Piaga antiveduta, 2016, affresco su alveolam, Al. 100 x La.100 cm.

Credo sia superfluo soffermarmi sull’eccellenza dei lavori del Maestro Nicola Samorì. L’accostamento con quelli eseguiti da E. Pasino ha avuto la funzione di dirigere l’attenzione verso una pittura giovane di forme e di sensi del mondo spezzati da eventi estranei, a volte maestosi oppure terrifici, in assetti descrittivi leggibili nell’energia della luce o nell’espressività retta dal moto dei corpi. Organismi di un mondo al limite, una pittura d’immagini di grande capacità vitale e continuamente alla ricerca di un senso di realtà, di persistenza costruttiva che lascia visibili, pericolanti ma ineludibili, residui plastici dei soggetti. Il reale riformulato e rappresentato da E. Pasino si risolve in un apparato in cui vi è traccia severa di un rapporto di continuità con il vero che cresce, s’addensa e si dipana in una figurazione nuova possibile, dove ogni soluzione è sorvegliata dalla consapevolezza intellettuale e morale di una cautela nella selezione della presenza di dati costitutivi la tragica realtà.

Antropocene in Rumi – Eric Pasino

Eric Pasino (Vercelli 1997)

Eric Pasino è un artista visivo che vive e lavora a Biella. La sua ricerca si sviluppa intorno al tema della trasformazione e del rapporto tra materia e immagine. Attraverso processi di stratificazione e tecniche liquide, Pasino esplora l’equilibrio instabile tra creazione e distruzione, indagando il modo in cui la pittura può farsi luogo di memoria, tensione e metamorfosi. La sua pratica si muove tra figurazione e astrazione, con un linguaggio che si costruisce nel tempo e attraverso il tempo, lasciando emergere segni, residui e cicatrici come testimonianze di passaggi interiori e collettivi.

Nicola Samorì (1977)

Pittore e scultore, nel suo percorso si evidenzia il tentativo di mettere in pericolo forme derivate dalla storia della cultura occidentale; in esse l’apertura del corpo rappresentato e della superficie pittorica si mostrano senza soluzione di continuità e si ha l’impressione che la nascita di una nuova opera comporti sempre il sacrificio di una antica. Il suo lavoro è stato esposto in musei e mostre nazionali e internazionali: 56. Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia “ALL THE WORLD’S FUTURES”; MOCAK, Kraków; 16a Quadriennale d’arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma; Kunsthalle, Tübingen; TRAFO Centre for Contemporary Art, Szczecin; Palazzo Reale, Milano; YU-HSIU MUSEUM of ART, Nantou, Taiwan; Mart, Rovereto, Museo Archeologico Nazionale, Napoli; Palazzo Fava, Bologna; Villa d’Este, Tivoli.

Immagine in evidenza: Antropocene in Rumi – Installation views – Eric Pasino – Nicola Samorì – Pittore, 2012, olio su tavola, Al. 40 x La. 30 cm.

Instagram – rumi.artspace

La pubblicazione delle immagini fotografiche di questo articolo scritto per la testata giornalistica digitale ReWriters, è stata autorizzata da Roberto Rumi e Eric Pasino.

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